Pagani, il confronto politico e il rispetto delle istituzioni

Il dibattito politico che si è riacceso a Pagani dopo le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il confronto con quanto accaduto a Sorrento continua ad alimentare interventi e polemiche sui social.

Sul tema interviene Vincenzo Calce, che invita a mantenere distinti il legittimo confronto sulle decisioni istituzionali dalla battaglia politica e personale.

«Una dichiarazione, per quanto maldestra o infelice, può e deve essere criticata, ma non può essere strumentalizzata a proprio piacimento e convenienza. Chi aspira a rappresentare le istituzioni dovrebbe saper distinguere la critica politica dal populismo. Quel passaggio andava sicuramente chiarito, eventualmente corretto, ma non trasformato nel pretesto per dimostrare chissà quale danno subito».

Calce non entra nel merito della correttezza o meno delle decisioni assunte nei diversi procedimenti riguardanti Pagani e Sorrento. Il suo ragionamento riguarda soprattutto il modo in cui il confronto viene trasferito sul terreno politico locale.

«Se esistono dubbi sulle decisioni assunte, è assolutamente legittimo chiedere chiarimenti, confrontare gli atti e pretendere trasparenza. Ma una cosa è discutere nel merito, altra cosa è utilizzare ogni dichiarazione per riaprire vecchie contrapposizioni o costruire nuove accuse».

Da qui una riflessione più ampia sulla politica paganese.

«C’è poi un paradosso che non può passare inosservato. Molti di coloro che oggi denunciano torti e danni alla collettività sono gli stessi che, dopo decenni di presenza sulla scena pubblica, dovrebbero forse spiegare quali risultati, quale crescita e quali benefici concreti abbiano contribuito a produrre per la città».

E aggiunge: «È veramente sorprendente vedere oggi tutti insieme contro un “nemico comune”, quando alcuni fino a ieri erano alleati o comunque condividevano percorsi e posizioni. Sarebbe molto più utile confrontarsi sui risultati, con o senza alleanze, sui traguardi raggiunti e soprattutto su ciò che ciascuno ha realmente costruito per la propria comunità».

Il passaggio più critico riguarda proprio il clima che si sta creando sui social.

«Ma un lavoro serio sui problemi, ogni tanto, no? Se il confronto politico continua a essere alimentato dal livore personale, dalle rivalità e dalla continua necessità di individuare un nemico, Pagani non andrà da nessuna parte».

Calce richiama quindi un principio che, a suo giudizio, dovrebbe valere indipendentemente dagli schieramenti: «Fa sorridere vedere che spesso gli stessi che, quando dalla loro parte hanno un amico, un parente o un alleato, invocano solennemente il “rispetto delle istituzioni”, quando invece quelle istituzioni assumono decisioni che non condividono sembrano considerare quel rispetto improvvisamente facoltativo».

La conclusione vuole riportare il confronto sul futuro della città:

«Le istituzioni possono essere criticate e le loro decisioni possono essere contestate nelle sedi e nei modi previsti. È il sale della democrazia. Ma trasformare continuamente il dibattito pubblico in una resa dei conti personale non fa bene a nessuno. Questi interventi sui social non fanno bene alla città. Pagani ha bisogno di idee, proposte, lavoro e risultati. Ha già avuto abbastanza divisioni: continuare a cercare nemici anziché soluzioni significa condannarla a discutere ancora del passato mentre altre comunità costruiscono il proprio futuro».

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