Due persone sono state arrestate a Roma dai carabinieri del Ros per spionaggio e accesso abusivo a sistemi informatici, attività che sarebbero state condotte in cambio di soldi per un presunto agente dei servizi di intelligence russi, coperto da immunità diplomatica in Italia. Coinvolte altre cinque persone, effettuate decine di perquisizioni.
Chi è il principale indagato
Il principale indagato è un 59enne ex appartenente al comparto di intelligence italiano e già sottoufficiale dei Carabinieri. Secondo quanto emerso, l’uomo acquisiva informazioni attraverso sei fonti, tra cui quattro militari in servizio, indagati a vario titolo per procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico o militare, rivelazione di segreti di Stato, rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione. Tra gli episodi contestati ce n’è anche uno particolarmente delicato: gli indagati avrebbero rivelato l’identità di alcuni agenti impegnati nelle attività di controspionaggio italiano, esponendo personale operativo che lavorava su dossier sensibili.
Grazie al lavoro della Procura di Roma, del comparto intelligence e dei Ros oggi lo Stato Italiano rende evidente a tutti quale sia il reale atteggiamento della Russia nei nostri confronti.
— Guido Crosetto (@GuidoCrosetto) July 7, 2026
Quello che emerge con l’evidenza dei fatti è un conflitto ibrido quotidiano, una guerra…
Crosetto: «Conflitto ibrido quotidiano»
«Quello che emerge con l’evidenza dei fatti è un conflitto ibrido quotidiano, una guerra latente costante, per indebolire le nostre istituzioni, le nostre alleanze e la nostra sicurezza», ha scritto su X Guido Crosetto, ministro della Difesa. «È la punta di un iceberg gigantesco, la guerra ibrida, fatto di nemici esterni e traditori interni che sono pronti a vendere la loro Nazione per soldi o per potere o per interesse personale. Oggi lo Stato ne colpisce alcuni ma lo scontro è continuo ed incessante».
