L’avv Mauri, difensore del tunisino: Da capire se era solo

Giovanni Mauri, difensore del tunisino sulla natura del legame tra Rah Rahmoumi, e la vittima rompe un primo cauto silenzio sul probabile movente. Raggiunto telefonicamente da Le Cronache, il legale – nominato di fiducia «all’alba del 25 luglio» da una persona che prima di allora «per me era completamente sconosciuta» – precisa subito i limiti del suo intervento e lo fa nell’interesse dell’indagato, che avrebbe conosciuto quella stessa mattina dell’interrogatorio. Il dato più essenziale della conversazione riguarda le modalità con cui si è svolto l’interrogatorio davanti al pubblico ministero Alessandro Di Vico: «Le domande sono state mirate, erano argomenti già a conoscenza da parte della Procura, e il mio assistito ha dato alcune conferme».Ci sono a suo dire, alcuni nodi della ricostruzione: se il giovane fosse solo o in compagnia al momento dei fatti, e se la morte di Esposito sia da attribuire alle percosse o alla successiva carbonizzazione. «Ci sono aspetti per i quali dobbiamo necessariamente attendere la consulenza dell’autopsia. Sulla natura dei rapporti tra i due l’avvocato si limita ad una battuta: C’era una conoscenza con Esposito. Uno spiraglio più ampio si apre sulle ragioni della lite sfo ciata nell’aggressione mortale: sembrerebbe che tutto sia legato a ragioni personali che riguardano sia la sfera religiosa che quella di «socializzazione» della vittima. Per ora non sarà richiesta nessu-na perizia psichiatrica, mentre sul- la strategia difensiva tutto dipenderà dall’esito dell’autopsia: al momento è esclusa la richiesta di rito abbreviato. È proprio sulle ragioni personali che avrebbero portato all’uccisio- ne di Esposito che il quadro si complica. Secondo il comandante del Reparto Operativo dei Cara binieri di Salerno, Tenente Co- lonnello Livio Rocchi, al momento non esisterebbe un movente definito e riscontrato rispetto alle ragioni confessate dal 26en- ne durante l’interrogatorio. Cosa certa è che c’è stato il ritrova- mento del secondo cellulare del- la vittima, ora al vaglio: per co- noscerne il contenuto serviranno ancora giorni. Ma sul movente reale dell’omicidio, tra le “ragioni per- sonali” evocate dalla difesa e la prudenza degli investigatori, il giallo resta ancora aperto. Tiziana Magrì

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