Nonostante Antonio Preziosi sia stato riconfermato alla guida del Tg2, in Rai dicono che «per lui presto si preannuncia un nuovo incarico». Quale sarebbe? Gli spifferi indicano Preziosi come il candidato numero uno alla direzione della televisione dei vescovi, Tv2000. Intanto “a bordo campo” c’è Mario Sechi che attende una collocazione di riguardo, in area governativa, dopo essere stato detronizzato dalla famiglia Angelucci a Libero: chi meglio di lui, Sechi, se al telegiornale della seconda rete Rai dovesse liberarsi un posto? Anche perché tutti, a cominciare dalla “sodale” e corregionale Bianca Berlinguer, chiamano sempre Sechi «direttore». E Vincenzo Morgante, l’attuale direttore di Tv2000, che fine farebbe? Per ora è andato a Bruxelles, facendosi fotografare con Pina Picierno, fuggita dal Partito democratico, alla presentazione al parlamento europeo del documentario KM333, ultima fermata diretto da Gianni Vukaj e scritto con Beatrice Bernacchi, a 10 anni dalla tragedia in cui 13 studentesse persero la vita il 20 marzo 2016 al chilometro 333 dell’autostrada tra Valencia e Barcellona, tra cui sette giovani italiane. Picierno ha tenuto un discorso di benvenuto. Chissà se c’è la politica nel futuro di Morgante, dato che lui ha lavorato fianco a fianco con il capo del dicastero della Comunicazione della Santa Sede Paolo Ruffini, che tra l’altro è il fratello di Ernesto Maria, da molti ritenuto il prossimo numero uno della futura Dc, sempre elogiato dall’ex presidente del Consiglio Romano Prodi.
Ravasi, ormai ribattezzato «il cardinale ovunque»
Il cardinale Gianfranco Ravasi, come Jep Gambardella de La grande bellezza, non perde un evento. Ormai lo chiamano «il cardinale ovunque»: nella serata di martedì 23 giugno era in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, dove il premio internazionale per la leadership e la benevolenza Joaquín Navarro-Valls veniva conferito ad Andrea Bocelli e Giulia Lapertosa: immancabile una lectio magistralis del cardinale, dal titolo “Unità e benevolenza per le sfide del mondo attuale”. L’agenda è fittissima: giovedì sempre a Roma, nella sede dell’Associazione della stampa estera, ecco Ravasi impegnato in un “Dialogo sul futuro dell’Uomo”, a colloquio con Roberto Sommella. E lì, a Palazzo Grazioli, c’è stato per tanti anni un uomo che ha ricoperto d’oro Ravasi: Silvio Berlusconi. Il cardinale ogni domenica mattina, su Canale 5, per una trentina d’anni ha condotto Le frontiere dello spirito, con laute soddisfazioni…

Pronti per la nuova Dc? Dopo il Concistoro
In Vaticano, e anche fuori dai sacri palazzi, è cominciato il countdown (del resto con papa Leone XIV, che è americano, il linguaggio è quello degli States): tutto è pronto per ricominciare a mettere in campo i cattolici, nel terreno della politica, anche con un movimento ad hoc. Il gong verrà dato dal Concistoro, in programma in Vaticano nelle giornate del 26 e del 27 giugno: ai cardinali riuniti verranno poste tante domande, alle quali servirà dare una risposta. Una tra tutte: «Quali linguaggi, atteggiamenti e pratiche possono aiutare a costruire riconciliazione, convivenza e pace?», con un programma di lavoro che non prevede soste e si concluderà con una cena presieduta dal pontefice. Si parte con una messa nella Basilica di San Pietro, quindi nell’aula Paolo VI ecco il cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio e la prima sessione, sul tema “In quale mondo siamo chiamati ad annunciare il Vangelo?”, con una meditazione biblica del cardinale Grzegorz Ryś. Nessuno ne fa mai il nome, ma il “convitato di pietra” è Donald Trump, presidente degli Stati Uniti. E dopo, che succederà? L’attesa dei cattolici italiani in politica è grande, per capire se fare il passo verso un partito che dovrebbe ricordare, agli elettori, la vecchia Dc.
L’ad della Rai Rossi legge solo Il Messaggero…
Avvisate Mario Orfeo, il direttore del quotidiano la Repubblica, l’uomo che ha ricoperto ogni tipo di incarico nel servizio pubblico radiotelevisivo italiano: alla Rai dicono che l’amministratore delegato Giampaolo Rossi legga solo un giornale, Il Messaggero di Francesco Gaetano Caltagirone, diretto da Roberto Napoletano.
















