La Procura indaga sul “filetto alla Stanzione”

Di Antonio Manzo

Il “filetto alla Stanzione” entra significativamente nel menù della Procura di Roma che indaga sul presidente e il collegio dell’Autorità Garante Protezione Dati Personali. Il “piatto” è una delle accuse, a vario titolo ipotizzato, della presunta corruzione e peculato su rimborsi per camere d’albergo e viaggi a Tokyo ma anche per la singolare spesa del presidente Stanzione di circa 6 mila euro nella più nota macelleria di Roma di Angelo Feroni per acquisti fatti dal 2023 al 2025. Il presidente Pasquale Stanzione ha dichiarato di essere “tranquillo” e di rispettare il lavoro della magistratura. Tutti i componenti del collegio Garanti Privacy hanno respinto ogni addebito affermando anche di essere a disposizione degli inquirenti per chiarire ogni aspetto delle pesanti accuse che si fondano anche sulle testimonianze dell’ex segretario generale Angelo Fanizza. Procede così l’inchiesta della procura di Roma coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Di Falco che nei giorni scorsi ha ordinato una serie di perquisizioni anche a Salerno presso l’abitazione di Pasquale Stanzione, oltre che in quelle degli altri consiglieri Autorità Privacy. Tra le accuse di una gestione “abbastanza disinvolta” delle spese pubbliche ci sono anche quelle dei componenti del collegio che in alcune decisioni si sarebbero fatti influenzare in cambio di danaro e favori. Di qui, l’accusa tutta da verificare di peculato e corruzione. Dal 2021 al 2024 le spese per il collegio dell’Autorità sono aumentate del 46 per cento. Tra le accuse oltre quello del “filetto alla Stanzione” carne pagata con danaro pubblico, c’è anche la “messa in piega” della vice presidente Ginevra Cerrina Feroni che avrebbe pagato con la carta di credito del Garante ma questa spesa sarebbe poi stata restituita. Poi c’è il capitolo della casa presa in affitto in piazza della Pigna a Roma dal presidente Pasquale Stanzione fittata a privati come bad and breakfast. La Finanza a Unisa All’università di Salerno, epicentro del potere di Pasquale Stanzione poi finito a Roma da docente emerito e presidente Autority, sono in questi giorni numerose visite della Guardia di Finanza di Roma per acquisire atti per conto della Procura nel contesto dell’indagine Autorità Garante. Gli investigatori, molto discretamente, sono all’opera quasi tutti i giorni per atti che riguardano in particolare il “giro” accademico di Stanzione e dei suoi più stretti collaboratori all’ateneo di Salerno tra cui anche docenti della sua scuola giuridica. Il caso Sciancalepore C’è una vicenda che i magistrati romani vorrebbero approfondire. All’inizio del 2025 fu al centro di una nostra inchiesta giornalistica sull’Università di Salerno poi enrata anche nella trasmissione Report. E quella del docente universitario Giovanni Sciancalepore che sarebbe stato destinatario di un contratto di collaborazione all’Autorità fatto dal presidente Stanzione a ridosso di un concorso universitario nel quale risultò vincente una nipote dello stesso Stanzione. Sciancalepore qualche giorno dopo sarebbe stato nominato da Stanzione all’Autorità Garante. (foto Dagospia)

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