Conte passa al contrattacco davanti alla Commissione Covid

Dopo aver definito «un plotone di esecuzione» e «una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti» la Commissione Covid del Senato, Giuseppe Conte è passato al contrattacco portando in audizione un documento appena depositato in Procura relativo all’operato di JC Electronics, società a cui lo Stato a ottobre 2025 ha riconosciuto un indennizzo di 100 milioni di euro.

La lettera anonima e il verbale su JC Electronics

Conte ha spiegato di avere consegnato in Procura una lettera anonima ricevuta nei giorni scorsi, assieme a un verbale del 14 aprile 2022 di un incontro tra rappresentanti dell’area legale e logistica della struttura commissariale e dell’Agenzia delle Dogane, riguardante la verifica delle forniture consegnate da JC Electronics, società ha vinto una causa in primo grado per un mancato appalto delle mascherine anti-Covid. Stando al verbale, «emergerebbe che quei colli non sarebbero mascherine con efficacia filtrante», ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, chiedendo pertanto di fare piena luce sulla maxi-transazione: «Mi sono molto meravigliato che lo Stato, cioè la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute, abbiano sottoscritto una transazione da 100 milioni di euro. Uso il condizionale perché non ho elementi per fare accertamenti diretti, ma per coscienza civica e responsabilità ho ritenuto di segnalare questo documento».

Conte passa al contrattacco davanti alla Commissione Covid
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Conte: «L’Italia fu un modello a livello internazionale»

Nel corso dell’audizione, Conte ha rivendicato che «l’Italia è stata un modello a livello internazionale» nella gestione della pandemia, con una serie di decisioni prese in un contesto senza precedenti. E con conoscenze scientifiche limitate sul virus: «Abbiamo lavorato in una situazione di grande difficoltà per cercare di salvare il Paese. Non distinguendo il giorno dalla notte, ma non è una frase fatta. Abbiamo salvato nel 2020 oltre 330 mila posti di lavoro, grazie al blocco dei licenziamenti che noi in Italia abbiamo avuto il coraggio di fare». E poi: «Non mi sono mai lamentato delle indagini e non ho mai tentato di delegittimare i giudici titolari delle inchieste alludendo a una loro presunta politicizzazione come spesso purtroppo capita anche adesso, ho risposto con piena disponibilità, senza recriminazioni e con il dovuto rispetto e con il peso della responsabilità, non ho mai cercato di scaricare su altri, questo da me non lo avrete mai. Ho accantonato gli impegni durante la pandemia per rispondere a un pool di giudici per quattro ore, ma mai lamentato poiché ero stato sottratto a responsabilità più urgenti per dover rispondere ai pubblici ministeri, anche perché ho sentito il dovere di rendere conto di ogni scelta fatta in uno dei momenti più bui della nostra storia».