Ripascimento non conforme, stop ai cantieri

di Erika Noschese

Il Direttore dei lavori del Comune di Salerno ha sospeso formalmente il maxi-appalto da oltre 28 milioni di euro per il ripascimento del litorale cittadino, bloccando i cantieri a causa di una diffusa e sistematica non conformità della sabbia sversata sull’arenile rispetto ai parametri granulometrici fissati dal progetto. Il provvedimento di stop forzato, scattato il 4 maggio 2026, ha innescato l’immediata contromossa degli uffici municipali che, su proposta del Responsabile Unico del Procedimento, l’ingegnere Massimo Natale, hanno attivato una procedura d’urgenza per effettuare 15 carotaggi mirati sul corpo sabbioso artificiale. La determinazione dirigenziale ufficiale, siglata dall’architetto Paola Valvo alla guida del Settore Verde, Parchi e Rete Idrica, affida il servizio di indagini geognostiche sul campo alla ditta specializzata I.GEO. S.A.S. di D’Onofrio Giuseppe & C., con sede legale a Pastorano, in provincia di Caserta, stabilendo un impegno finanziario complessivo di 5.795 euro. L’obiettivo strategico dell’amministrazione salernitana, le cui funzioni gestorie ordinarie in questa fase di provvisoria amministrazione dell’ente sono state convalidate dal decreto del Commissario Prefettizio, è di natura prettamente tecnica e legale: definire lo spessore geometrico preciso dello strato di materiale non conforme per calcolare, in via volumetrica, l’esatta quantità di sedimenti che l’appaltatore sarà costretto a rimuovere e sostituire interamente a proprie spese. Il progetto principale prevede un investimento complessivo di 28.175.790,27 euro, di cui 28.054.678,62 euro per i lavori puri e 121.111,65 euro per gli oneri di sicurezza aziendali. Questo colossale intervento urbanistico è stato aggiudicato nel giugno del 2023 all’operatore economico Infratech Consorzio Stabile S.c.a.r.l. e trova la sua fondamentale copertura economica nei fondi del Piano Sviluppo e Coesione stanziati e messi a disposizione dalla Regione Campania. Le pesanti contestazioni messe a verbale dalla direzione dei lavori descrivono una grave difformità fisica dei materiali forniti dall’impresa rispetto ai vincoli del capitolato d’oneri originario, un’anomalia strutturale che rischiava di compromettere la tenuta stessa della barriera costiera contro i fenomeni erosivi e le mareggiate invernali. Per accelerare i tempi della verifica tecnica ed evitare un prolungato quanto dannoso stallo del cantiere in una zona cruciale per lo sviluppo turistico, il Comune ha applicato le specifiche deroghe previste dal nuovo Codice dei contratti pubblici, procedendo con la formula dell’affidamento diretto per un importo di € 4.750,00 al netto dell’imposta sul valore aggiunto. Questa cifra, risultando ampiamente inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria e al limite fissato dal regolamento municipale per i contratti sotto i 5.000,00 euro, esclude l’obbligo di rotazione degli operatori economici e permette di superare la necessità di consultare altri concorrenti sul mercato. Il piano d’indagine concordato con l’impresa casertana fissa i costi operativi a € 250,00 per singolo carotaggio, blindando le spese accessorie legate al trasporto dei macchinari pesanti a € 500,00 e stabilendo l’onorario del geologo che coordinerà le trivellazioni e i campionamenti sull’arenile per altri € 500,00. I campionamenti verticali che verranno estratti sul litorale forniranno i dati scientifici necessari a quantificare la reale cubatura del materiale granulare inadeguato, offrendo all’ufficio del RUP Massimo Natale gli elementi formali indispensabili per attivare le azioni di autotutela e costringere il consorzio esecutore a rimediare alle difformità riscontrate dal Direttore dei lavori. Il costante monitoraggio del Settore Verde e la regolarità delle procedure burocratiche convalidate dal funzionario sulla piattaforma informatica Simel 2 evidenziano la ferma volontà del Comune di Salerno di accertare la verità tecnica in tempi record. L’ente ha infatti disposto l’esecuzione anticipata in via d’urgenza del contratto geognostico proprio per superare l’impasse contrattuale in tempi brevi, garantendo che i fondi pubblici regionali vengano impiegati esclusivamente per un’opera pubblica eseguita a perfetta regola d’arte, che restituisca alla città e alla comunità salernitana una spiaggia sicura, stabile e pienamente rispondente ai requisiti di qualità e sostenibilità ambientale approvati in sede di progettazione esecutiva. Intanto, non tarda ad arrivare la nota del Consorzio Infratech, che rispedisce al mittente ogni accusa e parla di una «grave e strumentale campagna di disinformazione in corso sulla stampa e sui canali istituzionali riguardo al blocco dei lavori di ripascimento del litorale di Torrione». Il Consorzio Stabile Infratech ribadisce infatti che «la nostra impresa si era aggiudicata l’appalto formulando un’offerta tecnica che prevedeva l’utilizzo, per il ripascimento, di sabbie marine prelevate direttamente dall’area antistante il vicino porto “Marina d’Arechi”. Una soluzione ottimale e naturale che, tuttavia, in fase esecutiva, non è stata assentita dall’Amministrazione, costringendo l’impresa a ripiegare su cave terrestri». Il Consorzio respinge inoltre le accuse relative all’utilizzo di materiali difformi all’insaputa dell’ente: «Tutto il materiale sabbioso attualmente presente sull’arenile è stato preventivamente campionato sui cumuli, analizzato in laboratorio e formalmente autorizzato alla posa in opera dal Comune di Salerno, tramite la propria Direzione dei lavori. In spiaggia non è entrato un solo granello di sabbia che non fosse stato prima avallato dall’Amministrazione. Le attuali e tardive contestazioni sollevate a posteriori dall’ente, basate su campionamenti effettuati in spiaggia a distanza di mesi e con normative di laboratorio errate, rappresentano un maldestro tentativo di scaricare sull’impresa appaltatrice colpe, ritardi e gravi inadempienze burocratiche riconducibili esclusivamente alla stazione appaltante. Il Consorzio Infratech – concludono dal consorzio – non accetta il ruolo di capro espiatorio e continuerà a difendere la correttezza del proprio operato in tutte le sedi competenti».

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