
Il conduttore si abbandona a una critica all'azienda nel corso di un'intervista a Chi, imputando alle scelte di programmazione degli ultimi mesi le difficoltà del programma di Canale 5 in termini di ascolti.
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Sta facendo discutere il tweet con cui Simone Pillon ha commentato il matrimonio di Michela Murgia e soprattutto il pensiero con cui la scrittrice ha accompagnato l’annuncio delle nozze. Murgia, affetta da un tumore al quarto stadio, aveva reso noto di essersi sposata con Lorenzo Terenzi «in articulo mortis», solo per garantire i diritti della sua grande famiglia queer e non perché avrebbe davvero voluto partecipare a una cerimonia che ha definito patriarcale e limitata. L’ex senatore leghista ha controbattuto affermando che di alternative al matrimonio in Italia ce ne sono molte e, cosa che ha fatto infuriare il web, facendo alla scrittrice auguri di pronta guarigione.
Questo quanto riportato nel tweet: «Michela, di alternative ne avevi molte ma hai scelto il matrimonio. Forse perché sai che è la forma più alta per riconoscere l’amore tra un uomo e una donna. Auguri, e guarisci presto».
Michela #Murgia ha deciso di sposarsi definendo il #matrimonio "#patriarcale e limitato".
Michela, di alternative ne avevi molte, ma hai scelto il matrimonio.
Forse perchè sai che è la forma più alta per riconoscere l'amore tra un uomo e una donna.
Auguri, e guarisci presto! pic.twitter.com/pM5mwFEv0b— Simone Pillon (@SimoPillon) July 15, 2023
Pillon ha quindi linkato un contributo, da lui scritto sul sito tommasomoro.it, che approfondisce il contenuto del cinguettio: «Ognuno è libero di sposarsi o no. Dopo la legge sulle unioni civili, oggi in Italia la scelta è davvero ampia: si può convivere con residenze separate, senza dunque maturare alcun diritto reciproco, oppure si può convivere con la stessa residenza, formando così una famiglia anagrafica, oppure ancora si può stipulare un patto di convivenza che regoli i reciproci diritti e infine si può scegliere tra diverse forme di matrimonio: civile, concordatario, oppure solo religioso senza effetti civili». Ha quindi definito «stucchevoli e ideologiche» le parole della scrittrice insinuando che «da qualche parte in fondo al tuo cuore sai che quello strumento che definisci patriarcale e limitato è pur sempre la forma più alta di riconoscimento dell’insostituibile patto di amore tra un uomo e una donna». E ancora: «Provate a invitare anche il buon Dio alle vostre nozze. Siete sempre in tempo, e scoprirete quali tesori il Cielo sa portare in dono. Auguri agli sposi, e auguri di pronta guarigione».
A scatenare le polemiche sono stati tanto il suo pensiero quanto le parole con cui l’ha concluso. In poche ore sono comparsi oltre 400 commenti critici sotto al suo tweet, in cui «vergogna» risulta essere la parola più utilizzata. Luca Bottura si è limitato a un «si vergogni», qualcun altro ha fatto notare come da un tumore al quarto stadio difficilmente si guarisce. Anche Emanuele Fiano, del Partito democratico, ha espresso il suo disappunto per le parole di Pillon: «Dovrebbe vergognarsi a commentare un matrimonio in articulo mortis». Lo stesso ha fatto Angelo Bonelli di Europa verde: «Poteva stare in silenzio, ha deciso di scivolare dritto nella vergogna di chi non è stato educato al rispetto e conosce solo il disprezzo. Vergogna !». E così altre centinaia di utenti.






Il padre della ragazza che ha denunciato Leonardo La Russa, figlio del presidente del Senato, per violenza sessuale ha espresso il suo disappunto per la mancata consegna, da parte del giovane, della sim del suo telefono. Gli inquirenti non hanno infatti potuto sequestrarla perché intestata a una società che fa capo allo studio legale del padre, coperto da immunità parlamentare. L’unico modo affinché finisca nelle mani della magistratura è dunque che il giovane la consegni spontaneamente oppure che venga presentata richiesta formale di acquisirla alla Giunta per le autorizzazioni del Senato (che può decidere se dare o meno il via libera al sequestro).
«Vista la delicatezza degli eventi, ritengo che questo fatto (ndr la mancata consegna della sim) sia la dimostrazione di una volontà di nascondere qualcosa. Soprattutto da parte di chi predicava l’abolizione delle immunità parlamentari, come scritto sui giornali, figuriamoci davanti ad un asserito reato di violenza sessuale». Così il genitore della presunta vittima secondo quanto riportato da Repubblica. Per ora la magistratura ha potuto sequestrare solo il telefono di Leonardo, con un decreto firmato dal pm Rosaria Stagnaro e dall’aggiunto Letizia Mannella eseguito intorno alle 19 di venerdì 14 luglio. Dopo la firma del provvedimento, il giovane è stato convocato negli uffici della questura dove ha consegnato il dispositivo che, come è stato appurato dalle indagini, era nella sua «disponibilità esclusiva». L’obiettivo è quello di trovare elementi utili a capire cosa sia successo durante e dopo la notte tra il 18 e il 19 maggio, quella in cui sarebbero avvenuti i fatti contestati. Gli accertamenti verranno effettuati per parole chiave ed escludendo tutte le comunicazioni coperte dall’articolo 68 della Costituzione (quelle cioè con membri del Parlamento, come il padre). Qualora ci fosse invece bisogno della sim, in caso di mancata spontanea consegna, la magistratura sarebbe obbligata a rivolgersi alla giunta per le autorizzazioni del Senato.
Un’ipotesi che, secondo Il Fatto Quotidiano, non è così lontana dall’avverarsi. Secondo il giornale, infatti, «la procura di Milano resta intenzionata a chiedere l’autorizzazione alla giunta per ottenere non solo la sim, intestata allo studio legale La Russa amministrato dal figlio Geronimo e del quale ancora il presidente del Senato risulta socio, ma anche l’accesso a eventuali chat che, pur coperte dall’art. 68 della Costituzione sulle guarentigie dei parlamentari, saranno ritenute rilevanti ai fini dell’indagine».









Tragedia a Venezia, durante la festa del Redentore, dove un ragazzo di 28 anni è morto a causa di un incidente avvenuto tra le isole di San Giorgio e San Servolo. La vittima aveva visto i fuochi d’artificio assieme a due amiche a bordo di un barchino che, a fine serata, ha accidentalmente urtato una briccola, uno dei pali in legno che indica i canali della laguna. Scivolato in acqua dopo l’impatto, non è più risalito.
I fatti si sono verificati nella notte tra sabato 15 e domenica 16 luglio 2023 davanti al bacino San Marco. A conclusione del celebre spettacolo pirotecnico, durante il quale erano presenti in acqua oltre 4 mila imbarcazioni, una di queste sarebbe stata destabilizzata da un’onda anomala, forse causata dal traffico delle tante barche in movimento, ed è finita contro una briccola. Uno dei giovani che era a bordo, residente a Cavallino Treporti, è stato sbalzato in acqua davanti agli occhi delle due amiche che erano con lui. Non vedendolo riemergere, queste ultime hanno lanciato l’allarme ai soccorsi che, in breve tempo, sono giunti sul posto con una motobarca della Marittima, due autopompe lagunari e una moto d’acqua dei vigili del fuoco. I sommozzatori hanno avviato le ricerche e quasi subito hanno trovato il corpo del ragazzo, ma purtroppo era ormai troppo tardi. Già privo di sensi, è stato impossibile rianimarlo. Sul posto anche l’imbarcazione della polizia locale che ora indaga per ricostruire la dinamica dell’incidente, il quinto nautico dal primo gennaio.
Sulla vicenda si è espresso il primo cittadino di Venezia Luigi Brugnaro, che ha ringraziato i soccorritori e disposto un minuto di silenzio in memoria della vittima: «Voglio esprimere il cordoglio della città e mio personale per la scomparsa di Riccardo in un tragico incidente nautico le cui cause sono ancora al vaglio degli inquirenti. Ci stringiamo tutti alla sua famiglia e agli affetti più cari. Purtroppo è un’altra giovane vita spezzata all’improvviso. Era stata una giornata di festa, con lo spettacolo pirotecnico che aveva illuminato la notte famosissima. Nella fase di esodo, che stava proseguendo regolarmente, è arrivata questa triste notizia. Ringrazio i vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, i sanitari e tutti coloro che si sono subito attivati per le ricerche e per soccorrere gli altri componenti dell’equipaggio dell’imbarcazione. Purtroppo per Riccardo non c’è stato nulla da fare. In sua memoria, come Comune, abbiamo deciso che prima delle Regate del Redentore, che si svolgeranno nel pomeriggio nel canale della Giudecca, osserveremo un minuto di silenzio».








«L’arte è per noi inseparabile dalla vita: diventa arte-azione e come tale è sola capace di forza profetica e divinatrice», scriveva nel 1919 in Democrazia futurista, Filippo Tommaso Marinetti. Lo storico dell’arte tedesco Konrad Fiedler andava oltre paragonando l’artista al «pensatore rivoluzionario che si oppone all’opinione dei contemporanei e annuncia una nuova verità». Può dunque l’arte prescindere dalla crisi climatica, una delle vere emergenze che stiamo vivendo? Lettera43 crede di no e per questo vi propone tre opere da visitare che ruotano attorno alla tutela del nostro habitat.
Ai piedi delle Pale di San Martino, a 90 chilometri da Trento, si trova Mezzano di Primiero, borgo che ha scommesso sulla creatività per valorizzare la montagna e le sue tradizioni. Le tipiche cataste di legna sono state trasformate in vere e proprie installazioni: sono ormai una trentina le sculture realizzate con i ciocchi, talvolta colorati, che ripropongono momenti e oggetti legati alla quotidianità contadina, come il telaio, la fisarmonica, i fiori, le pannocchie, la clessidra, le scene evocate dalle canzoni popolari. Le opere sono collocate nei fienili, accanto alle abitazioni, nei prati, lungo i vicoli, nella piazzetta. Al percorso di Cataste&Canzei, termine dialettale che descrive l’insieme di ceppi, si è appena aggiunto Benvedersi Gli autori Renzo Zugliani e Holz Primiero hanno realizzato una sorta di cornice che invita a farsi un selfie, promettendo di “benvedersi” quando la si ritroverà in un posto differente. Tutto rigorosamente in legno (www.mezzanoromantica.it).
Gioca tutto sul confronto fra materiali e colori il percorso Tellurica, allestito alla Gam di Roma con opere site-specific. Se Pino Genovese utilizza legno di recupero, raccolto nel sottobosco o sulle spiagge, Alberto Timossi ricorre a Pvc rosso. I due artisti, che hanno in comune il gusto di creare all’aperto e su ampia scala, hanno progettato un itinerario verso l’interno del museo. All’ingresso è collocata Innesto, in cui si incrociano un elemento vermiglio e un ramo che tendono verso l’alto. Si arriva poi al corridoio delle sculture, con fotografie dal fondo rosso su cui si stagliano delle fronde, e quindi all’installazione del chiostro giardino, pensata per dialogare con l’ambiente cinquecentesco: partendo dalla convivenza fra materiale naturale e sintetico, l’opera lignea tondeggiante, con qualche colata carminio, si pone fra dimensione arcaica e contemporanea. (www.galleriaartemodernaroma.it Fino al 15 ottobre).

Mixa memoria e ambiente Massi erratici, il lavoro monumentale esposto dal 12 luglio alle Praterie di Porta Caccetta, al Parco Reale di Capodimonte (Napoli). L’installazione, a cui l’artista partenopea Marisa Albanese stava lavorando nel 2021 prima di morire, è una sorta di totem realizzato con pietre e resti dei bombardamenti subiti dalla città nel 1943, emersi all’interno del Bosco durante i lavori di restauro del giardino storico. Un’opera che è un inno al recupero, e dà nuova vita a elementi di scarto in piena sintonia con la natura e l’ambiente circostante. Fra le pietre, che disposte in orizzontale e in verticale formano una struttura dinamica e slanciata verso l’alto, spiccano due combattenti, una in marmo di Carrara e l’altra in marmo bardiglio (capodimonte.cultura.gov.it).