Fumi anomali nei porti di Salerno e Napoli: associazioni presentano esposto

di Erika Noschese

Sono due gli esposti, presentati alla Capitaneria di Porto e all’Arpa Campania, per far luce sui fumi anomali nei porti di Napoli e Salerno. A chiedere un incremento dei controlli le associazioni Rigenera Campania, Legambiente e Italia Nostra che da tempo denunciano la presenza di nubi di fumo emesse dalle navi ormeggiate o in fase di manovra nei bacini dei porti di Napoli e Salerno. L’esposto per emissioni anomale di fumi nel porto di Napoli è a firma di Gianfranco Nappi ed è stato deliberato dal Coordinamento regionale del Movimento Rigenera Campania, mentre quello per il porto di Salerno è firmato da Rosa Carafa, presidente della sezione di Salerno dell’associazione Italia Nostra e da Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania. Entrambi, con allegata una dettagliata documentazione fotografica e video, sono stati presentati ieri mattina a Salerno in una conferenza stampa presso la Casa del volontariato. Negli esposti, inviati per conoscenza anche ai sindaci Manfredi e De Luca e all’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, si evidenzia che le nubi di fumo, caratterizzate da una colorazione nera / grigio scuro / giallastra, sono risultate particolarmente dense e persistenti per tutta la durata dell’ormeggio ai moli o in fase di manovra in uscita e in ingresso ai porti, propagandosi verso le aree cittadine limitrofe e causando un potenziale danno alla qualità dell’aria e alla salute pubblica. In particolare, l’associazione Italia Nostra ha evidenziato le criticità che si sono presentate nei giorni del 4 settembre 2024, 24 giugno 2025, 23 settembre 2025, 9 e 29 ottobre 2025, 26 aprile, 13 e 26 maggio e 15 giugno. In quelle occasioni, “si è riscontrata una vistosa e persistente emissioni fi fumi densi provenienti dai fumaioli delle navi presenti all’interno dell’area portuale di Salerno”, si evince dall’esposto, evidenziando che le imbarcazioni si trovavano “ormeggiate presso il Molo Manfredi, Ponente, Trapezio, 3 Gennaio del Porto di Salerno o in fase di manovra all’interno del bacino portuale”. Nubi di fumo particolarmente dense e persistenti per tutta la durata dell’ormeggio al molo, circa 12 ore o in fase di manovra in uscita dal porto, propagandosi verso le aree cittadine limitrofe. L’associazione Italia Nostra ha dunque chiesto alla Capitaneria di Porto di Salerno di “rendere noto l’esito di eventuali controlli ed ispezioni effettuate sulle navi attraccate”, per verificare “la regolarità dei combustibili utilizzati ed il corretto funzionamento dei sistemi di abbattimento dei fumi, chiarendo modalità e tempistiche di eventuali controlli futuri sulle imbarcazioni che transiteranno nell’area portuale predetta”. All’Arpac Salerno la richiesta è di rendere noti i dati sul monitoraggio dell’inquinamento dell’aria da maggio 2025 ad oggi e all’installazione di centraline fisse e mobili per la rilevazione dei livelli di inquinamento dell’aria sia in punti specifici del porto di Salerno sia in alcune zone nei pressi dell’area portuale. Infine, la richiesta all’Autorità di Sistema Portuale Mar Tirreno Centrale di rendere noti “alla cittadinanza i risultati degli accertamenti ed ispezioni effettuate a tutela della salute e nel rispetto delle normative internazionali ed europee”. «Abbiamo presentato un esposto insieme a Italia Nostra, Legambiente Campania e Rigenera, coordinamento di associazioni napoletane. Non si tratta soltanto di una questione ambientale, ma anche del rispetto di norme, regole e leggi vigenti in Italia e in Europa. Dal 1° maggio 2025 è stata istituita nel Mediterraneo l’area SECA, una zona nella quale devono essere effettuati controlli rigorosi sui combustibili utilizzati dalle navi. Nella maggior parte dei casi le imbarcazioni utilizzano combustibili pesanti, i cosiddetti bunker oil, che producono elevate emissioni di ossidi di zolfo, ossidi di azoto, anidride carbonica e particolato, sostanze altamente dannose per la salute pubblica», ha dichiarato Gianpaolo Lambiase dell’associazione Italia Nostra, ribadendo la necessità di «di attivare tutti i controlli previsti dalla legge, a tutela della salute dei cittadini». Sulla stessa linea Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania: «Il tema della qualità dell’aria è oggi particolarmente sentito nelle aree urbane. Le evidenze scientifiche dimostrano gli importanti impatti sanitari dell’inquinamento atmosferico: si stimano oltre 70 mila morti premature ogni anno in Italia riconducibili alla scarsa qualità dell’aria. Per questo Legambiente Campania ha rilanciato le proprie iniziative sul tema, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare le autorità competenti ad adottare tutti i provvedimenti necessari». Chiavazzo ha poi sottolineato che «quando da navi di grandi dimensioni si osservano fumate nere che persistono ben oltre i due o tre minuti tecnicamente tollerabili, esistono evidenze concrete che fanno presumere il mancato rispetto della normativa vigente. Il problema, dunque, è già chiaramente riscontrabile attraverso questi elementi oggettivi. La fuoriuscita prolungata di fumo nero dai camini delle navi indica che qualcosa non sta funzionando correttamente e che potrebbero esserci irregolarità nelle operazioni o nell’utilizzo dei combustibili. I dati tecnici saranno acquisiti attraverso le richieste già presentate alle autorità competenti. Tuttavia, le stesse evidenze visive dovrebbero essere sufficienti per indurre gli organi di controllo ad avviare gli opportuni accertamenti, soprattutto quando le emissioni persistono non per pochi minuti, ma addirittura per ore». Un problema che «interessa l’intera fascia costiera ricadente sotto la competenza dell’Autorità di Sistema Portuale, che comprende i porti di Salerno, Napoli e Castellammare di Stabia, e coinvolge direttamente le città», come evidenziato da Alfonso De Nardo dell’associazione Rigenera. «Sia Napoli sia Salerno sono interessate da un intenso traffico marittimo, composto da navi da crociera, portacontainer e traghetti. Nelle aree urbane più vicine agli scali portuali una parte significativa dell’inquinamento atmosferico è riconducibile proprio alle emissioni prodotte dalle navi. Esistono normative europee, anche di recente introduzione, che dovrebbero rappresentare un efficace deterrente contro l’impiego di combustibili altamente inquinanti. Purtroppo, però, questo non sembra ancora avvenire, come dimostra l’ampia documentazione fotografica presentata nel corso dell’incontro – ha aggiunto De Nardo – Se tali norme non producono gli effetti attesi, è evidente la necessità di rafforzare l’attività di controllo da parte delle istituzioni, con particolare riferimento alla verifica della qualità dei combustibili utilizzati dalle imbarcazioni. In attesa della realizzazione di interventi strutturali, come il cold ironing e l’elettrificazione delle banchine, è indispensabile istituire un sistema di controlli efficace, coordinato, trasparente e conoscibile dai cittadini, capace di garantire il rispetto delle norme e la tutela della salute pubblica».

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