Groenlandia, compagnia petrolifera legata a Trump costretta a rinviare le trivellazioni

Le autorità della Groenlandia hanno costretto Greenland Energy Company, società petrolifera legata a Donald Trump, a rinviare le trivellazioni nel territorio autonomo del Regno di Danimarca, smentendo di fatto quanto affermato dall’inviato del presidente Usa Jeff Landry, secondo cui la compagnia (con sede in Texas) avrebbe potuto cominciare a estrarre greggio già da marzo del 2027. Alla base della decisione la preoccupazione per le tempistiche troppo ristrette. Le autorità dovranno decidere se autorizzare le trivellazioni in una zona umida protetta, habitat di uccelli rari e dei buoi muschiati, da cui dipendono i cacciatori locali: per valutare l’esatto impatto ambientale e sociale servirà molto tempo. Quanto? Le trivellazioni non inizieranno prima della fine del 2027.

Groenlandia, compagnia petrolifera legata a Trump costretta a rinviare le trivellazioni
Tramonto a Nuuk, in Groenlandia (Ansa).

Il progetto è stato avviato grazie alla licenza della britannica 80 Mile

Si tratta di una stima ben lontana da quella formulata a maggio da Landry, governatore della Louisiana scelto da Trump come suo inviato in Groenlandia. Dopo una visita in loco, Landry aveva affermato che gli Usa intendevano avviare le trivellazioni «nel giro di circa 10 mesi», aggiungendo che il petrolio presumibilmente presente nel sottosuolo groenlandese avrebbe potuto alleviare la crisi energetica scatenata dall’attacco all’Iran. Secondo Greenland Energy nella remota Terra di Jameson sarebbero presenti giacimenti che custodirebbero petrolio per un valore di mille miliardi di dollari. La società, costituita nel 2025, ha avviato il progetto delle trivellazioni in partnership con la britannica 80 Mile, che detiene licenze di esplorazione ottenute prima che la Groenlandia sospendesse il rilascio di tali permessi nel 2021, motivando la decisione con la crisi climatica. Greenland Energy ha annunciato l’intenzione di investire 60 milioni di dollari – raccolti presso gli investitori – per finanziare totalmente le attività di perforazione, ottenendo in cambio una quota di maggioranza nel progetto. A luglio la compagnia petrolifera ha sbarcato nel territorio artico attrezzature per la trivellazione. E lo ha fatto senza alcuna autorizzazione, suscitando proteste da parte del governo di Nuuk.

Groenlandia, compagnia petrolifera legata a Trump costretta a rinviare le trivellazioni
Protesta anti-Usa all’esterno del consolato statunitense a Nuuk (Ansa).

I legami tra il presidente americano e Greenland Energy Company

Quali sono i legami tra Greenland Energy Company, società privata con sede in Texas, e Trump? Ufficialmente nessuno, a parte l’interesse di The Donald per il petrolio groenlandese. Larry Swets, finanziere che figura tra i maggiori azionisti di Greenland Energy e ne ricopre la carica di presidente esecutivo, ha assicurato che il progetto «non è legato all’annessione americana». Ma sua moglie – come indicano vari post social – nel corso del 2026 è stata più volte al The Mar-a-Lago Club di Trump, che funge da sorta di corte presidenziale distaccata dalla Casa Bianca. Inoltre ad aprile il miliardario Kenneth Griffin, importante finanziatore del Partito Repubblicano, ha acquistato il 9 per cento delle azioni di Greenland Energy. A giugno, poi, nel cda della società è entrata Carol Craig: si tratta della fondatrice di Sidus Space, l’azienda che sta lavorando al sistema di difesa missilistica Golden Dome, voluto da Trump. Lo stesso tycoon ha dichiarato che il controllo della Groenlandia (dove ha sede la base spaziale Usa di Pituffik) costituisce un «elemento vitale del piano Golden Dome». Sempre a giugno, Greenland Energy ha annunciato un accordo con la Envoy Media di Phil McGraw, personaggio televisivo noto come “Dr. Phil” molto vicino a Trump, per la realizzazione di una docuserie sulla società, che «racconterà la missione di questi moderni pionieri delle trivellazioni».