Nuovo massiccio attacco su Kyiv, Zelensky torna a chiedere più intercettori

Almeno 17 persone sono morte nel terzo massiccio attacco combinato di missili e droni russi sulla regione di Kyiv e sulla capitale ucraina, che ha visto la distruzione di edifici residenziali, magazzini e siti industriali. Colpita anche una stazione ferroviaria. Circa 50 i feriti. Le forze ucraine hanno abbattuto 98 dei 115 droni lanciati dalla Russia durante la notte, ma non sono state in grado di abbattere nessuno dei missili di Mosca: Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere un maggior numero di intercettori Patriot, di fabbricazione statunitense.

Zelensky: «Gli intercettori balistici avrebbero salvato vite»

«Gli intercettori balistici sono ciò che avrebbe potuto salvare la vita delle persone uccise oggi», ha scritto Zelensky sui social: «È fondamentale che i nostri partner comprendano che i ritardi nella fornitura di tali sistemi, o la riluttanza a fornirli, portano direttamente a perdite umane e distruzioni così terribili». Kyiv è ormai in grado di intercettare la stragrande maggioranza dei droni russi, ma dipende ancora dai rifornimenti degli alleati occidentali per contrastare i missili. Tutto questo mentre la Russia sta intensificando gli attacchi: secondo Reuters, starebbe schierando addirittura un’unità missilistica nordcoreana nell’ovest del Paese.

Mosca: «Colpite anche tre navi mercantili nel Mar Nero»

Mosca ha rivendicato di aver colpito «centri di trasporto, logistica e distribuzione» nella città e nella regione di Kyiv, «coinvolti nello stoccaggio e nella consegna di armi e materiale militare di vario genere, nonché nella produzione e distribuzione di droni». Il ministero della Difesa russo, inoltre, ha dichiarato di aver bombardato tre navi mercantili che trasportavano armi nel Mar Nero, a sud di Odessa.