Si sono fermati i taxi in tutta Italia per lo sciopero indetto il 10 ottobre 2023, dai sindacati di base Usb, Orsa e Fast Confsal. Alla base della protesta, che fa seguito a quella del trasporto pubblico del 9 ottobre, c’è l’aumento delle licenze deciso dal governo col dl Asset.
Le ragioni della protesta: l’aumento del 20 per cento delle licenze
Il decreto legge Asset apre alle possibilità che vengano aumentate le licenze dei taxi fino al 20 per cento di quelle attualmente in vigore, ipotesi questa che non piace alla categoria e ai sindacati che lamentano l’abrogazione di «ogni norma che prevede una programmazione territoriale». Ciò che più temono le rappresentanze dei lavoratori è che, aumentando il numero di licenze, possa esserci una svalutazione delle stesse. A tal proposito si ricorda che, specie nelle grandi città, una licenza taxi viene spesso ceduta per decine di migliaia di euro e rappresenta un capitale per chi svolge questo lavoro. Se queste dovessero essere concesse in maggiore numero, per i sindacati, si assisterebbe ad un perdita di valore e, dunque, tutti i lavoratori attualmente attivi subirebbero delle perdite.
#Martedì 10 ottobre ci sarà lo #sciopero dei #taxi.
A giudicare da quanti ce ne sono in giro non se ne accorgerà nessuno. pic.twitter.com/WkCw508RKL— Matteo Corfiati (@korfio) October 8, 2023
I numeri: a Roma risultano 7.700 licenze attive, a Milano 4.800
Sul fronte governativo, invece, la misura è stata adottata per sopperire alla carenza di taxi che, in molti grandi centri abitati, risultano insufficienti alla domanda. A Roma risultano esserci 7.700 licenze attive, a Milano 4.800, a Napoli 2.400, a Torino 1.500, a Firenze e Bologna 700 e solo 320 a Palermo.

Manifestazione sotto il ministero di Salvini
Lo scenario più caldo dello sciopero e della mobilitazione ha riguardato sicuramente la città di Roma dove è andata in scena una protesta dei tassisti sotto il ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini. Contro la protesta si è schierato il ministro delle Imprese Adolfo Urso che ha definito l’atteggiamento della categoria incomprensibile: «Questa riforma l’abbiamo presentata ai tassisti e a tutti gli altri attori prima di realizzarla in una situazione di emergenza, a fine di luglio, perché il decreto è dell’8 agosto».
