«Sul Grand Hotel parleranno gli atti, sulle commissioni ora serve un cambio di metodo». A dirlo è Sarel Malan, consigliere comunale di opposizione eletto in quota Forza Italia.
Consigliere Malan, oggi si riunirà la Conferenza dei capigruppo. Al centro c’è anche la richiesta di Consiglio comunale straordinario sul Grand Hotel Salerno e sulla Foce Irno. Qual è la sua posizione?
«La mia posizione è molto semplice: le regole non si contrattano. Undici consiglieri comunali hanno richiesto la convocazione di un Consiglio straordinario e il Consiglio deve tenersi entro l’8 settembre. Non credo che una riunione politica, neppure quella dei capigruppo, possa modificare un termine previsto dalla legge. Possiamo discutere dell’organizzazione dei lavori e delle modalità con cui affrontare il tema, ma non della possibilità di rispettare o meno una norma».
Quindi non sarebbe disponibile a un rinvio della seduta?
«Non è una questione di disponibilità personale. Il punto è istituzionale. Quando undici consiglieri esercitano una prerogativa prevista dal TUEL, quella prerogativa deve essere rispettata. Se il Consiglio non dovesse essere tenuto nei termini, valuteremo le iniziative conseguenti, compresa naturalmente una comunicazione al Prefetto. Mi auguro, però, che non ce ne sia alcuna necessità».
Sul Grand Hotel ha assunto anche un’altra iniziativa.
«Sì. Lunedì ho depositato una richiesta urgente di accesso agli atti in seguito al ricorso al TAR promosso da Immobiliare Panoramica S.r.l.. Ho chiesto di acquisire il ricorso notificato al Comune e tutti gli atti e i provvedimenti impugnati o comunque richiamati nel giudizio. La trasmissione di questa documentazione consentirà finalmente di fare chiarezza su un punto essenziale: quali siano realmente le somme oggetto della controversia che ha determinato provvedimenti così rilevanti, fino alla chiusura disposta a Ferragosto, al ricorso della società e alla successiva sospensiva del TAR. Gli atti permetteranno di verificare una volta per tutte se le cifre sono quelle che ho indicato nei miei interventi o quelle che continua a rappresentare il sindaco De Luca. Io non ho dubbi su quale sarà la risposta, ma a quel punto non sarà più una questione di opinioni: parleranno i documenti».
Oggi, intanto, cominceranno anche le riunioni delle commissioni consiliari. Lei nelle scorse settimane ha sollevato il tema del loro funzionamento nella precedente consiliatura.
«Sì, ed è un tema sul quale credo sia necessario fare piena chiarezza. Ho chiesto dati e documenti proprio perché non voglio anticipare numeri prima di avere acquisito ufficialmente tutti gli elementi. Gli elementi che ho raccolto indicano uno scompenso molto rilevante tra la mole dell’attività delle commissioni e quella del Consiglio comunale. Prima di indicare numeri voglio però acquisire i dati ufficiali. Quando li avremo, saranno i numeri a consentire una valutazione oggettiva. Il tema politico, comunque, esiste già ed è difficile ignorarlo».
Sta dicendo che le commissioni sono state convocate per percepire i gettoni?
«Sto dicendo una cosa diversa e, a mio avviso, molto seria. Il numero delle convocazioni delle commissioni nella precedente consiliatura appare di dimensioni difficilmente conciliabili con la quantità dell’attività svolta dal Consiglio comunale. È questo il dato che deve essere spiegato. Non voglio ancora indicare numeri perché ho chiesto che siano gli uffici a fornirmeli ufficialmente. Ma, se i dati che stiamo acquisendo saranno confermati, non ci troveremo davanti a una normale discussione sull’organizzazione delle commissioni: ci troveremo davanti a un’anomalia di proporzioni tali da richiedere spiegazioni puntuali su come e perché quelle commissioni siano state convocate. Le commissioni hanno una funzione istituzionale precisa e comportano gettoni di presenza, permessi e, in determinati casi, costi e rimborsi a carico dell’ente. Proprio per questo, quando il numero delle convocazioni assume dimensioni così rilevanti, la questione non può essere liquidata come ordinaria amministrazione. Il mio compito è acquisire i dati, renderli conoscibili e porre una questione di trasparenza e corretto funzionamento delle istituzioni. Ogni eventuale ulteriore valutazione spetterà, se del caso, agli organi competenti».
Che atteggiamento avrà nelle commissioni della nuova consiliatura?
«Esattamente quello che chiedo agli altri: presenza, lavoro e contenuti. Non mi interessa soltanto capire cosa sia accaduto prima. Mi interessa soprattutto stabilire un metodo diverso per questa consiliatura: convocazioni legate a questioni concrete, ordini del giorno sostanziali, approfondimenti effettivi e un lavoro del quale resti traccia.
Le commissioni possono essere uno dei luoghi più importanti dell’attività consiliare, ma devono avere una funzione reale. Devono tornare ad essere uno strumento al servizio del Consiglio comunale e della città.
La trasparenza non significa accusare qualcuno. Significa mettere i dati a disposizione e consentire ai cittadini di capire come funzionano le istituzioni e come vengono utilizzate le risorse pubbliche.
Su questo credo che maggioranza e opposizione dovrebbero avere lo stesso interesse».
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