L’incaricato d’affari italiano nella Federazione russa, Giovanni Scopa, è stato convocato al ministero degli Esteri russo, dopo l’espulsione di due addetti militari dell’Ambasciata russa a Roma, avvenuta il 9 luglio. Il governo italiano aveva infatti espulso Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, considerandoli responsabili di alcune attività di spionaggio emerse in un’inchiesta della procura di Roma. «Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le Istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale», aveva scritto la Farnesina in una nota. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova aveva dichiarato che la Federazione avrebbe dato una risposta adeguata alle espulsioni, senza fornire dettagli. Questa la controreplica del ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Il problema è che i due espulsi dall’Italia facevano attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale. E questo è dimostrato. Non è stato un capriccio dell’Italia. La Russia può fare tutte le ritorsioni che vuole, si tratta di vendette. Devono dimostrare che coloro che espelleranno sono delle spie. La nostra è una scelta basata su fatti, la loro è politica».
