di Arturo Calabrese
Risultato importantissimo quello di Domenico Barba, primo cittadino di Pertosa, che nella tornata elettorale del 24 e 25 maggio è stato confermato alla guida del suo comune. Tra i suoi obiettivi, c’è la lotta che continua allo spopolamento mentre sul tavolo dei progetti c’è la crescita del territorio.
Il popolo Le ha confermato il mandato: quali le emozioni?
“Una grande emozione. Ho ricevuto l’84% dei consensi (praticamente mi hanno votato tutti) nonostante dall’altra parte avessi alcune personalità che hanno ricoperto ruoli apicali nell’amministrazione territoriale. Poi aggiungici, per parlare delle emozioni più profonde, che all’atto della proclamazione la fascia me la portata mia figlia di 7 mesi. Credo che non c’è bisogno di aggiungere altro”.
A posteriori, è possibile un bilancio del mandato concluso qualche settimana fa?
“Il miglior bilancio che mi sento di tracciare è relativo al fatto che ho dato tutto me stesso e non ho nulla da rimuginare. Poi a questo si aggiunga che, nonostante ataviche difficoltà finanziarie, abbiamo messo in campo interventi strutturali che hanno contribuito e contribuiranno a legittimare la nostra aspirazione ad essere un paese turistico sempre più attrattivo. A tal proposito mi piace ricordare come abbiamo migliorato incredibilmente, da un punto di vista di immagine e decoro urbano, le due porte d’ingresso del paese”.
Quali soni le priorità per questo nuovo mandato?
“Cercare di frenare nel limite del possibile una sempre maggiore emorragia demografica, compito arduo per un piccolo comune delle aree interne del sud Italia, quelle stesse aree che il governo centrale non ha tardato ha definire come “luoghi da accompagnare alla quiescenza”. In quest’ottica mi piace affermare che non condivido a pieno il concetto di “resilienza” (la capacità di un corpo ad adattarsi a mutate condizioni), non fosse altro che se le condizioni volgono al peggio bisogna adattarsi al peggio! Per questo preferisco il concetto di “resistenza”: far resistere quei valori che sono propri di un piccolo borgo, dove genuinità, lentezza, tradizioni, cultura, radici, diventano volano di sviluppo nella misura in cui riescono ad attrarre coloro i quali si sentono ingabbiati in una vita frenetica, omologata e con sempre meno valori storici, umani e comunitari
Aree interne: necessarie secondo Lei politiche diverse?
“Le aree interne sono la spina dorsale (sia geografica che storico-culturale) dell’Italia. Bisogna ripartire da qui e non farsi abbagliare da centri urbani ed economici, vittime, molto spesso, di sovraffollamento quotidiano e di “over turism”. Servono investimenti strutturali, portando servizi in queste aree e non dedicarsi solo ad investimenti estemporanei buoni solo per “laccare” l’immagine di questi luoghi, restituendoci cartoline e non Comunità vive”.
Quadro sanitario, una delle criticità del territorio…
“Quando parlo di investimenti strutturali per le aree interne mi riferisco anche e soprattutto ai servizi sanitari. Ciò dovrebbe essere sia un dovere morale che strategico economico: Come si combatte lo spopolamento? come si può parlare di sviluppo turistico se oggi, ormai, è noto che le persone quando scelgono una meta lo fanno anche in funzione di una sicurezza personale e quindi sempre più si guarda ai servizi sanitari prima di spostarsi e scegliere un luogo”.
Infine, Domenico Barba domani…
“Del doman non v’è certezza diceva qualcuno. In ogni modo vorrei provare a completare quanto iniziato e a infondere nella mia comunità, specie nei giovani, sentimenti di orgoglio e resistenza a difesa del nostro territorio, non fosse altro che troppo spesso si assiste a scene di ordinario disinteresse che è l’anticamera di un abbandono del senso di appartenenza alla propria terra”.
L'articolo Pertosa, parla il neo sindaco Barba proviene da Le Cronache.
