La Corte penale internazionale dell’Aia ha sospeso il procuratore capo Karim Khan al termine di un procedimento disciplinare avviato a seguito di accuse di abusi sessuali a suo carico. Khan si era già autosospeso dalla guida della divisione della Cpi che indaga e persegue gli individui accusati di atrocità.
Il procedimento è stato deferito a una sessione speciale degli Stati membri
Il comitato esecutivo della Cpi ha votato a maggioranza qualificata per stabilire che Khan si è reso responsabile di gravi illeciti in relazione alle accuse di abusi sessuali, deferendo il procedimento contro il procuratore capo a una sessione speciale degli Stati membri della Corte, affinché ne valutino il futuro. La decisione di sospendere Khan, precisa l’organo direttivo, «non è indicativa dell’esito finale».
Khan, denunciato da una ex assistente, si era autosospeso a maggio del 2025
Khan, che si è autosospeso a maggio del 2025, era finito sotto inchiesta a novembre del 2024 dopo la denuncia di una sua ex assistente, che aveva raccontato di palpeggiamenti non consensuali, comportamenti coercitivi e abuso di autorità per un periodo prolungato. La donna aveva inoltre denunciato di aver subito pressioni per ritirare le accuse. Khan da parte sua ha negato ogni addebito, parlando di una campagna di disinformazione orchestrata contro di lui. Lo scandalo è emerso nello stesso periodo in cui il procuratore aveva chiesto mandati d’arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu, l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant e tre leader di Hamas, accusati di crimini di guerra.
