Hamas pronta a «una lunga guerra», cresce la preoccupazione per gli ostaggi

Si aggrava giorno dopo giorno il bilancio della guerra tra Israele e Hamas. Le vittime israeliane sono salite a 900, 2500 i feriti molti dei quali in gravissime condizioni. Ancora 750 persone risultano disperse e cresce la preoccupazione per il centinaio di ostaggi detenuti a Gaza. Le brigate al Qassam, il braccio militare di Hamas, hanno minacciato di ucciderli se Tel Aviv continuerà a bombardare edifici civili nella Striscia: è quanto riporta la rete satellitare araba Al Jazeera. «A ogni incursione su civili innocenti senza alcun avvertimento risponderemo purtroppo giustiziando uno dei prigionieri nelle nostre mani, e saremo costretti a trasmettere questa esecuzione», ha dichiarato Hamas. Tra i dispersi risulta anche una coppia italo-israeliana, probabilmente catturata da Hamas. I coniugi Eviatar Moshe Kipnis e Liliach Lea Havron «non sono rintracciabili e non rispondono all’appello», ha detto al Tg1 il ministro degli Esteri Antonio Tajani». «Stiamo cercando di verificare, in contatto con le autorità di Tel Aviv». Sul fronte palestinese, l’Anp ha dichiarato che le vittime a Gaza sono salite a 704, tra cui 143 bambini e 105 donne. Circa 4 mila i feriti. «L’occupazione israeliana estende gli attacchi contro le squadre mediche, le strutture sanitarie e le ambulanze, provocando la morte di cinque operatori sanitari e il ferimento di altri 10», si legge in un comunicato del ministero della Sanità di Gaza pubblicato su Facebook. Nei pressi del confine di Gaza, in territorio israeliano «sarebbero stati ritrovati i corpi di circa 1.500 terroristi palestinesi», riporta il Jerusalem Post.

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A Pratica di Mare atterrato primo volo da Tel Aviv

È atterrato a Pratica di Mare il primo dei due aerei militari attivati su richiesta della Farnesina, con il coordinamento del ministero della Difesa, che stanno riportando in Italia i connazionali che hanno voluto lasciare Israele. L’arrivo di un secondo aereo è prevista per le ore 9:30.

Hamas pronta a «una lunga guerra», cresce la preoccupazione per gli ostaggi
primo volo da Tel Aviv in Italia (Ansa)

Hamas si dice pronta a una lunga guerra e ad affrontare ogni scenario

Ali Barakeh, uno dei leader di Hamas in esilio in Libano, parlando all’Associated Press ha dichiarato che Hamas è pronta a combattere una lunga guerra contro Israele e utilizzerà le decine di ostaggi detenuti a Gaza per garantire il rilascio dei palestinesi nelle carceri israeliane ed estere.  «Ci siamo preparati bene per questa guerra e per affrontare tutti gli scenari», ha aggiunto. Nell’intervista Barakeh ha confermato che solo pochissimi alti comandanti di Hamas erano a conoscenza dell’operazione di sabato e che anche i più stretti alleati ne erano all’oscuro, negando così che i Servizi iraniani abbiano contribuito a pianificare l’attacco. Tuttavia ha aggiunto che sia Teheran che Hezbollah «si uniranno alla battaglia se Gaza sarà sottoposta a una guerra di annientamento». Barakeh si è anche detto scioccato alla portata dell’operazione ammettendo che si aspettava che Israele prevenisse o limitasse l’attacco. «Siamo rimasti sorpresi da questo grande crollo», ha detto Barakeh. «Stavamo progettando di ottenere dei guadagni e di prendere prigionieri per scambiarli. Questo esercito era una tigre di carta».

Israele ordina l'assedio totale di Gaza
Bombardamenti a Gaza (Getty Images).

Israele: «Ripreso il pieno controllo del confine di Gaza»

Intanto le forze di difesa israeliane, Idf, hanno comunicato di aver ripreso il pieno controllo del confine di Gaza dopo che i terroristi di Hamas avevano distrutto alcuni tratti della recinzione nell’attacco di sabato 7 ottobre. Gli uomini del Combat Engineering stanno lavorando per minare le aree vicino ai varchi nella recinzione. Lunedì il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant aveva ordinato l’assedio totale della Striscia, tagliando le forniture di acqua, cibo ed elettricità in un’area in cui vivono 2,3 milioni di persone. Mentre l’esercito ha richiamato 300 mila riservisti, il reclutamento più imponente e veloce della storia di Israele.

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Netanyahu: «Non ci fermeremo»

«Abbiamo solo cominciato a colpire Hamas e non ci fermeremo», ha detto il premier Benyamin Netanyahu, «è una guerra per la nostra esistenza». Netanyahu ha poi paragonato Hamas all’Isis: «Come abbiamo sconfitto l’Isis sconfiggeremo anche Hamas. Ci aspettano giorni duri ma siamo determinati a vincere questa guerra per il nostro popolo». «Faccio appello ai partiti dell’opposizione per un governo di emergenza nazionale ma senza precondizioni», ha aggiunto il premier. «Il popolo è unito, lo dev’essere anche la leadership», ha sottolineato. Nella giornata di lunedì, la coalizione guidata da Netanyahu aveva iniziato le trattative con il partito di opposizione Unità Nazionale per formare un esecutivo di emergenza per tutta la durata della guerra. La minoranza aveva però posto come condizione l’esclusione dei rappresentanti dell’estrema destra, il superministro per la Sicurezza Itamar Ben-Gvir, a capo di Otzma Yehudit e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, leader del Partito Sionista Religioso.

Gli effetti dello scontro Hamas-Israele sullo scacchiere mediorientale e i rischi di escalation
Benjamin Netanyahu (Getty).

Colloqui Riad-Amman-Cairo: «L’Arabia è con il popolo palestinese»

I leader di Arabia Saudita, Giordania e Egitto hanno discusso in una telefonata dell’escalation militare a Gaza e in Israele e Riad ha sottolineato di essere «al fianco del popolo palestinese». Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il re giordano Abdullah II e il presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi hanno concordato sulla «necessità di intensificare gli sforzi internazionali e regionali per fermare l’escalation a Gaza e dintorni e impedirne l’espansione nella regione».

Duecento italiani rimpatriati da Israele a bordo di due aerei militari

Duecento italiani sono arrivati all’aeroporto di Pratica di Mare con due aerei militari decollati da Israele. «Orgoglioso del gioco di squadra che ha coinvolto l’ambasciata d’Italia in Israele, il Consolato a Gerusalemme, l’UdC (Ufficio di diretta collaborazione del ministro della Difesa) e i militari», ha commentato su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.