Forza Italia. L’intervento del candidato Carrazza

di Alessandro Carrazza*

In questi giorni sento parlare continuamente di numeri, iscritti, firme, percentuali, regolamenti. Sono aspetti certamente importanti e le regole vanno rispettate da tutti. Ma continuo a pormi una domanda molto semplice: dov’è la politica? Mi candido alla segreteria regionale di Forza Italia perché penso che questo congresso debba essere soprattutto l’occasione per tornare a discutere di idee, territori, problemi e soluzioni. Non mi interessa un partito nel quale qualcuno decide e gli altri vengono informati. Voglio un partito che discuta, ascolti e condivida. E la prima questione, proprio per questo, è la trasparenza. Faccio parte del Coordinamento provinciale di Salerno e credo sia legittimo chiedere: quante volte è stato realmente riunito per discutere e condividere le decisioni politiche? Quante volte siamo stati chiamati a confrontarci sulla linea del partito, sulle scelte territoriali, sulle priorità? Lo ha sottolineato anche il presidente provinciale Pasquale Aliberti: abbiamo bisogno di restituire vita agli organismi del partito. Un coordinamento non può esistere soltanto sulla carta. La partecipazione non può essere invocata soltanto quando servono firme, tessere o voti. Deve essere il metodo quotidiano con cui si costruisce una comunità politica. Un partito liberale non teme il confronto: lo cerca. Non restringe gli spazi di discussione: li allarga. Da qui vorrei partire. E queste sono soltanto alcune delle prime idee sulle quali intendo confrontarmi, ascoltando suggerimenti, proposte e anche critiche da chi vive quotidianamente i territori. La prima grande questione riguarda le aree interne della Campania, troppo spesso dimenticate. Non possiamo accettare una regione che procede a due velocità, con territori progressivamente svuotati di servizi, opportunità e giovani. Dobbiamo riportare le aree interne al centro dell’agenda regionale, partendo da infrastrutture, mobilità, sanità, scuola, servizi e sviluppo economico. Dobbiamo avere il coraggio di sostenere con forza i grandi progetti infrastrutturali, a cominciare dall’Alta Velocità, perché collegare meglio i territori significa creare sviluppo, attrarre investimenti e ridurre le distanze sociali ed economiche. Ma la nostra proposta per la Campania deve andare molto oltre. Ambiente, scuola, sanità, cultura, turismo e lavoro devono diventare i pilastri di un progetto regionale. E sopra ogni cosa deve esserci una grande emergenza generazionale: fermare l’emigrazione dei nostri giovani. Ogni ragazzo che lascia la Campania non per scelta ma perché qui non trova una prospettiva rappresenta una sconfitta per tutti noi. La politica deve tornare a creare le condizioni perché partire sia una possibilità e non una necessità. Sulla sanità dobbiamo avere il coraggio di avanzare proposte concrete. La prima emergenza sono le liste d’attesa. Se abbiamo investito risorse pubbliche in apparecchiature diagnostiche costose, quelle apparecchiature devono lavorare molto più a lungo: anche il pomeriggio, la sera e il sabato, arrivando dove necessario fino alle ore 22. Dobbiamo partire da un principio semplice: prima di acquistare all’esterno una prestazione che il sistema sanitario pubblico è nelle condizioni di produrre, dobbiamo mettere il pubblico nelle condizioni di funzionare a pieno regime. Per questo propongo un grande piano regionale per l’abbattimento delle liste d’attesa, utilizzando maggiormente le prestazioni aggiuntive del personale sanitario, rafforzando gli organici e valutando forme di reclutamento flessibili consentite dalla normativa per rispondere alle carenze temporanee. Dobbiamo offrire opportunità ai giovani medici e utilizzare ogni strumento previsto dalla legge per recuperare professionalità ed esperienza laddove manchino specialisti. Il privato accreditato e l’intramoenia possono rappresentare strumenti di tutela del cittadino quando il servizio pubblico non riesce a garantire la prestazione nei tempi previsti, ma la risposta strutturale alle liste d’attesa deve essere il rafforzamento della capacità del servizio sanitario pubblico. La sanità campana non può essere un sistema nel quale chi può permetterselo paga e fa subito un esame e chi non può permetterselo aspetta mesi. Il tempo di una diagnosi non può dipendere dal reddito del paziente. E c’è un tema che considero particolarmente importante: la prevenzione oncologica femminile. Non possiamo limitarci ad accettare passivamente soglie anagrafiche e procedure. Se la comunità scientifica ci dice che la diagnosi precoce è decisiva nella lotta contro il tumore al seno, la Regione deve lavorare per ampliare concretamente l’accesso alla prevenzione e alla diagnostica, anche per le donne più giovani che oggi rischiano di doversi rivolgere esclusivamente al privato. La prevenzione non può dipendere dal reddito o dalla possibilità economica di una famiglia. Questi sono temi politici. Questo dovrebbe essere il nostro congresso. Non una conta tra persone, ma un confronto tra idee. Non una battaglia per occupare una segreteria, ma una discussione su quale Forza Italia vogliamo costruire e soprattutto su quale Campania immaginiamo per i prossimi dieci anni. Per questo non considero queste riflessioni un programma chiuso. Sono un punto di partenza. Voglio ascoltare amministratori, dirigenti, iscritti, giovani, professionisti, imprenditori, associazioni e cittadini. Voglio raccogliere idee anche diverse dalle mie, perché un programma serio non nasce dentro una stanza e non viene consegnato dall’alto: si costruisce insieme. Mi auguro allora che nelle prossime settimane si parli meno di chi controlla quanti iscritti, di chi possiede più firme o di quale schieramento abbia qualche numero in più, e molto di più di sanità, lavoro, giovani, infrastrutture, ambiente, scuola, turismo, cultura e aree interne. Perché alla fine del congresso qualcuno sarà certamente eletto segretario regionale. Ma la vera domanda è un’altra: il giorno dopo, Forza Italia avrà qualcosa di nuovo e di importante da dire ai cittadini della Campania? È su questo che voglio confrontarmi. È da qui che voglio partire.

*candidato alla segreteria regionale e storico dirigente azzurro nel Vallo di Diano

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