Belfast, un’altra notte di disordini contro i migranti

Seconda notte di disordini a Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord, con proteste contro l’immigrazione legate all’accoltellamento di un quarantenne per cui è stato arrestato e incriminato un uomo sudanese. Quella di mercoledì 10 giugno 2026 è stata una serata più calma rispetto alla precedente, ma ci sono comunque stati scontri fra la polizia e i manifestanti, che hanno lanciato contro gli agenti bombe molotov, mattoni, bottiglie e pezzi di legno. In risposta, la polizia ha usato un idrante per disperdere i presenti. Alcuni edifici sono stati vandalizzati e incendiati al grido di slogan razzisti. Un centinaio di manifestanti ha cercato di avvicinarsi a un hotel nel Nord della città dove vengono alloggiati alcuni migranti, ma le forze dell’ordine li hanno allontanati. In giornata era circolata online una lista di circa 25 indirizzi dove si credeva che abitassero immigrati, poi rimossa da molti siti.

Alodid è stato incriminato per tentato omicidio e altri reati

Intanto il presunto responsabile dell’accoltellamento, il 30enne Hadi Alodid, si è presentato in tribunale, dove è stato incriminato per tentato omicidio, possesso di armi in luogo pubblico e minacce di morte. L’uomo, che per il momento rimarrà in carcere, non era noto alla polizia, viveva nel Regno Unito dal 2023 e aveva un permesso di soggiorno come rifugiato valido fino al 2028. Il ferito si chiama invece Stephen Ogilvie e nell’attacco ha perso la vista da un occhio e subìto gravi ferite in faccia e sulla schiena.