Il Partito liberale del Brasile ha riconosciuto i risultati delle elezioni presidenziali che hanno visto la vittoria al ballottaggio del presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva, distanziandosi così dalle posizioni del proprio candidato Flávio Bolsonaro che ha dichiarato di non accettarla, continuando a esprimere dubbi sulla regolarità del voto. Il Partito ha comunque fatto sapere che questi ultimi dovranno essere chiariti. Il riferimento è al fatto che la chiusura di alcuni seggi è stata posticipata di due ore per permettere di votare anche alle persone che stavano avendo difficoltà a spostarsi a causa delle forti piogge. La proroga era stata chiesta sia da Lula sia dallo stesso Bolsonaro, che dopo l’esito del voto l’ha ritenuta inaccettabile chiedendo l’annullamento della votazione e accusando Lula di abuso di potere politico ed economico. Ha infatti sostenuto che abbia impiegato miliardi di euro in denaro pubblico per comprare voti e favorire la propria rielezione, senza fornire prove.
Bolsonaro: «La polizia mi ha tolto il passaporto»
In un video pubblicato sui social, Bolsonaro aveva anche detto che la polizia federale brasiliana gli aveva ordinato di consegnare il passaporto, sostenendo così che gli fosse stato proibito di lasciare il Paese. Secondo lui la decisione era legata a un commento del fratello Eduardo, che vive negli Stati Uniti, e che due giorni prima delle elezioni aveva auspicato che, qualora non eletto, Flávio lasciasse il Brasile. «Non ho mai pensato di andare via dal Paese», ha detto Bolsonaro, descrivendo il provvedimento come un tentativo di intimidazione.
