Il tunisino: applicata la mia legge islamica

La dura legge islamica. E’ quanto dichiarato il tunisino, accusato di aver ucciso Luca Esposito, prima picchiandolo selvaggiamente e poi dandogli fuoco quando era ancora agonizzante, lo scorso 19 luglio in un terreno agricolo in località Cioffi a Eboli. Non basta però appellarsi alla propria legge per giuficare quanto fatto così barbaramente. Il tunisino Ridha Rahmouni, dovrà chiarire la vicenda su cui ha già lanciato le prime ombre durante l’interrogatorio in cui ha confessato il delitto. Motivazioni che non a caso hanno indotto il procuratore Capo della Procura di Salerno Cantone di mantenere il segreto sulla storia perchè quanto dichiarato è oggetto di indagini. Però Cantone ha parlato anche di invisibili, teoricamente riferito solo al tunisino oppure c’è una traccia da seguire? Qui si gioca la partita delle indagini che vertono anche sulla vita privata di Luca Esposito che è risultata piena di bugie. Anche chi era amico o collaboratore stretto, e gli stessi familiari, non conosceva le frequentazioni della vittima. Nessuno, per esempio, ha mai conosciuto direttamente la donna di nome “Simona”, una farmacista di Caserta, che talvolta evocava come moglie o compagna. Tanto è vero che la fede nunziale che portava al dito era dei genitori. Uno dei tanti misteri della sua vita, così come quella della presunta attività per l’Arpac, Azienda regionale per la protezione ambientale che ha fermamente escluso che fosse un suo dipendente o l’inesistente lavoro alla Regione. Quando il tunisino è stato arrestato e interrogato, secondo quanto si apprende da fonti legali, si sarebbe dimostrato molto collaborativo. Con l’aiuto di un interprete, ha reso “in serenità”, una confessione di quanto accaduto. Il giovane Ridha Rahmouni, nel corso dell’interrogatorio avrebbe spiegato di aver agito anche per motivazioni di carattere ‘religioso’, così come confermato dal suo legale. La religione musulmana vieta ogni rapporto al di fuori del matrimonio e vieta anche rapporti omosessuali. Gira e rigira si torna al punto di partenza. Quello tra Esposito e l’assassino, reo confesso, noto anche con l’alias Amed Jamal, sarebbe stato un incontro programmato e non percepito come potenzialmente pericoloso dalla vittima in una zona isolata. I due si conoscevano da circa un mese, e lo attestano le celle telefoniche che si sono agganciate nello stesso luogo la sera dell’omicidio e anche i contatti telefonici dei giorni precedenti. Quella sera, nel corso di un colloquio con un collega, Esposito era apparso tranquillo. Non sembrava impaurito o pensieroso. Quindi all’appuntamento con l’assassino sarebbe andato senza costrizione. Secondo quanto finora emerso, quello tra Esposito e l’assassino, reo confesso, sarebbe stato un incontro programmato e non percepito come potenzialmente pericoloso dalla vittima in una zona isolata. I due si conoscevano da circa un mese, e lo attestano le celle telefoniche che si sono agganciate nello stesso luogo la sera dell’omicidio e anche i contatti telefonici dei giorni precedenti.Un luogo isolato che evidentemente la vittima conosceva bene. Non regge e l’omicida lo ha fatto intendere una reazione per delle avences della vittima, una reazione così brutale sarebbe difficilmente credibile. Quindi cosa voleva difendere il 26enne tunisino in nome dela legge islamica? Quale sarebbe stato lo sgarro da portare all’omicidio? Gli inquirenti attendono l’interrogatorio di garanzia di questa mattina per saperne di più. Il giovane, in Italia senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora, destinatario di un obbligo di rimpatrio, potrebbe, se accetterà di parlare, offrire il suo contributo, anche se di parte, per fare luce su una vicenda che presenta ancora troppi misteri. E ascoltando le dichiarazioni del Procuratore Cantone potrebbe avere degli sviluppi clasmorosi e inquietanti. Anche perchè si attende di conoscere i risultati delle analisi del computer e dei due telefonini, soprattutto quello ritrovato nella sua abitazione di Fisciano, dove sono state ritrovate installate alcune applicazioni ritenute interessanti dagli investigatori..

L'articolo Il tunisino: applicata la mia legge islamica proviene da Le Cronache.