Visconti: 7opere Pnrr verso il completamento

di Olga Sammauro

Sette interventi finanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a valere sulla misura Zes affidati al consorzio Asi di Salerno, che è soggetto attuatore individuato dalla struttura di missione prima, dal Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri ora e che in sinergia con il Dipartimento sta portando a conclusione i lavori, a dispetto, invece, di una narrazione che voleva che non si fosse capaci di cogliere le opportunità messe a disposizione dalla norma. Che la ZES abbia rappresentato e continui ancora a rappresentare un volano per la crescita del Mezzogiorno e, quindi, anche del territorio salernitano, lo dimostrano i risultati raggiunti. Negli ultimi tre anni, infatti, il Sud Italia ha registrato tassi di sviluppo in termini di investimenti e occupazione superiori a quelli del resto del Paese. Di semplificazione, burocrazia, incentivi alle imprese e investimenti per il rilancio del Mezzogiorno si è parlato nel corso del convegno “Il modello insediativo delle ZES per lo sviluppo economico locale: semplificazioni e incentivi” ospitato ieri al Mediterranea Hotel di Salerno. L’iniziativa promossa dal Consorzio ASI Salerno, con il patrocinio del Comune di Salerno, della Camera di Commercio, di Confindustria e di Ance Aies si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente del Consorzio ASI Salerno Antonio Visconti a cui sono seguiti poi quelli del Presidente di Ance Aies Fabio Napoli e ancora quelli della Presidente Kyoto Club Letizia Magaldi e del Presidente di Confindustria Antonio Sada. A seguire la tavola rotonda con l’Assessore alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, con il Presidente dell’Unione Italiana delle Camere di Commercio Andrea Prete e con il Capo Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri Giosy Romano. A concludere è stato il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Al centro il tema cruciale del rilancio del Mezzogiorno, con la Struttura di Missione ZES che ha di recente lanciato un avviso pubblico da 300 milioni di euro destinati alla riqualificazione di viabilità, infrastrutture e servizi nelle aree industriali e artigianali di sette regioni meridionali. “Siamo riusciti a dimostrare come il principio di semplificazione riuscisse a sortire degli effetti davvero straordinari. I numeri raccontano oggi di 1.370 autorizzazioni uniche rilasciate nelle dieci regioni ascritte al perimetro della zona economica speciale, raccontano di investimenti tra diretto e indiretto e indotto per circa 60 miliardi di euro, raccontano di 65.000 nuovi addetti tra diretti indiretti e indotto”, ha dichiarato Giosy Romano. Insomma, numeri che danno contezza del risultato prodotto dalla Zona Economica Speciale. Al centro del convegno il tema delle semplificazioni. “La capacità di avere tempi prevedibili e stabilità rappresenta il vero elemento di competitività per un’impresa, soprattutto in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno, dove parecchie volte gli investimenti avrebbero tutte le condizioni per essere effettuati, ma, invece, si entra nelle sabbie mobili della burocrazia o dell’inutile contenzioso scoraggiante e disincentivante”, ha sottolineato il presidente ASI Salerno Antonio Visconti nell’evidenziare come la ZES sia un riferimento e un monito per gli amministratori, ma anche un invito pere gli investitori a guardare al territorio. “Un territorio che si candida a essere una bella area, siamo in un bellissimo posto ricco di infrastrutture e di servizi, con una qualità umana importante anche grazie all’Università di Salerno, ma soprattutto con una pubblica amministrazione efficace, efficiente, seria e attendibile che è il corollario necessario per far sì che questa zona non si senta inferiore a nessun territorio d’Italia”, ha concluso Visconti. A ribadire la necessità di interventi con tempi ridotti e incentivi il presidente di Unioncamere, Andrea Prete: “I risultati dimostrano che, oltre che le agevolazioni economiche, ridurre i tempi delle autorizzazioni, che vengono date in tempi ragionevoli, c’è grande interesse agli investimenti – ha detto – Tra l’altro devo dire che noi come sistema camerale siamo impegnati in prima fila perché la piattaforma della Zes, prima quella regionale e poi della Zes unica, l’abbiamo fatta noi, così come abbiamo fatto lo sportello unico per le attività produttive per oltre la metà dei comuni italiani. Siamo sul pezzo”. “Noi parliamo sempre di sburocratizzazione: ecco la Zes è stata realmente un esempio di sburocratizzazione perché’, nel momento in cui sono stati ridotti i tempi delle autorizzazioni per gli insediamenti, portandoli a 45-50 giorni, si sono avuti tantissimi investimenti a prescindere dagli incentivi economici”, evidenzia Prete, aggiungendo che “tant’è vero che gli industriali colleghi del Nord hanno detto in occasioni pubbliche, ma per la verità l’ha detto anche la presidente del Consiglio nella recente assemblea di Confindustria, che non vogliono gli incentivi economici, però almeno i tempi rapidi come sono stati dati al Sud”.

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