Elicottero caduto in Bosnia, muore il salernitano Ruggia

di Erika Noschese

Una vita al servizio dello Stato. L’orgoglio della divisa, l’amore per il proprio Paese, la volontà di contribuire alla pace nei territori segnati dalla guerra. Essere un militare non significa soltanto scegliere di indossare un’uniforme, ma assumersi ogni giorno la responsabilità di servire la Patria, anche a costo della propria vita. E ieri, nell’adempimento del proprio dovere, ha perso la vita Simone Ruggia, 37 anni, originario di Salerno, tra le quattro vittime del tragico incidente aereo avvenuto in Bosnia, dove un elicottero militare CH-47 è precipitato provocando anche il ferimento di undici persone. Il sergente Ruggia aveva vissuto fino a otto anni fa nel quartiere Pastena, in via Pietro De Ciccio, prima di trasferirsi per proseguire la propria carriera nell’Esercito Italiano. Lascia la fidanzata, i genitori e la sorella. Una tragedia che colpisce profondamente la comunità salernitana, dove Simone aveva trascorso una parte importante della propria vita, prima di intraprendere un percorso professionale caratterizzato da dedizione, sacrificio e senso del dovere. Il militare prestava servizio a Viterbo, presso il 1° Reggimento “Antares”, reparto dell’Aviazione dell’Esercito impegnato nella formazione e nell’addestramento di piloti e tecnici, nello sviluppo delle tecniche di impiego degli aeromobili e nel supporto alle operazioni militari, sia sul territorio nazionale sia nei teatri operativi all’estero. Insieme a lui ha perso la vita il collega e parigrado Claudio Marchesi, anch’egli in servizio presso il reparto di Viterbo. Le altre due vittime sono Franco Adriano Zecchillo e Adriana Laura Procacci, entrambi appartenenti alla Croce Rossa. Tra i sopravvissuti figura anche un altro militare dislocato nella città laziale. Intanto, resta alta l’attenzione sulle condizioni degli undici feriti, attualmente ricoverati negli ospedali bosniaci di Brčko e Tuzla. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha assicurato il massimo impegno delle autorità militari italiane nel seguire l’evolversi della situazione. «Seguo con lo Stato Maggiore della Difesa, quello dell’Esercito e il Comando operativo di vertice interforze le undici persone ferite e attualmente ricoverate presso gli ospedali di Brčko e di Tuzla, dove abbiamo inviato personale medico militare italiano per monitorare i nostri ragazzi da vicino», ha dichiarato il ministro. Crosetto ha poi espresso il cordoglio delle istituzioni: «Ci uniamo al dolore dei familiari delle persone che hanno perso la vita servendo l’Italia, la Difesa e l’Esercito». Ad esprimere vicinanza alle famiglie delle vittime anche il deputato salernitano di Forza Italia, Pino Bicchielli: «La tragica scomparsa del sergente Simone Ruggia, giovane militare salernitano che ha perso la vita nel drammatico incidente aereo in Bosnia, lascia un dolore profondo nella nostra comunità e nell’intero Paese. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutte le persone colpite da questa immane tragedia rivolgo il mio più sincero cordoglio e la mia vicinanza», ha detto. «La morte di Simone, insieme a quella delle altre vittime, ci impone una riflessione sul valore della vita e sulla necessità di lavorare, ogni giorno, per costruire un mondo di pace. Chi indossa una divisa sceglie di servire il proprio Paese con coraggio, dedizione e senso del dovere, valori che meritano il massimo rispetto e la riconoscenza delle istituzioni. Oggi più che mai la politica ha la responsabilità di rafforzare il dialogo tra i popoli, sostenere la diplomazia e perseguire la pace come obiettivo imprescindibile – ha aggiunto il deputato salernitano – Non possiamo permettere che le nuove generazioni crescano in un mondo nel quale la paura e i conflitti prevalgano sulla speranza. Il modo migliore per onorare la memoria di chi ha dedicato la propria vita al servizio dell’Italia è impegnarci affinché la pace non resti soltanto una parola, ma diventi una responsabilità condivisa e un traguardo concreto. Salerno oggi piange uno dei suoi figli. A Simone e a tutte le vittime va il nostro pensiero commosso, con la promessa di non dimenticare il loro sacrificio». La Difesa ha immediatamente disposto l’invio di un’équipe medica italiana per garantire ai feriti il necessario supporto sanitario. Parallelamente, sono state avviate le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente e accertare le cause della tragedia. Secondo le prime informazioni, ancora da verificare, al momento dello schianto il velivolo potrebbe essersi trovato in una fase di autorotazione. Il CH-47 Chinook è un elicottero da trasporto pesante in dotazione all’Esercito Italiano, facilmente riconoscibile per i due grandi rotori, posizionati nella parte anteriore e posteriore della fusoliera. Utilizzato per il trasporto di personale, materiali e attrezzature, può ospitare, a seconda della versione e della configurazione, circa 33-55 militari, oltre all’equipaggio. Mentre proseguono gli accertamenti per chiarire quanto accaduto, resta il dolore per quattro vite spezzate e per le famiglie che attendono risposte. Un dolore che attraversa anche Salerno, dove la notizia della morte di Simone Ruggia ha riportato l’attenzione su Pastena, il quartiere nel quale il sergente aveva vissuto prima di trasferirsi. A 37 anni, il suo percorso si è interrotto tragicamente lontano da casa, lasciando il ricordo di un uomo che aveva scelto di dedicare la propria vita al servizio dello Stato. Una perdita che colpisce gli affetti più cari, i colleghi e quanti condividono i valori della divisa, del sacrificio e dell’impegno per il Paese.

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