Terremoto politico all’interno di Futuro Nazionale a Salerno. Dopo le polemiche che negli ultimi giorni hanno interessato il movimento fondato da Roberto Vannacci, arriva una nuova frattura, questa volta legata non soltanto agli equilibri territoriali ma soprattutto alla linea politica. Angelo Retta annuncia ufficialmente il proprio addio al progetto, trascinando fuori dal movimento anche i Comitati Costituenti 902 e 1189, che concludono così la loro esperienza all’interno di Futuro Nazionale. Una decisione maturata nel corso delle ultime settimane e accelerata dalle tensioni che hanno attraversato la compagine salernitana. Alla base della rottura, secondo Retta, non ci sarebbero questioni legate agli incarichi o alla distribuzione dei ruoli, quanto piuttosto l’assenza di una proposta politica strutturata e di risposte sui principali temi che interessano il Paese. «Le polemiche che in questi ultimi giorni hanno investito la compagine di Futuro Nazionale a Salerno ed in provincia mi hanno indotto ad accelerare i tempi di una riflessione che, in verità, era in atto da qualche settimana. Non intendo soffermarmi su questioni relative a seggiole e sgabelli, bensì su alcuni nodi politici», chiarisce Retta. L’esponente politico ricorda di aver aderito al movimento insieme a un gruppo di persone con cui condivide da anni il proprio percorso, nella convinzione che la fase costituente potesse rappresentare l’occasione per costruire una proposta nuova. Le perplessità, tuttavia, sarebbero emerse già durante la prima manifestazione organizzata a Salerno sotto la sigla di Futuro Nazionale, in occasione dell’annuncio della nascita dei primi comitati cittadini. A distanza di tempo, quelle criticità sarebbero rimaste irrisolte. «La proposta politica del partito sembra ridursi a slogan privi di strategia o, peggio, esclusivamente securitari», attacca Retta, prendendo le distanze anche dalle proposte relative all’utilizzo di proiettili di gomma e alla concessione di maggiori margini operativi alle forze dell’ordine, considerate lontane dalla propria sensibilità politica. Ma è soprattutto il silenzio su economia, Mezzogiorno e questioni internazionali a segnare la distanza ormai insanabile. Retta richiama la crisi sociale emersa con le recenti proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori, interrogandosi sull’assenza di una posizione chiara da parte del movimento. A queste si aggiungono le questioni legate alla formazione, alla crisi israelo-palestinese, ai nuovi equilibri nel Mediterraneo e al ruolo dell’Unione Europea. «Se tutto si riduce a sicurezza ed immigrazione, temi senz’altro importanti, ma non certo esaustivi, prendo atto della situazione e traggo le conseguenze: questo non è posto per me», afferma. Una presa di posizione che evidenzia una frattura politica profonda, destinata ad avere ripercussioni anche sull’organizzazione territoriale del movimento. Con Retta, infatti, lasciano Futuro Nazionale anche i Comitati Costituenti 902 e 1189, segnando una battuta d’arresto nel percorso di radicamento della formazione politica sul territorio salernitano. L’addio, tuttavia, non coincide con il disimpegno politico. Retta rivendica la compattezza del gruppo che lo accompagna da anni e annuncia la volontà di proseguire l’attività sul territorio, al di fuori del movimento vannacciano. «Mi conforta sapere che, una volta di più, la comunità umana e politica che abbiamo costruito nel corso degli anni resta unita nella condivisione di analisi e scelte», sottolinea, precisando che i due comitati concludono la loro esperienza in Futuro Nazionale, ma non la propria azione politica. Una scelta che apre nuovi interrogativi sul futuro della formazione a Salerno e in provincia, già attraversata da tensioni interne. La rottura annunciata da Retta sposta infatti il confronto dal piano degli incarichi a quello dell’identità e dei contenuti politici, mettendo in discussione la capacità del movimento di costruire una proposta capace di andare oltre i temi della sicurezza e dell’immigrazione.
L'articolo Retta abbandona Futuro Nazionale proviene da Le Cronache.
