«Pensavo di partecipare a un congresso politico, non a una prova di resistenza burocratica. Ma ormai siamo oltre il paradosso: questa vicenda rischia seriamente di trasformarsi in una farsa». Lo dichiara Alessandro Carrazza, candidato alla segreteria regionale di Forza Italia in Campania, tornando sulle modalità di organizzazione del congresso regionale. «Il 5 agosto ho scritto alla sede nazionale per poter esercitare un diritto elementare: svolgere gli adempimenti necessari alla presentazione della mia candidatura. La risposta ricevuta via mail a quella richiesta è, francamente, difficile persino da commentare: “gli uffici della Sede nazionale di Forza Italia rimarranno chiusi per la pausa estiva dal 6 al 26 agosto compresi, con riapertura il 27”. Da allora non sono più riuscito ad avere interlocuzioni con gli uffici nazionali». «È una situazione che avrebbe quasi del comico, se non riguardasse una cosa seria come la democrazia interna di un partito. Si convoca un congresso regionale alla fine di luglio, lo si fissa per i primi giorni di settembre, concentrando quindi proprio nel mese di agosto tutti gli adempimenti indispensabili per consentire candidature e partecipazione, e contemporaneamente si chiude la sede nazionale praticamente per tutto il mese di agosto. In pratica, si apre la corsa e si chiudono gli uffici. Non credo sia questo il modo migliore per celebrare un congresso che dovrebbe essere una grande occasione di partecipazione». Secondo Carrazza, la questione va ormai ben oltre la sua candidatura personale: «Qui non stiamo discutendo di una cortesia che qualcuno deve concedermi. Stiamo parlando del diritto di un iscritto, di un amministratore, di uno storico dirigente del partito e a maggior ragione di un candidato alla segreteria regionale, di conoscere regole, platea congressuale e adempimenti necessari per concorrere in condizioni di trasparenza e parità. Un congresso non può essere organizzato come una corsa a ostacoli nella quale qualcuno conosce il percorso e gli altri devono persino cercare chi possa spiegarglielo». «Non arretrerò di un millimetro. Non lo farò soprattutto per la mia storia dentro Forza Italia. Sono cresciuto politicamente in un partito nel quale Silvio Berlusconi ci ha insegnato a essere uomini liberi, a non avere paura delle idee, del confronto e della competizione. Ci ha fatto credere che ciascuno potesse partecipare a un grande sogno politico. Oggi quel sogno rischia di spezzarsi contro una gestione che sembra avere paura proprio della partecipazione». «Forza Italia merita molto di più. Merita un congresso vero, aperto, trasparente, nel quale ci si confronti sulle idee e non sulla capacità di superare cavilli, silenzi e porte chiuse. Perché un congresso convocato in piena estate, con scadenze strettissime e gli uffici nazionali chiusi proprio mentre i candidati dovrebbero svolgere gli adempimenti, ha sempre meno il sapore di una competizione democratica e sempre più quello di un percorso costruito per scoraggiare chi vuole partecipare». Carrazza conclude: «Non chiedo privilegi e non ne accetterei. Chiedo semplicemente regole uguali, trasparenza e rispetto. Se siamo arrivati al punto in cui, per candidarsi alla guida regionale di Forza Italia, la risposta ufficiale è sostanzialmente “siamo chiusi per ferie”, allora forse il problema non è più soltanto come si sta organizzando questo congresso. Il problema è quale idea di partito stiamo consegnando a chi ancora crede in Forza Italia. A questo punto, per salvaguardare la mia dignità di uomo e di politico, mi vedrò costretto ad adire le vie giudiziarie. È una scelta che mai avrei immaginato di dover compiere all’interno di un partito come Forza Italia e che avrei voluto evitare fino all’ultimo. Ma quando vengono messi in discussione diritti, regole e rispetto delle persone, difendere la propria dignità non è più soltanto una scelta: diventa un dovere».
L'articolo Congresso Fi: Carrazza denuncia, uffici chiusi proviene da Le Cronache.
