
Giorgia Meloni commenta la notizia della condanna, da parte dei giudici egiziani, a Patrick Zaki, affermando che l'impegno del governo "per una soluzione positiva del caso non è mai cessato" e di avere "ancora fiducia".
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Un cittadino americano è stato arrestato dopo aver attraversato il confine tra la Corea del Sud e la Corea del Nord. La notizia si è diffusa nelle ultime ore e originariamente sembrava si trattasse di un turista statunitense. In realtà, come confermano funzionari Usa, si tratta di un soldato. Restano da chiarire il modo in cui ha superato la frontiera, controllata e fortificata, e soprattutto il motivo per cui l’ha fatto. Associated Press rivela che l’uomo si trova in custodia e che i vertici delle Nazioni Unite sono già al lavoro per risolvere l’incidente diplomatico con il Paese guidato da Kim Jong-un.

L’Onu ha comunicato che l’americano si trovava in visita al villaggio di confine di Panmunjom. Poi l’attraversamento senza autorizzazione. Nell’area, situata all’interno della zona smilitarizzata tra le due Coree, si trovano comandi sia delle Nazioni Unite sia della Corea del Nord, proprio per supervisionare il passaggio. Si tratta di una meta che ogni anno attira molti turisti: lì fu infatti firmato l’armistizio del 1953 che pose fine alla Guerra di Corea. Non a caso nei decenni vi si sono registrati numerosi incidenti. Spesso i soldati nordcoreani hanno aperto il fuoco per ostacolare la fuga dei disertori. Nell’agosto 1976 l’episodio più grave: due ufficiali dell’esercito americano furono uccisi a colpi di ascia.

Sembra improbabile che si tratti di un disertore. Dalla fine della guerra di Corea si sono registrati pochissimi casi di cittadini americani o sudcoreani che hanno tentato la fuga verso la Corea del Nord. Al contrario, sono stati oltre 30 mila i cittadini scappati dalla repressione di Pyongyang e dalle difficoltà economiche. Non si tratta del primo soldato americano arrestato in Corea del Nord. Altri sono stati fermati negli ultimi anni, sempre arrivati dalla Cina e poi rispediti negli Stati Uniti. In Corea del Sud si trovano circa 28 mila soldati statunitensi. Il dipartimento di Stato Usa vieta ai cittadini statunitensi di entrare nella Corea del Nord «a causa del continuo grave rischio di arresto e detenzione a lungo termine». La stretta dopo la morte dello studente Otto Warmbier arrestato dalle autorità di Pyongyang durante una visita nel 2015. Morì nel 2017, pochi giorni dopo essere stato rilasciato ed essere tornato negli Stati Uniti in coma.
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«Tutto è pronto! Si inizia». È la nuova vita di Barbara Saltamartini, tre legislature alle spalle tra Popolo delle libertà e Lega, che, chiuse le porte della Camera, ha aperto agli inizi di luglio quelle del Bogart, bistrot nella città umbra di Terni. Un locale che, leggendo le cronache locali, potrebbe diventare luogo di ritrovo per gli iscritti e simpatizzanti di Fratelli d’Italia. Perché? Saltamartini, come detto, ha una lunga carriera politica alle spalle. Consigliera provinciale a Roma con Alleanza nazionale, poi alla Camera per tre legislature, tra Popolo della libertà, Nuovo centrodestra e infine l’approdo nella Lega di Matteo Salvini. Proprio per il Carroccio è stata commissaria del partito a Terni per poi mancare la rielezione in parlamento, anche a causa di una posizione in lista non benevola.

Una delusione, che nonostante le smentite di rito, l’ha allontanata dal mondo leghista. «Sapere quando andare via è saggezza. Essere in grado di farlo è coraggio. Andare via a testa alta è dignità. E quel momento è arrivato… lo faccio non senza dispiacere, ma ormai consapevole che un ciclo si è chiuso. Politicamente e umanamente ho dato tutta me stessa a un progetto che oggi è ben diverso da quello a cui avevo aderito», aveva scritto su Facebook a dicembre 2022. «Non rinnego le scelte fatte, né l’impegno profuso… ma prendo atto che oggi il mio piccolo contributo non è più necessario. So che questa scelta susciterà le peggiori malelingue, ci sarà chi prontamente legherà questa mia decisione alla non elezione in parlamento, non importa. Chi mi conosce sa che mai ho agito o scelto per convenienza personale, anzi l’ho sempre fatto perché credevo fosse la cosa giusta anche quando tutti erano altrove e magari mi davano della folle. Oggi, dopo mesi di silenzio, è venuto meno quel rapporto di reciproca fiducia. Non screditerò chi fino a ieri ha avuto stima di me, né mi permetterò di giudicare certe scelte, non è questo il mio stile politico. Ma da oggi, da donna libera quale sono, scelgo di non rinnovare la tessera della Lega. Scelgo di proseguire la mia strada diversamente ma sempre e saldamente ancorata alle mie radici, a ciò in cui credo e per cui continuerò a battermi a prescindere dal ruolo, dalla tessera di partito, dalla professione».

Stando a quanto si legge nelle cronache locali, la Lega ternana è un vero subbuglio. Sono lontani i fasti del quasi 30 per cento del 2018. Molti dei protagonisti di quella stagione si stanno allontanando dal Carroccio. Come Daniele Carissimi e l’ex sindaco di Attigliano Daniele Nicchi. E come proprio l’ex primo cittadino di Terni, Leonardo Latini, dato molto vicino proprio a Saltamartini. Da tempo si inseguono le voci di un passaggio di Saltamartini a Fratelli d’Italia (anche se in realtà sarebbe un ritorno a casa, visto gli esordi con An). E non sono in pochi che la incitano al cambio di casacca sulla sua bacheca Facebook. Si vedrà. Magari se ne parla davanti a un drink al Bogart.
Gina Lollobrigida sarà ancora una volta protagonista alla Mostra del Cinema di Venezia. La Biennale ha deciso di dedicare alla diva, scomparsa a gennaio all’età di 95 anni, la preapertura dell’80esima edizione del festival, in programma il 29 agosto alle 21 in sala Darsena. In prima mondiale arriveranno infatti le versioni restaurate di Portrait of Gina in cui Orson Welles intervista diverse celebrità del cinema italiano, tra cui la stessa Lollo, e de La provinciale, tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia e diretto da Mario Soldati. Il 30 agosto con il film Challenger di Luca Guadagnino si aprirà il cartellone della kermesse, in programma fino al 9 settembre. Atteso per il 25 luglio il calendario completo dei film in concorso per il Leone d’Oro, su cui probabilmente peserà l’assenza degli attori hollywoodiani in sciopero.
I due film fanno parte del programma Venezia Classici e rientrano in un progetto di iniziative ideato dal sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni e dalla Presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia, che comprende due mostre fotografiche a Venezia e Roma. Previsto anche un premio speciale per i giovani talenti che sarà presentato durante la Mostra del Cinema. Portrait of Gina è un episodio pilota di 27 minuti che Orson Welles girò nel 1958 per una serie di Abc, lasciata però incompiuta. Inedito fino al 1986, venne presentato proprio a Venezia in occasione del primo anniversario della morte del regista americano. Nel breve filmato, Welles intervista non solo Gina Lollobrigida, ma anche Vittorio De Sica, Paola Mori e Anna Gruber. «Non è propriamente un documentario», disse lo stesso cineasta nel 1958. «Piuttosto un saggio personale che, nella tradizione del diario, cerca solo di non dire bugie».

Per quanto riguarda La provinciale, si tratta del dramma con cui Mario Soldati adattò nel 1953 l’omonimo romanzo di Alberto Moravia. Gina Lollobrigida compare nei panni della protagonista Gemma, dando vita a quella che la Biennale ha definito «una delle migliori interpretazioni della sua carriera». Donna di umili origini, figlia di un affittacamere, si innamora del ricco giovane Paolo (Franco Interlenghi). Non può però sposarlo in quanto scopre che si tratta di un fratellastro illegittimo, pertanto si rassegna a convolare a nozze con un professore per cui però non prova nulla. Su ricatto della contessa Elvira (Alda Mangini), finirà per divenire amante di un certo Vittoni (Renato Baldini). Per il restauro è stato utilizzato il negativo originale, integrato con un controtipo per sopperire ai fotogrammi mancanti o danneggiati.
Mercoledì 19 luglio Giorgia Meloni non parteciperà alla fiaccolata serale in via D’Amelio, storicamente organizzata dalla destra in ricordo di Paolo Borsellino, a 31 anni dalla strage. La premier prenderà parte solo alla cerimonia ufficiale alla caserma Lungaro. La scelta sembra sia stata presa per ridurre il rischio di contestazioni durante il corteo palermitano. Domenica 16 luglio era stata la stessa Meloni ad assicurare la propria presenza: «Non sono mai mancata alle commemorazioni di Paolo Borsellino».

I timori sono sorti dopo le polemiche sollevate dalle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio sull’abolizione del concorso esterno in associazione mafiosa. «Non vi è alcun cedimento nella lotta contro la mafia, ma c’è un’esigenza di certezza del diritto perché insisto nel dire che la stessa parola “concorso esterno” è un ossimoro, un ossimoro così evidente che parte da una contraddizione lessicale della lingua italiana», aveva spiegato il Guardasigilli. «Concorrere deriva da concurrere, correre insieme, stare insieme, stare dentro, mentre estraneo deriva da extra, stare fuori, quindi non ha senso mettere insieme chi sta dentro con chi sta fuori, o si sta dentro o si sta fuori». Parole che la stessa Giorgia Meloni ha sconfessato poche ore dopo: «Mi concentrerei attualmente su altre priorità».

Giorgia Meloni è attesa a Palermo alle 8.45. La presidente del Consiglio deporrà all’interno dell’ufficio scorte della caserma Lungaro una corona d’alloro, per la prima parte della cerimonia. In mattinata ci sarà anche un tavolo per l’ordine e la sicurezza. Poi lascerà la città. Oltre al corteo serale in via D’Amelio si terrà alle 15 la manifestazione organizzata dall’Arci e da altre associazioni non riconducibili ai partiti di governo. Si partirà dall’albero Falcone e sarà presente anche Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso.










Il peschereccio Orizzonte, della marineria di Siracusa, è stato attaccato in acque internazionali da una motovedetta libica, che ha esploso contro numerosi colpi di mitra. Un’unità della marina militare italiana è intervenuta – anche con il suo elicottero – per sventare un possibile sequestro. L’imbarcazione, lo ha reso noto la Farnesina, sta facendo rientro in Italia.
Secondo quanto trapelato, la motovedetta avrebbe sparato contro l’imbarcazione italiana perché i militari africani riteneva che stesse pescando dentro la zona marittima esclusiva libica. Stando a quanto riferito da Fabio Micalizzi, presidente della Federazione armatori siciliani, dopo gli spari l’Orizzonte sarebbe rimasto in balia del mare per la rottura del timone, danneggiato dai colpi di mitra. «L’equipaggio e il comandante del peschereccio sono stati miracolosamente in grado di mettersi in salvo, ma l’imbarcazione è ingovernabile. In questo momento è fondamentale fornire un intervento tempestivo e adeguato per salvare il peschereccio e assicurare la sicurezza di tutti i membri dell’equipaggio». A dare ulteriori particolari Nino Moscuzza, armatore del motopesca, che ha parlato con l’Agi: «È stata danneggiata la cabina di comando, per non parlare del timone della barca. Sono saliti a bordo, sottraendo la scheda del telefono satellitare, per cui non è stato possibile comunicare nell’immediato».

Ricevuto l’allarme, l’ambasciata d’Italia a Tripoli è intervenuta immediatamente con la presidenza del governo libico e il comando della guardia costiera locale. Sul posto è arrivato per una prima ricognizione un elicottero italiano, seguito da una nave militare italiana. L’equipaggio dell’Orizzonte è stato tratto in salvo e l’imbarcazione, lo ha reso noto la Farnesina, sta facendo rientro in Sicilia. Micalizzi ha annunciato che la Fas «si riserva il diritto di denunciare le autorità libiche e i membri dell’equipaggio della motovedetta, che pare essere stata donata dall’Italia, per questo gravissimo attacco».
Il dj presente a casa di Leonardo La Russa nella notte tra il 18 e il 19 maggio, durante la quale una 22enne avrebbe subito abusi sessuali dal figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa, è stato identificato. Gli investigatori hanno dato un nome e un cognome al ragazzo nella tarda sera del 17 luglio, ma la sua identità non è stata rivelata. Secondo La Verità, ripreso da Repubblica, si tratterebbe di un 24enne, che a breve potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati. Leonardo aveva rivelato alla ragazza che anche il dj ha avuto rapporti sessuali con lei «sotto l’effetto di stupefacenti».

Per arrivare all’identificazione, la procura ha raccolto anche le testimonianze dei gestori della discoteca e di molti dei presenti alla serata del 18 maggio. I pm hanno cercato il giovane già dalle ore successive alla denuncia presentata il 29 giugno dall’avvocato della ragazza, Stefano Benvenuto. Lei non ricorda niente di quanto successo durante la notte né di averlo visto al risveglio in casa. Ma è stato lo stesso Ignazio La Russa a parlare di altri due ragazzi la mattina dopo, oltre al figlio e alla giovane. Si attende ora la decisione del pm Rosaria Stagnaro e dell’aggiunto Letizia Mannella, che potrebbero decidere di iscrivere il dj nel registro degli indagati. E se così sarà, potrebbe scattare l’ipotesi di reato di violenza sessuale di gruppo.
Nella denuncia la ragazza parlava di avere «ricordi della notte vaghi in quanto drogata. L’unico dato certo che posso riferire è che Leonardo mi ha dato un drink, mi ha portato a casa sua, senza che io fossi nelle condizioni tali da poter scegliere». Poi un altro riferimento al figlio del presidente del Senato: «Ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali, lui e l’amico, sempre a mia insaputa».
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Disney ancora una volta al centro delle polemiche. Dopo la scelta di Halle Bailey per il ruolo di Ariel nel live action La Sirenetta, a far discutere sono stavolta le novità per Biancaneve, nuovo adattamento della fiaba dei fratelli Grimm atteso per marzo 2024. Il Daily Mail ha infatti condiviso in Rete alcuni scatti dal set del film, presentando i due cambiamenti più significativi in nome del politically correct. Addio ai sette nani, sostituiti da «creature magiche della foresta», e al principe. Stavolta la protagonista si salverà da sola. Disney ha però smentito la notizia, parlando di scatti fake e chiedendone il ritiro al giornale che, invece, ne ha confermato l’attendibilità. Sotto accusa il casting di Rachel Zegler, americana di origini colombiane, nei panni della protagonista. «Discorsi senza senso», ha risposto l’attrice sui social.
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La scelta di abbandonare il principe azzurro conferma la tendenza delle ultime produzioni Disney Pixar. Già Elsa in Frozen e Merida in Ribelle – The Brave avevano iniziato a mettere da parte l’amore romantico per dare risalto a un carattere combattivo e una storia di rivincita personale. La novità più discussa sui social però è indubbiamente l’assenza dei sette nani in virtù di personaggi più linea con i tempi moderni. Una decisione che farà felice Peter Dinklage, celebre volto di Tyrion Lannister ne Il Trono di Spade, che a gennaio 2022 aveva descritto Biancaneve come una «storia dannatamente arretrata». La sua protesta faceva riferimento alla rappresentazione dei sette coprotagonisti della storia, descritti come anziani di poca intelligenza che vivono nelle caverne. «Se scelgono un’attrice latino-americana per il ruolo principale, non ha proprio senso mantenere intatta quella trama» aveva sbottato Dinklage. «Non possono essere progressisti solo in parte».

Su Twitter ha parlato anche Rachel Zegler, facendo appello ai propri follower per aiutarla a non leggere le polemiche per il suo casting. «Apprezzo moltissimo l’amore di chi mi difende online», ha precisato l’attrice. «Vi prego di non taggarmi nei discorsi senza senso per la mia presenza nel film. Non voglio vederli». Ha poi aggiunto alcune foto che la ritraggono da piccola con il costume di Biancaneve. «Spero che ogni bambina sappia che può diventare una principessa», ha concluso l’attrice. Immediato il sostegno da parte proprio di Halle Bailey, nel mirino della critica per la sua performance ne La Sirenetta. «Ti amiamo così tanto», ha postato online condividendo il tweet. «Sei davvero la principessa perfetta».
extremely appreciative of the love i feel from those defending me online, but please don’t tag me in the nonsensical discourse about my casting.
i really, truly do not want to see it.
so i leave you w these photos! i hope every child knows they can be a princess no matter what pic.twitter.com/AU5PjJutK5
— rachel zegler (she/her/hers) (@rachelzegler) July 15, 2023
Biancaneve è solo l’ultima storia a subire le modifiche del politically correct. In precedenza era toccato a La Sirenetta per la scelta di Halle Bailey, attrice nera, nel ruolo di Ariel. Una decisione che ha fatto storcere il naso soprattutto al pubblico di Corea del Sud, Giappone e Cina che ha deciso di boicottare il film al cinema. «La fiaba con cui sono cresciuto è rovinata», ha commentato un utente online. «È ormai irriconoscibile». Nel 2021 invece era finito nel mirino della critica il musical Cenerentola per la scelta di scritturare l’attore gay Billy Porter nei panni della Fatina. «La magia non ha genere», aveva spiegato l’interprete. «I giovani sono pronti al cambiamento». La decisione aveva suscitato l’indignazione di Matteo Salvini, che su Facebook aveva commentato: «Sono il solo a pensare che siamo alla follia?».
Nel febbraio 2023 la casa editrice Puffin aveva deciso di riscrivere alcune parti dei racconti di Roald Dahl, tra cui La Fabbrica di cioccolato. In accordo con gli eredi dell’autore, gli Oompa Loompa da «nani» sono diventati «piccole persone», mentre Augustus Gloop è descritto come «enorme» e non «enormemente grasso». Novità anche per Matilda: la signorina Trinciabue da «femmina formidabile» è divenuta «donna formidabile». Il politically correct ha influito anche sulle ristampe dei romanzi di Ian Fleming su James Bond e sulle opere di Agatha Christie con protagonista Hercule Poirot per eliminare termini offensivi e razzisti.
E’ stato uno dei primi partigiani a salire a Monte Morello nel novembre del 1943 per opporsi all’occupazione nazi-fascista, contribuendo alla liberazione di Firenze, oltre che uno degli ultimi appartenenti alla Resistenza fiorentina ancora in vita. Leandro Agresti, nome di battaglia Marco, è morto a Firenze all’età di 99 anni. La notizia è stata confermata nella mattinata di martedì 18 luglio dall’Anpi.

Dario Nardella, il sindaco di Firenze, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Agresti: «Conoscevo bene Leandro, il partigiano Marco come si faceva chiamare. Avevamo fatto insieme molti incontri nelle scuole per parlare della lotta della Resistenza e della liberazione della nostra città. Un uomo di profondi valori democratici, con lo sguardo sempre rivolto ai giovani e al futuro. Nostro compito adesso è di portare avanti i suoi ideali di libertà e democrazia perché nessuno dimentichi mai e perché fatti tanto terribili non si ripetano».
Federica Petti, vice sindaca e assessora alla Cultura, ha dichiarato: «Leandro ha contribuito a portare i valori della Resistenza, dell’antifascismo e della democrazia nelle scuole, raccontando ai ragazzi la sua esperienza in modo che possano adesso essere gli ambasciatori di questi valori. Leandro è rimasto un punto di riferimento per l’Anpi. La sua figura ci mancherà».
La Curva Nord dell’Inter si scaglia contro Romelu Lukaku. L’intreccio di mercato che vede protagonista l’attaccante belga, vicino al ritorno a Milano a titolo definitivo ma poi sparito dai radar per accordarsi con la Juventus, sembra non voler arrivare a una conclusione. Gli ultras nerazzurri hanno deciso di prendere nuovamente posizione con un durissimo comunicato, proprio in virtù delle voci del presunto approdo di Lukaku in bianconero. Nella nota il gigante belga viene accusato di aver «tradito tutti noi» e «pugnalato come il miglior Bruto».
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Gli ultras nel comunicato scrivono: «Chi ti ha tradito tornerà a farlo. Non perché ci prova gusto, ma perché è nella sua indole. Già perché tu, Romelu, hai tradito tutti noi. Noi che ti abbiamo difeso a spada tratta durante il tuo periodo no. Noi che ti abbiamo difeso quando i tifosi della squadra che ti ha cercato ti hanno deriso. Ora ci ripaghi con una pugnalata degna del miglior Bruto. Hai baciato quello stemma che per noi vale più della nostra vita e ora come un vile mercenario da quattro soldi ti vendi al miglior offerente. Prima di essere campioni bisogna essere uomini e tu non lo sei. Lukaku, addio infame». La Juventus non viene mai nominata se non per il riferimento ai fischi e ai cori razzisti ricevuti dall’attaccante durante la semifinale d’andata di Coppa Italia di quest’anno.

Lukaku viene attaccato duramente dalla Curva Nord a poco più di un anno dall’ultima volta. Durante l’estate 2022 i dirigenti dell’Inter hanno intrapreso una lunga trattativa con il Chelsea per riportarlo in prestito a Milano. E ci sono riusciti, ma non prima di uno scontro con i tifosi che non avrebbero voluto il ritorno dell’attaccante in nerazzurro. La frattura tra Lukaku e il tifo interista è nata 12 mesi prima, quando il centravanti ha fatto di tutto pur di tornare in Inghilterra e lasciare l’Italia, approdando poi al Chelsea. Nel comunicato si leggeva che «è stato sostenuto (e trattato) come un Re, ora è uno come tanti».

Il gruppo Wagner ha annunciato la chiusura del poligono militare di Molkino, nella regione di Krasnodar, che fino all’ammutinamento di fine giugno è stata la principale base della milizia paramilitare nel sud della Russia. Un filmato condiviso dal canale Telegram Razgruzka Vagnera mostrava i combattenti del gruppo fondato da Yevgeny Prigozhin mentre abbassano cerimoniosamente la bandiera della brigata e il tricolore della bandiera russa.

«La base cessa di esistere. La Wagner sta partendo per nuove aree di schieramento», ha detto uno dei combattenti davanti alla telecamera, senza specificare la destinazione finale dei miliziani, sul cui futuro continua a esserci poca chiarezza. Un altro soldato ha dichiarato che il centro di addestramento di Molkino, noto in passato per il suo utilizzo per la preparazione dell’esercito russo e delle forze della Repubblica popolare di Donetsk e della Repubblica popolare di Luhansk, sospenderà le operazioni entro il 30 luglio. In base all’accordo mediato da Alexander Lukashenko ai soldati della Wagner è stato concesso di trasferirsi in “esilio” in Bielorussia, senza ritorsioni da parte del Cremlino per il tentato golpe.

Secondo il ministero della Difesa ucraino, più di 700 combattenti della Wagner si sono già stabiliti in Bielorussia, per la precisione nel campo militare di Asipovichy, a circa 90 chilometri a sud-est della capitale Minsk. Un gruppo di monitoraggio bielorusso, che tiene traccia dei movimenti delle truppe, ha detto che alla base è arrivato un convoglio di oltre 100 veicoli. Le autorità di Minsk hanno reso noto che i combattenti della Wagner agiranno come istruttori militari per le forze di difesa territoriale del Paese. Secondo il think tank statunitense Institute for the Study of War, i mercenari continueranno probabilmente a ridistribuirsi da Molkino alla Bielorussia nel corso di agosto.

Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ospite a 24Mattino su Radio24 ha dichiarato: «Il 5 in condotta determinerà la bocciatura e la non ammissione alla maturità» spiegando che «Nelle scuole secondarie di primo grado il voto di condotta tornerà a fare media, nelle scuole superiori invece influirà sui crediti per la maturità».

Il ministro ha poi affermato che occorre «Riportare nelle scuole la cultura del rispetto e ridare autorevolezza ai docenti». Per farlo non basta partire «soltanto dal contratto e dalla difesa legale» ma è necessario far «valere di più la condotta». Valditara ha specificato che «Il 6 in condotta comporterà l’essere rimandati a settembre, ed essere quindi interrogati sui valori di cittadinanza, sulla Costituzione, su quella che si definisce educazione civica in senso lato».
Durante l’intervista, il ministro ha parlato delle novità riguardo la sospensione: «Abbiamo cambiato radicalmente l’istituto della sospensione, prima essere sospesi significava stare a casa, quindi meno scuola. Io ritengo invece che il bullo, chi ha violato determinate regole di comportamento debba fare più scuola, se si tratta di sospensioni brevi si è sospesi dalla classe e non dalla scuola e quindi si faranno approfondimenti, si studierà di più in quella scuola».
Nel caso di sospensioni per fatti più rilevanti, saranno previste «attività di cittadinanza solidale, i cosiddetti lavori socialmente utili, a seguito di convenzioni con ospedali, mense per poveri, Caritas». E conclude: «Vogliamo che il ragazzo sia consapevole dei valori di solidarietà e partecipazione a una comunità».
Micaela Ramazzotti ha davvero un nuovo fidanzato? Questa domanda, almeno per il momento, non ha una risposta certa. Eppure, c’è chi pensa che alcuni scatti recenti possano lasciare intuire che in questo ultimo periodo l’attrice abbia effettivamente iniziato a frequentare un volto che in molti ricorderanno per essere stato in passato nel cast del programma Mediaset Tamarreide.
A svelare in anteprima la nascita di questa presunta coppia è stato il sito Dagospia, tutto questo mentre nel frattempo (come riporta anche Fanpage) sui social del personal trainer sono apparse alcune foto dello sportivo accanto a Micaela Ramazzotti, mentre sono entrambi intenti a prendere il sole insieme in spiaggia. Al momento, in ogni caso, conferme ufficiali da parte della diretta interessata non ce ne sono, anche se l’attrice starebbe lavorando in questo periodo proprio insieme a Palitto ad un nuovo progetto cinematografico.

Palitto, che all’apparenza mostra un’aria da vero duro con tanto di muscoli sempre in bella vista e tatuaggi su gran parte del corpo, è stato in passato uno dei protagonisti di un irriverente reality Mediaset ad alto contenuto di trash. Tifoso romano sfegatato, sembra che da ormai diverso tempo sogni di poter sfondare, un giorno, nel mondo del cinema. Al momento, in effetti, un paio di piccoli ruoli è riuscito ad ottenerli: il primo è stato nel film Siccità di Paolo Virzi (l’ex della stessa Ramazzotti), in Il Campione e in Tutti i santi giorni. La notizia non è ancora confermata, ma sembra per l’appunto che Pallitto sarà uno dei protagonisti del film diretto da Micaela Ramazzotti e intitolato Felicità. Rispetto al suo attuale rapporto con l’attrice e regista, Dagospia ha commentato: «Una sbornia di passione a tratti inspiegabile, visti i profili apparentemente inconciliabili. Chissà che la singolare convergenza tra i due, non sia stata agevolata dalle comuni radici romanesche. Lui dell’Appio, lei dell’Axa: l’amore punta al cuore anzi alla coratella».
Patrick Zaki è stato condannato a tre anni di carcere. Questa è la sentenza pronunciata dai giudici al tribunale egiziano di Mansoura, dove si è tenuta nella mattinata del 18 luglio l’udienza. Lo studente e attivista dell’Università di Bologna arrestato nel 2020 è stato portato via dall’aula direttamente dal passaggio collegato alla gabbia degli imputati. Fuori aspettavano la madre, la fidanzata e un’amica del ragazzo, tutte rimaste incredule al momento della sentenza. Il clima si è anche acceso, prima a causa delle grida delle donne e poi per un diverbio con un avvocato, che avrebbe spintonato l’amica di Zaki. Lo studente dovrà restare in carcere altri 14 mesi, avendone già scontati 22.

Il 9 maggio scorso era scattato il decimo rinvio dell’udienza. Fuori dal tribunale di Mansoura, Zaki ha dichiarato: «Non perdo la speranza di tornare a Bologna». E ha anche ringraziato gli italiani: «Voglio ritornare presto. Sono felice per i messaggi di sostegno dall’Italia, che mi aspetta, e non perderò la speranza». Dura la denuncia di Amnesty Italia: «Una condanna scandalosa per un reato che Patrick non ha commesso», ha commentato in un video postato sui social Riccardo Noury. «Tutte le possibilità per tirarlo fuori vanno esplorate. Il governo italiano intervenga».
Patrick Zaki è stato condannato a tre anni di carcere. Un verdetto scandaloso. Dopo 22 mesi di carcere durissimo e un processo iniziato più di un anno fa, l’immagine di Patrick trascinato via dall’aula del tribunale di Mansura è terrificante. Ora più che mai #FreePatrickZaki pic.twitter.com/jtSIwcsrDg
— Amnesty Italia (@amnestyitalia) July 18, 2023
La condanna arriva a meno di due settimane dalla laurea conseguita all’Università di Bologna. Zaki è diventato dottore nel Master Gemma in Women’s and Gender Studies, con 110 e lode e una tesi discussa in videocollegamento dall’Egitto. Alla consegna della tesi, il 18 giugno, l’attivista aveva sperato di poterla discutere a Bologna, ma le autorità egiziano non gli hanno consentito di lasciare il Paese. L’arresto di Patrick Zaki risale al 20 febbraio 2020. Da lì 22 mesi di prigionia e un lungo processo, con l’accusa di diffusione di notizie false.


Michela Quattrociocche, nata a Roma il 3 dicembre 1988, è un’attrice italiana. È famosa soprattutto per il ruolo di Niki in Scusa ma ti chiamo amore, regia di Federico Moccia (2008) e Scusa ma ti voglio sposare sempre di Moccia (2010).
Appassionata fin da piccola alla recitazione, dopo il diploma linguistico nel 2007 è stata scelta per il ruolo di protagonista, accanto a Raoul Bova, del film Scusa ma ti chiamo amore, trasposizione dell’omonimo romanzo di Federico Moccia. Tre anni dopo ha ripreso il ruolo per il continuo, Scusa ma ti voglio sposare. Nel 2009 l’attrice è tornata al cinema nel cinepanettone Natale a Beverly Hills di Neri Parenti, girando poi Una canzone per te, regia di Herbert Simone Paragnani e Sharm el Sheikh – Un’estate indimenticabile, regia di Ugo Fabrizio Giordani. Nel 2010 è stata protagonista del videoclip della canzone L’applauso del cielo dei Lost che fa parte della colonna sonora del film Una canzone per te.

Nel 2015 è stata protagonista, insieme ad altre star del cinema italiano, del videoclip della canzone Perché? di Alex Britti, iniziativa promossa da Weworld contro la violenza sulle donne. Burraco fatale, regia di Giuliana Gamba (2020), è uno degli ultimi film in cui l’attrice ha recitato.
Per alcuni anni Michela è stata fidanzata con l’attore e cantautore Matteo Branciamore (famoso per interpretare Marco ne I Cesaroni). Il 4 luglio 2012, però, l’attrice si è sposata con il calciatore Alberto Aquilani, da cui ha avuto due figlie, Aurora nata il 18 aprile 2011 e Diamante, nata il 3 novembre 2014. L’11 maggio 2020 la coppia ha annunciato la separazione. Dall’estate del 2020 Quattrociocche è legata a Giovanni Naldi, rampollo di un’importante famiglia di albergatori che vanta tra i suoi possedimenti anche il Parco dei Principi di Roma, l’Hotel Splendide Royal Roma, l’Hotel Splendide Royal Lugano e l’Hotel Splendide Royal Parigi. L’attrice l’ha conosciuto mentre si allenava nella palestra di uno degli hotel di sua proprietà nella Capitale.