di Erika Noschese
Non si fa attendere la replica del Partito Democratico di Battipaglia alle dichiarazioni dell’ex sindaca Cecilia Francese che, nel corso della conferenza stampa di fine mandato, ha puntato il dito contro i dem, accusandoli di aver contribuito alla conclusione anticipata della sua esperienza amministrativa e chiamando in causa presunte ingerenze della politica salernitana. Una ricostruzione che il gruppo consiliare del Pd respinge con fermezza, rivendicando soprattutto la coerenza della propria posizione politica mantenuta per tutti e cinque gli anni dell’ultimo mandato amministrativo. Nessun cambio di schieramento, nessuna alleanza con la maggioranza e nessuna responsabilità nella crisi interna che ha portato all’approvazione della mozione di sfiducia. È questa, in sintesi, la posizione dei democratici, che invitano l’ex primo cittadino ad assumersi le responsabilità politiche della perdita della propria maggioranza, anziché cercare colpevoli tra le forze di opposizione. «Le dichiarazioni dell’ex sindaca Cecilia Francese rappresentano l’ennesimo tentativo, tanto maldestro quanto prevedibile, di attribuire alle forze di opposizione, e in particolare al Partito Democratico, responsabilità politiche che non appartengono loro», dichiarano i rappresentanti del gruppo consiliare, contestando il tentativo di spostare l’attenzione dalle ragioni che hanno determinato la conclusione anticipata dell’amministrazione. Al centro della replica c’è soprattutto la rivendicazione della linearità politica mantenuta dai democratici durante l’intera consiliatura. Il Pd, sottolineano, non ha mai fatto parte della coalizione che sosteneva Cecilia Francese e non ha mai assunto impegni finalizzati a garantirne la permanenza alla guida della città. Una posizione che, secondo il gruppo consiliare, rappresenta un elemento di chiarezza rispetto alle divisioni maturate all’interno dello schieramento dell’ex sindaca. «Il Partito Democratico di Battipaglia è stato all’opposizione per cinque anni e, con assoluta coerenza, ha mantenuto quella posizione fino all’ultimo giorno. Non è mai stato alleato della sindaca e non aveva alcun obbligo di garantirle la sopravvivenza politica», evidenziano i democratici, rimarcando come la scelta di votare la mozione di sfiducia sia stata la naturale conseguenza di un percorso politico mai modificato. «L’opposizione fa opposizione. Votare una mozione di sfiducia è una scelta politica pienamente legittima quando non si condivide il modo di amministrare una città», aggiungono, respingendo l’idea che il Pd avrebbe dovuto sostenere un’amministrazione della quale aveva contestato per anni indirizzi e scelte. Il vero nodo politico, secondo i democratici, riguarda invece la perdita della maggioranza da parte di Francese. La mozione di sfiducia, infatti, è stata approvata con tredici voti, uno in più rispetto a quelli sui quali potevano contare le opposizioni. Determinante è stato dunque il voto di una consigliera proveniente dall’area che aveva sostenuto l’amministrazione comunale, circostanza che il Pd considera la dimostrazione più evidente della crisi interna alla coalizione di governo. «La mozione è passata perché Francese non aveva più i numeri per governare. E la città e i cittadini se ne erano accorti ormai da tempo. Ai voti dell’opposizione si è aggiunto quello decisivo proveniente dalla stessa area che aveva sostenuto la sua amministrazione, che, tra l’altro, aveva già perso pezzi per strada», sottolineano i consiglieri democratici. Da qui l’affondo nei confronti dell’ex sindaca, accusata di non aver saputo mantenere unita la propria coalizione e di voler attribuire ad altri le conseguenze di una crisi politica maturata all’interno della maggioranza. «È palese che la sua stessa maggioranza abbia contribuito a evidenziare e a non condividere una gestione amministrativa fallimentare e, più in generale, il malgoverno della città. È questo che l’ex sindaca dovrebbe spiegare ai cittadini, invece di cercare colpevoli fuori dalla propria maggioranza». Il Pd respinge quindi ogni responsabilità rispetto alle divisioni dello schieramento che ha sostenuto Francese, ribadendo che la tenuta politica di una maggioranza rappresenta una responsabilità esclusiva di chi guida l’amministrazione. «Il Partito Democratico non ha provocato le divisioni del suo schieramento, né aveva il compito di sanarle. La maggioranza doveva tenerla insieme Francese ed evidentemente non ha avuto né la credibilità né la capacità per farlo. Se l’ha persa, la responsabilità politica è soltanto sua». Non manca poi un riferimento alle ultime settimane precedenti alla sfiducia e alla proposta di un patto per la città avanzata dall’ex sindaca alle forze di opposizione. Una richiesta che i democratici giudicano tardiva, arrivata soltanto quando la maggioranza aveva ormai mostrato evidenti segnali di cedimento. «Francese si chiede perché sia stata sfiduciata a sette mesi dalla scadenza naturale del mandato. Dovrebbe chiedersi, invece, perché soltanto a sette mesi dalla conclusione della sua amministrazione abbia proposto alle forze di opposizione un patto per la città. Perché non lo ha fatto due anni fa o anche soltanto un anno fa?», incalzano dal Pd. Un interrogativo che, secondo i democratici, mette in evidenza le contraddizioni dell’ultima fase amministrativa. Il confronto con le opposizioni, sostengono, avrebbe dovuto essere costruito nel corso del mandato e non essere invocato soltanto nel momento in cui la maggioranza non era più in grado di garantire la continuità del governo cittadino. Il gruppo consiliare torna quindi a sottolineare la coerenza della propria condotta politica, considerandola il principale elemento di distinzione rispetto alle vicende che hanno attraversato la maggioranza. Per cinque anni, ribadiscono, il Partito Democratico ha mantenuto una posizione di opposizione senza partecipare agli equilibri interni dell’amministrazione e senza modificare la propria collocazione in funzione delle convenienze politiche. «Dopo cinque anni di opposizione, il Partito Democratico rivendica la coerenza della propria posizione e respinge ogni tentativo di riscrivere i fatti in maniera, a dir poco, maldestra», affermano i democratici, evidenziando come il voto favorevole alla sfiducia sia stato coerente con il giudizio politico espresso durante l’intera consiliatura. La replica si conclude con un invito a superare le polemiche e ad aprire una nuova fase per Battipaglia, in vista delle prossime elezioni amministrative. «La stagione amministrativa di Cecilia Francese è finita perché è venuto meno il sostegno necessario per governare. Il resto è un tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità. Battipaglia ha bisogno di voltare pagina, non di polemiche fumose e alibi senza fondamento». Uno scontro politico che segna già l’avvio della campagna elettorale. Da una parte Cecilia Francese, intenzionata a continuare a esercitare un ruolo nella definizione dei futuri equilibri cittadini; dall’altra il Partito Democratico, che rivendica la propria coerenza e respinge le accuse dell’ex sindaca. Sullo sfondo, la partita per la guida di Battipaglia, destinata a entrare nel vivo nei prossimi mesi, con le forze politiche già impegnate a definire alleanze, programmi e candidature.
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