Ruggi. Cantone: Così salverò il Pronto soccorso

di Erika Noschese

Ad appena una settimana dal suo arriva alla guida dell’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Nicola Cantone ha incontrato ieri la stampa, aprendo ufficialmente la nuova fase del suo mandato. Un debutto netto, segnato da un messaggio chiaro: «Azzererò tutti gli incarichi e le nomine. Si ricomincia da capo», ha detto il nuovo Dg. Cantone ha spiegato di aver trovato provvedimenti avviati anni fa ancora sospesi, segno di una macchina amministrativa che necessita di essere riallineata. Il nuovo direttore generale ha anche rivelato di non aver ricevuto, finora, alcun saluto istituzionale dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, lo stesso che – da presidente della Regione – sancì la fine del suo primo mandato. «Tocca a me andarlo a salutare», ha risposto con pragmatismo a chi gli chiedeva se ci fosse già stato un contatto. Tra le prime iniziative annunciate, un sopralluogo al cantiere del nuovo ospedale, opera strategica da 500 milioni di euro che vive una fase complessa tra ritardi, varianti e criticità legate agli scavi archeologici. Cantone ha confermato anche l’avvio imminente della gara per l’affidamento del parcheggio, con l’inserimento di una clausola sociale per tutelare gli 11 lavoratori attualmente impiegati. Il nuovo manager ha poi rivolto un appello diretto ai giornalisti, chiedendo un confronto costante e un ascolto reciproco, soprattutto quando emergono notizie legate al funzionamento interno del nosocomio. Ha citato il caso della paziente che aveva denunciato di essere rimasta ore su una barella al Pronto soccorso, episodio che un suo sopralluogo immediato ha smentito. «Le porte dell’azienda sono aperte. Prima di diffondere notizie, verificate con noi», ha detto, indicando la linea di trasparenza che intende seguire. La conferenza stampa segna così l’avvio operativo del nuovo corso: una gestione che Cantone vuole improntare a discontinuità, rigore amministrativo e ricostruzione dei rapporti interni ed esterni, in un momento decisivo per il futuro del Ruggi. Tra le spine più dolorose ereditate dalla nuova governance figurano le liste d’attesa e il sovraffollamento del Pronto Soccorso, criticità strutturali sollevate di recente anche dal presidente della Commissione Sanità, Fico. Cantone non si sottrae al confronto e analizza le cause profonde del blocco assistenziale, ereditate da una stagione complessa per la sanità campana. “La situazione attuale è inaccettabile. Non c’è da colpevolizzare i medici perché loro fanno quello che possono, ma c’è un problema di turnover che non consente di smaltire le persone al pronto soccorso che poi devono avere un letto in reparto. In realtà è un problema endemico perché noi come regione Campania veniamo fuori da anni e anni di commissariamento e di piano di rientro. Questo ha fatto sì che prima c’è stato un blocco del turnover e di conseguenza mancata assunzione di medici. Abbiamo una grandissima carenza di personale, sia per quanto riguarda il personale medico, sia per quanto riguarda le altre professioni sanitarie. È chiaro che questo si riverbera sulla qualità dell’assistenza”, ha detto Cantone. Per far fronte all’emergenza estiva e per colmare i vuoti in organico, la direzione generale ha già avviato una serie di tavoli tecnici urgenti con i responsabili dei singoli reparti, cercando soluzioni immediate. “Sono in essere delle procedure di reclutamento ma sovente si concludono addirittura senza la presentazione di domande. Proprio ieri pomeriggio abbiamo tenuto un incontro con i vari direttori di dipartimento, il direttore del dipartimento dell’area critica e degli altri dipartimenti che possono essere interessati a dare una mano anche in previsione della stagione estiva. Sullo sfondo restano le liste di attesa, su cui ci stiamo già lavorando: c’è un piano nazionale di governo adottato dal Ministero e seguito da Agenas. Io già nella mia precedente esperienza ho dedicato attenzione al problema, tanto è vero che ricordo di essere stato l’unico in Campania all’epoca ad aver adottato una delibera con la quale si blocca l’attività libero professionale fino a quando non si fosse raggiunto quantomeno un equilibrio con le liste istituzionali. Procederemo con delle azioni correttive e sposo appieno le politiche del presidente Fico perché mi ci ritrovo molto nel migliorare la qualità dell’assistenza”. Una delle sfide cruciali per la nuova amministrazione sarà quella di restituire attrattività a un’azienda ospedaliera che deve puntare sull’eccellenza medica nazionale. La chiave di volta, secondo Cantone, risiede nel potenziamento dell’asse con l’Università degli Studi di Salerno. “Noi abbiamo sicuramente un valore aggiunto che è rappresentato dall’università, attraverso docenti di altissimo spessore che si occupano non soltanto di formazione, ma anche di clinica e quindi di assistenza. Dobbiamo fare molta leva sull’aspetto universitario affinché il Ruggi recuperi quell’appeal che purtroppo ultimamente non ha, di guisa che anche i medici ospedalieri siano stimolati e abbiano una spinta motivazionale molto forte per venire qui e recuperare quella credibilità assistenziale e istituzionale che purtroppo oggi ci vede un po’ penalizzati. Anche sul fronte sindacale, nell’incontro conoscitivo di questa settimana, mi sono state rappresentate le necessità di stabilizzazione dei precari. Sono da me particolarmente attenzionate: stante la carenza di personale, va da sé che, a meno che non ci siano impedimenti di carattere normativo, il riconoscimento verrà fatto con un atto deliberativo”, ha aggiunto Cantone. Per decongestionare stabilmente il Pronto Soccorso dell’azienda ospedaliera di via San Leonardo, tuttavia, il Direttore Generale annuncia l’avvio di un coordinamento strategico con l’Asl Salerno, guidata da Gennaro Sosto, per dare piena attuazione alle linee guida del Decreto Ministeriale 77 del 2022 sull’assistenza territoriale. “Se vogliamo migliorare la qualità dell’assistenza dobbiamo passare attraverso una perfetta integrazione ospedale-territorio. Il Ruggi è un DEA di secondo livello e deve prestare assistenza ai pazienti per acuzie e di alta complessità. Il territorio ci deve dare una mano a drenare molti dei pazienti che arrivano impropriamente al pronto soccorso. All’Asl abbiamo un grandissimo direttore generale, il dottore Sosto, che ha una visione strategica molto ampia e una lunghissima esperienza; abbiamo già avuto un’interlocuzione informale con Gennaro per quanto riguarda queste problematiche. Il DM 77 del 2022 ci dà gli strumenti per poter operare in tal senso: si lavorerà ovviamente per le Cot e si cercherà di fare in modo che la casa diventi il primo luogo di cura per il paziente. Inseriamo un tavolo di lavoro tale che ci consentirà di affrontare queste problematiche in modo molto circostanziato”. Tra i settori strategici spicca poi la Torre Cardiologica, al centro di un piano di riorganizzazione che vede d’accordo i vertici ospedalieri e quelli accademici dell’ateneo salernitano. “Arriveremo sicuramente anche a toccare gli aspetti che riguardano la cosiddetta torre cuore, il dipartimento cardio-toraco-vascolare. In questo c’è una perfetta sintonia con il magnifico rettore dell’Università degli Studi di Salerno. L’Unisa deve diventare il volano di questa azienda perché ci deve dare una spinta propulsiva e l’ateneo ha già deliberato in Senato Accademico un concorso per un ordinario di cardiochirurgia. Questo ci può essere di grande aiuto per il rilancio della struttura”.

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