Salerno. Lanocita: Piano spiagge irricevibile

di Erika Noschese

Un duro attacco sul fronte della gestione del litorale cittadino e della trasparenza democratica scuote Palazzo di Città. Al centro della polemica c’è il nuovo Piano comunale per le aree demaniali (Pad), presentato ieri mattina nel Salone dei Marmi del Comune di Salerno. Un appuntamento che avrebbe dovuto sancire l’avvio di un percorso condiviso per il futuro delle coste salernitane, ma che si è trasformato in un terreno di scontro politico immediato. A sollevare le critiche più aspre è Franco Massimo Lanocita, esponente dell’opposizione consiliare, che ha espresso una totale bocciatura nei confronti dello strumento urbanistico proposto dall’amministrazione, definendolo del tutto irricevibile. L’esponente della minoranza ha partecipato attivamente all’incontro pubblico, intervenendo nella fase conclusiva del dibattito, dopo aver ascoltato con attenzione la relazione illustrata dalla dirigente dell’ufficio demanio del Comune e i successivi interventi dei numerosi cittadini e operatori del settore presenti in aula. Fin dalle prime battute, Lanocita ha voluto accendere i riflettori su quello che ritiene un vizio di forma e di sostanza insuperabile, legato alle modalità con cui si è giunti alla redazione del documento programmatico. “Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho partecipato, nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città, alla presentazione del Pad, il Piano comunale per le aree demaniali del litorale cittadino. Sono intervenuto alla fine, dopo aver ascoltato la presentazione fatta dalla dirigente dell’ufficio demanio del Comune e gli interventi del pubblico. Ho evidenziato, innanzitutto, un difetto procedurale in quanto non è stata garantita la necessaria partecipazione delle associazioni, dei titolari di concessioni e dei cittadini nella fase di elaborazione del Pad che, invece, sono stati messi davanti ad un piano già fatto rispetto al quale sarà possibile presentare solo eventuali osservazioni entro il prossimo 9 luglio”. Secondo la ricostruzione dell’esponente di opposizione, l’amministrazione avrebbe scelto la via del fatto compiuto, escludendo dal nucleo vivo della pianificazione gli attori principali del territorio. L’esclusione preventiva dei balneari, dei comitati civici e delle associazioni ambientaliste rappresenta un vulnus democratico che rischia di inficiare l’efficacia del piano, trasformandolo in un’imposizione calata dall’alto. Le osservazioni concesse entro luglio vengono giudicate come un palliativo insufficiente a sanare una miopia metodologica iniziale. Ma i rilievi di Lanocita non si fermano alla sola metodologia e toccano nodi strutturali ed economici di fondamentale importanza per l’assetto del litorale salernitano. Il consigliere ha infatti posto l’accento sulla mancanza di una mappatura chiara e aggiornata dello stato dei luoghi, un elemento che ritiene indispensabile prima di procedere a qualsiasi nuova assegnazione o ridefinizione degli spazi demaniali della costa. “Inoltre, ho fatto presente che non è stata prodotta un’anagrafe delle opere realizzate dai concessionari nel corso degli anni sulle aree demaniali e che la definizione dei lotti, così come è stata fatta, non è convincente”. Senza un quadro chiaro delle volumetrie e delle opere edilizie stratificatesi negli anni, la riperimetrazione dei lotti appare, agli occhi della minoranza, un’operazione arbitraria e priva del necessario rigore tecnico, che solleva dubbi sulla reale cognizione che gli uffici comunali hanno del territorio. Il quadro delle contestazioni si amplia ulteriormente quando si passa ad analizzare le grandi scelte urbanistiche e infrastrutturali che gravano sulla costa salernitana. Lanocita ha denunciato con forza il silenzio e l’inerzia del Comune di fronte a una serie di progetti dal forte impatto ambientale e sociale, che rischiano di sottrarre ampie fette di spiaggia pubblica ai cittadini. “Infine, ho evidenziato l’assenza della posizione del Comune in merito al progetto di ampliamento del molo di Ponente del porto commerciale con conseguente riduzione della spiaggia libera di via Ligea; sul progetto di cementificazione della vecchia darsena e della spiaggia; sul progetto di un nuovo porto turistico a Pastena che sottrarrebbe altra spiaggia libera alla pubblica fruizione”. Questi tre nodi rappresentano il fulcro di una mancata visione d’insieme. La difesa delle spiagge libere dovrebbe costituire la priorità assoluta della pianificazione demaniale. Al contrario, l’ampliamento dello scalo commerciale e i nuovi insediamenti infrastrutturali sembrano viaggiare su binari incontrollati, minacciando la fruibilità pubblica del mare. Il culmine dello scontro politico si sposta però dal piano strettamente tecnico a quello istituzionale e del confronto democratico. Lanocita non ha nascosto il proprio profondo sconcerto per l’atteggiamento dei rappresentanti della giunta comunale, accusati di aver disertato il dibattito proprio nel momento in cui la cittadinanza chiedeva chiarimenti e impegni precisi. Un vuoto che preannuncia una battaglia consiliare durissima nelle prossime settimane. “Per tutti questi motivi, non appena il Consiglio comunale si insedierà, chiederò l’irricevibilità del Pad e reputo gravissima l’assenza di esponenti dell’amministrazione all’incontro di questa mattina [ieri per chi legge, ndr] (l’assessore Loffredo ha abbandonato l’aula subito dopo i saluti iniziale) perché molti degli interrogativi posti necessitavano di una risposta politica che i tecnici non potevano dare”. La fuga della politica dalle proprie responsabilità è il capo d’accusa finale. L’abbandono precoce dell’aula da parte dell’assessore competente viene letto come un segnale di debolezza. Con la promessa di dichiarare il piano irricevibile nell’aula consiliare, l’opposizione lancia un guanto di sfida chiaro alla maggioranza, promettendo di trasformare il Pad nel primo grande banco di prova della nuova consiliatura. La battaglia per le spiagge e il futuro del litorale salernitano è solo all’inizio.

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