Per mesi Israele ha pianificato di uccidere il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, ovvero i due principali negoziatori di Teheran: a evitare che ciò accadesse sono stati gli Stati Uniti, che hanno avvertito la Repubblica Islamica del pericolo tramite altri Paesi della regione. Lo riportano il New York Times e il Washington Post, citando funzionari statunitensi. Secondo le due prestigiose testate americane, in una circostanza un jet governativo iraniano sarebbe stato costretto a un atterraggio d’emergenza per il timore concreto di un raid da parte dell’IDF.
Israele non ha mai nascosto il malcontento per gli accordi Usa-Iran
Il New York Times e il Washington Post scrivono che la possibilità di raid mirati contro Araghchi e Ghalibaf, almeno secondo l’intelligence Usa, è aumentata durante i vari round di negoziati ospitati dal Pakistan a partire da aprile. Tel Aviv non ha mai nascosto il malcontento per gli accordi tra Washington e Teheran: lo Stato ebraico continua a essere preoccupato per il programma missilistico dell’Iran e per il sostegno fornito dai pasdaran ai proxy come Hezbollah.
L’atterraggio d’emergenza del jet che stava riportando Ghalibaf in Iran
I due giornali americani hanno poi ricostruito quanto successo a Ghalibaf durante un volo di ritorno da Islamabad, scortato all’aviazione pachistana fino al confine. A un certo punto, due caccia israeliani sono entrati nello spazio aereo iraniano, facendo scattare l’allarme: da qui la decisione di procedere con un atterraggio d’emergenza a Mashhad, appena oltre il confine con il Pakistan. Da lì i negoziatori hanno poi viaggiato via terra per oltre otto ore fino a Teheran.
