
A Fanpage.it Valentina Cernoia ha parlato del modo in cui l’Italia si è preparata ai Mondiali femminili 2023, facendo un appello importante anche a tutti gli appassionati di calcio azzurri.
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Stasera 19 luglio 2023, alle ore 21.25, va in onda sul canale Nove il film Benvenuto Presidente uscito al cinema nel 2013. Diretto da Riccardo Milani con la sceneggiatura di Fabio Bonifacci, è interpretato tra gli altri da Claudio Bisio, Giuseppe Fiorello, Massimo Popolizio e Kasia Smutniak.

La trama è ricca di intrecci e situazioni grottesche. In un piccolo paesino di montagna, vive un uomo con un nome e un cognome particolari: Giuseppe Garibaldi (Claudio Bisio). L’uomo è conosciuto da tutti come Peppino e trascorre le sue giornate dedicandosi ai passatempi che ama: la pesca e lavorare in biblioteca intrattenendo i bambini. Giuseppe non prende troppo sul serio la vita e viene considerato da tutti un inguaribile ottimista. Il rapporto con suo figlio Piero (Michele Alhaique) però non è dei migliori: il giovane lo considera un fallito anche perché Peppino lavora con un contratto precario e a suo dire non ha mai realizzato qualcosa di importante nella vita. Tuttavia, un giorno accade qualcosa che cambierà il suo destino: viene eletto per una serie di equivoci Presidente della Repubblica Italiana.
Giuseppe dopo essere stato eletto viene sottratto dalla sua routine tranquilla e portato a Roma, dove dovrà svolgere il suo nuovo ruolo. Ovviamente, inizialmente si sentirà inadeguato a questa posizione e farà di tutto per ritornare al suo piccolo paese. Ad aiutarlo a muovere i primi passi a Palazzo ci sarà la bella e capace Janis Clementi (Kasia Smutniak), vice segretario generale della Presidenza della Repubblica. Dopo qualche tempo, Giuseppe accetterà la sua nuova vita e metterà in pratica alcune soluzioni da lui pensate che alla politica sembrano strampalate e stravaganti. Le idee di Peppino però funzioneranno. Tutto sembrerà andare per il meglio fino a quando Giuseppe Garibaldi non sarà costretto a scontrarsi con i leader politici e con i «poteri forti».
Il film ha ottenuto tre nomination ai Nastri d’Argento 2013. La commedia è stata candidata nelle categorie Miglior commedia, Miglior soggetto e Miglior attrice protagonista a Kasia Smutniak. Tuttavia, non è riuscita a vincere alcun premio e in particolare nella categoria Miglior commedia ha perso contro il film Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi.
Riccardo Milani a Cnvf.it ha spiegato «L’obiettivo era realizzare una favola leggera, una commedia che cercasse di essere popolare ma non populista. Cercando di non seguire l’onda lunghissima dell’antipolitica».

All’interno della pellicola ci sono i cameo di due veri giornalisti. Nel dettaglio, compaiono i giornalisti Helga Cossu e Roberto Tallei nella parte di loro stessi mentre sono alla conduzione di Sky TG24. Inoltre, nella pellicola compaiono anche Pupi Avati, Lina Wertmuller, Gianni Rondolino e Steve Della Casa in un breve ma divertente cameo.
Visto il successo ottenuto, la commedia ha infatti incassato quasi 9 milioni di euro, la produzione ha deciso di girare un sequel di Benvenuto Presidente. Il seguito ha debuttato al cinema nel 2019 e si intitola Bentornato Presidente. Claudio Bisio riprende il suo ruolo di protagonista ma questa volta ad affiancarlo c’è l’attrice di origini britanniche Sarah Felberbaum.



Sarebbe stato a quanto pare un corto circuito la causa di un grosso incendio che nella notte fra martedì 18 e mercoledì 19 luglio è scoppiato all’interno dell’ospedale San Martino di Genova.
La Direzione Sanitaria locale ha spiegato che le fiamme hanno iniziato a diffondersi proprio a causa di un malfunzionamento in un gruppo di continuità del nosocomio. Nonostante l’incendio sia stato rapidamente domato grazie all’immediato intervento dei vigili del fuoco, un fumo nero e denso ha invaso i locali del terzo piano, costringendo i medici a trasferire tutti i pazienti ricoverati in altri padiglioni. Le operazioni di spegnimento sono poi proseguite fino alle 6.30 di questa mattina.
#Genova, per tutta la notte #vigilidelfuoco impegnati nell’edificio principale dell’ospedale San Martino per un #incendio al 3º piano: a fuoco il gruppo di continuità, per fumo e mancanza di elettricità 56 pazienti portati in zona sicura. Intervento concluso all’alba #19luglio pic.twitter.com/xVbbqBIOKy
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) July 19, 2023
In base a quanto riportato dal Secolo XIX, che cita il Direttore Generale Marco Pioli, sembra che la messa in sicurezza dei presenti abbia previsto anche lo spostamento di almeno 16 pazienti dalla Rianimazione M3 (sita al 3° piano, sul lato levante del Monoblocco) al lato ponente del medesimo piano.
Intorno alle ore 10.00, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha confermato che l’incendio fortunatamente non ha avuto gravi conseguenze. «È stato definitivamente spento l’incendio divampato ieri sera tardi al terzo piano del Monoblocco del Policlinico San Martino di Genova», ha dichiarato il governatore. «Sono complessivamente 42 i pazienti trasferiti in sicurezza in altri reparti. Fortunatamente non si registrano né feriti né intossicati. Già in corso le operazioni di ripristino e per questa ragione oggi le sale operatorie del Monoblocco vascolari e cardiochirurgiche effettueranno solo interventi urgenti. Alle 12 in Sala Trasparenza di Regione Liguria il punto con i vertici del Policlinico San Martino».
È stato definitivamente spento l'#incendio divampato ieri sera tardi al terzo piano del Monoblocco del Policlinico San Martino di #Genova. Sono complessivamente 42 i pazienti trasferiti in sicurezza in altri reparti. Fortunatamente non si registrano né feriti né intossicati. pic.twitter.com/Rb2wefLoao
— Giovanni Toti (@GiovanniToti) July 19, 2023
Fedez cittadino modello. Nelle scorse ore, l’artista di Paranoia Airlines (accompagnato dalla sua assistente) si sarebbe a quanto pare reso protagonista di un gesto a modo suo nobile segnalando alle autorità un parcheggiatore abusivo a Milano.
La vicenda è stata raccontata in anteprima sulle pagine online di Repubblica, che si è occupata di ricostruire la vicenda. Tutto sarebbe accaduto martedì mattina, il 18 luglio scorso, quando l’artista si trovava insieme alla sua assistente in Via Doria, poco distante dalla Stazione Centrale di Milano. Nel corso dell’ultima settimana, Federico Lucia e la collega avevano a quanto pare notato un uomo che si aggirava in zona chiedendo insistentemente ai passanti soldi per poter parcheggiare le loro macchine. Pare che l’uomo in questione sia un 60enne senza fissa dimora, che vive in zona e sopravvive con piccoli espedienti. Dopo la segnalazione di Fedez, le autorità sono così passate all’azione, fermando il soggetto e scoprendo che all’interno del marsupio si portava dietro diverse banconote di piccolo taglio, oltre ad un elenco di targhe che corrispondevano a quelle delle aute parcheggiate in zona. L’uomo è stato dunque denunciato e multato, in quanto recidivo.
Negli ultimi giorni l’artista lombardo era nuovamente sparito nel nulla, dopo il silenzio social prolungato a causa dei problemi di salute che l’avevano colpito lo scorso febbraio. Da diverso tempo, infatti, Fedez non pubblica più nessuna Instagram Stories, né tantomeno video su TikTok. Le ultime volte che il suo affezionato pubblico l’ha visto è stato sul palco di alcuni dei recenti eventi musicali estivi, come il Battiti Live. Non sembra, in ogni caso, che ci sia nulla di cui preoccuparsi: proprio ieri, infatti, la moglie Chiara Ferragni ha pubblicato uno spensierato TikTok in compagnia del marito, che sembra essere più in forma che mai.
Gaetano Bono, il sostituto procuratore generale di Caltanissetta, in un intervento sul quotidiano Il Dubbio, si è espresso sulla separazione delle carriere dei magistrati: «Sono favorevole alla separazione delle carriere dei magistrati, purché realizzata a certe condizioni. Anzi se a tale questione ci si approcciasse con un atteggiamento più laico e sereno si potrebbe guardare alla riforma sulla separazione come a una grande opportunità per migliorare il sistema giustizia, a beneficio dei cittadini, ma anche degli stessi magistrati».

Bono ha inoltre affermato che «Così facendo l’associazione nazionale magistrati avrebbe la possibilità di dare il proprio contributo di tipo tecnico-giuridico in ordine alla salvaguardia di quelle garanzie che servono a preservare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, l’indipendenza della magistratura e, in definitiva, la libertà dei cittadini. Invece l’ANM continua a dirsi unanimemente contraria, rifiutando ogni alternativa al mantenimento dello status quo e assumendo toni apocalittici».
Nel suo intervento sul quotidiano, Bono ha specificato di comprendere «le critiche mosse dall’ANM» ritenendo «fondati i pericoli sul versante del ridimensionamento delle garanzie costituzionali attualmente in vigore» spiegando «Ciò che io contesto è l’imposizione di tabù e dogmatismi. Sostengo che non c’è alcun automatismo tra separazione delle carriere dei magistrati e assoggettamento al potere politico, poiché tutto dipende da come la riforma verrà realizzata».
Il sostituto procuratore è consapevole che si tratti di un «discorso complesso» e ha indicato «alcuni requisiti irrinunciabili» che il pubblico ministero dovrebbe continuare ad avere come «l’indipendenza dall’Esecutivo, l’obbligatorietà dell’azione penale, la terzietà e imparzialità rispetto alla polizia giudiziaria, la cultura della giurisdizione, l’inamovibilità, il governo autonomo (magari istituendo due C.S.M. l’uno per i giudici e l’altro per i P.M.), la distinzione tra magistrati solo per diversità di funzioni». Senza queste condizioni, ha concluso Bono «meglio rinunciare alla separazione e tenersi il sistema attuale, perché diventerebbe inevitabile la sottoposizione del P.M. all’influenza del potere politico».
Un uomo di 48 anni è stato sottoposto per cinque anni a Daspo, cioè il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, perché ritenuto responsabile di una brutale aggressione a un dirigente sportivo, avvenuta il 18 giugno all’Oratorio Sant’Ambrogio di Seregno (Monza) durante un torneo di calcio. A seguito della violenza, la vittima ha perso un rene.
Il provvedimento è stato emesso dal questore di Monza Marco Odorisio. In quell’occasione, durante la partita tra alcuni spettatori si era acceso un diverbio, degenerato poi in spintoni e strattoni. Per tentare di evitare che la situazione degenerasse, il dirigente calcistico della squadra di casa, l’ASD Polis SGP, era intervenuto per calmare gli animi. Così il 48enne lo ha aggredito alle spalle con un forte calcio al fianco sinistro, facendolo cadere a terra. Trasportato in ospedale a Desio (Monza), l’uomo è stato sottoposto a intervento chirurgico d’urgenza, con l’asportazione del rene sinistro.
Una volta accertata la gravità dei fatti, il questore ha adottato il provvedimento di Daspo per 5 anni a carico dell’autore della violenta aggressione, valido sul territorio nazionale e negli Stati membri dell’Unione europea, e per tutti gli incontri calcistici della Nazionale italiana all’estero. Il provvedimento è stato notificato ieri dagli agenti della Digos. L’uomo dovrà inoltre rispondere di lesioni personali gravissime e rissa.
Il cosiddetto «fascicolo bis» legato al caso dell’omicidio di Alice Scagni è stato ufficialmente archiviato dalla procura di Genova, che ha comunicato la notizia ai familiari della ragazza, massacrata dal fratello a colpi di coltellate a maggio 2023.
Il fascicolo era stato aperto dopo le pesanti accuse e la denuncia dei genitori di Alice Scagni, Antonella Zarri e Graziano Scagni, che avevano puntato il dito contro due agenti di polizia e contro una psichiatra che avrebbe dovuto prendere in cura Alberto Scagni. I primi due erano finiti nel mirino dei familiari di Alice Scagni per l’approccio superficiale avuto nella gestione del caso. La dirigente dell’Asl era invece indagata per aver sottovalutato gli allarmi lanciati in diverse occasioni da parte della famiglia della vittima. Gli agenti erano accusati anche di non aver agito dopo una chiamata minatoria di Alberto Scagni al padre. Alle ore 13.30 del primo maggio l’uomo aveva telefonato al genitore dicendogli: «Fra cinque minuti io controllo il conto, se non ci sono i soldi sai stasera Gianluca e tua figlia dove sono?». Dopo la telefonata, il padre di Alice Scagni aveva deciso di chiamare il 112, ma era stato invitato a presentare denuncia il giorno dopo: sette ore più tardi il figlio Alberto avrebbe ucciso la sorella che si era rifiutata di aiutarlo economicamente. La procura ha così motivato la decisione di archiviare il fascicolo: «Non ci sono elementi per ritenere configurabili in capo agli indagati i delitti ipotizzati e, conseguentemente, per sostenere adeguatamente l’accusa in giudizio».
Con una lunga nota, i genitori della vittima si sono sfogati rispetto alla decisione della procura: «La procura di Genova ha chiesto l’archiviazione della nostra denuncia nei confronti della polizia di Stato per essere rimasta inerte alla nostra drammatica richiesta di aiuto e intervento di fronte alla follia di nostro figlio che avevamo percepito costituire un serio pericolo per noi e per l’altra nostra figlia Alice». Antonella Zarri e Graziano Scagni hanno poi aggiunto: «Poche ore dopo si consumava, il primo maggio 2022, il dramma che cancellò la nostra famiglia e le nostre vite. Siamo stati messi sotto accusa noi genitori per tutto quanto accaduto. Forse ne siamo responsabili. Ci è sembrato naturale cercare di proteggere i nostri figli e noi stessi, cercando di chiedere aiuto alle istituzioni. Nei giorni precedenti l’uccisione di Alice abbiamo tentato di contattare per oltre 60 volte il centro di salute mentale cui c’eravamo rivolti per l’impressionante progressione della malattia mentale di nostro figlio. Abbiamo più volte chiamato il 113 perché spaventati dal degenerare inesorabile della situazione. Ci è stato risposto di chiuderci in casa fino al lunedì successivo. Era domenica. La nostra famiglia non è arrivata a lunedì. Siamo noi i colpevoli?».
A seguito di un decreto firmato da Vladimir Putin, lo Stato russo ha preso il controllo della filiale di Danone, a capo della quale è stato posto il 32enne Yakub Zakriev, vice primo ministro della Cecenia e ministro dell’Agricoltura della Repubblica, nonché «caro nipote» del leader locale Ramzan Kadyrov. Un amico di lunga data di Putin è stato invece nominato direttore di Baltika, che produce birra per il gruppo Carlsberg, anch’essa posta sotto la «gestione temporanea» dello Stato.

Scegliere Zakriev «come direttore generale di Danone Russia dimostra che i rappresentanti della squadra del presidente ceceno ed eroe della Russia Ramzan Kadyrov sono manager di talento e di successo», ha scritto su Telegram Akhmed Dudayev, ministro ceceno per la Politica nazionale, le relazioni estere e l’informazione. Zakriev è figlio di Zulai, una delle sorelle maggiori di Kadyrov. Per quanto riguarda Carlsberg, la Federazione Russa ha assunto il controllo della partecipazione dell’azienda danese nel birrificio Baltika, ponendovi a capo Taimuraz Bolloev, molto vicino non solo a Putin ma anche a Yuri e Mikhail Kovalchuk, oligarchi leali a Putin che, attualmente sottoposti alle sanzioni, avevano espresso interesse verso il birrificio, come riportato dal Financial Times. Bolloev, uomo d’affari di successo, era stato già presidente di Baltika dalla sua fondazione nel 1991 al 2004, rendendola azienda leader nel Paese. La sua nomina, per quanto non piovuta dal cielo, permetterà ai Kovalchuk di aggirare le sanzioni.

Dall’invasione dell’Ucraina migliaia di aziende occidentali hanno lasciato la Federazione Russa. Da mesi Danone e Carlsberg erano in trattativa per vendere le loro attività in Russia: sulla base di una regola introdotta a inizio 2023, che consente al governo di sequestrare i beni di aziende di «Paesi ostili», le due aziende sono state poste sotto il controllo dell’agenzia russa Rosimushchestvo. La stessa cosa era successa ad aprile alla tedesca Uniper e alla finlandese Fortum.
L’esplosione di un deposito di munizioni in un campo di addestramento di Starokrymsky, nel distretto di Kirovsky, in Crimea, ha portato alla chiusura dell’autostrada Tavrida e all’evacuazione di quattro centri abitati: sono oltre 2 mila le persone che sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. Le autorità russe non hanno fornito spiegazioni sull’incendio, ma il deposito di armi è esploso a seguito di un attacco missilistico, già rivendicato da Kyiv.
Russia's munitions warehouse in occupied Crimea has been destroyed. pic.twitter.com/kg7sVWzBLm
— Igor Sushko (@igorsushko) July 19, 2023
«A seguito di un incendio scoppiato in un discarica nel distretto di Kirovsky, l’autostrada Tavrida è stata chiusa. A breve verrà pubblicato un percorso alternativo per il traffico automobilistico», ha scritto su Telegram Sergei Aksyonov, Capo della Repubblica di Crimea, territorio conteso tra Ucraina e Federazione Russa a seguito dell’intervento russo durante la crisi del 2014. Aksyonov non ha citato né vittime, né feriti e non ha nemmeno specificato cosa abbia provocato l’incendio, parlando di rogo in una discarica. «Nel campo di addestramento di Starokrymsky vicino al villaggio di Krynychki è stato colpito un deposito di munizioni, che stanno continuando a esplodere», ha riportato il canale Crimean Wind su Telegram, citato dall’agenzia Ukrinform, smentendo le affermazioni sulla discarica di Aksyonov.

«Un’operazione di successo è stata condotta nella Crimea occupata. Il nemico sta nascondendo l’entità dei danni e il numero delle vittime», ha dichiarato su Telegram il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov, facendo riferimento all’incendio scoppiato nella base militare russa.
La base militare dove si è sviluppato l’incendio si trova a circa 100 chilometri dal ponte di Crimea, teatro lunedì 17 luglio di un attacco missilistico sferrato con ogni probabilità da da droni marini ucraini: l’autostrada Tavrida, al momento interrotta, collega Kerch a Sebastopoli, sulla costa del Mar Nero. L’esercito russo rifornisce le sue forze nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina, proprio attraverso la penisola di Crimea.
Il giornalista Andrea Purgatori è morto all’improvviso la mattina del 19 luglio a Roma: era ricoverato in ospedale per una breve e fulminante malattia, come riportato dall’Ansa. Sceneggiatore e autore, aveva 70 anni. La notizia è stata data dai figli Edoardo, Ludovico, Victoria e dalla famiglia rappresentata dallo studio legale Cau. Per anni al Corriere della Sera, dove si è occupato di terrorismo, intelligence, criminalità, si dedicò tra l’altro con tenacia alla strage di Ustica del 1980. Autore di reportage, conduceva con successo su La7 Atlantide. Docente di sceneggiatura, consigliere degli autori, tra i suoi ultimi lavori la partecipazione al documentario Vatican Girl sul caso di Emanuela Orlandi.
Ciro Priello, nome d’arte di Ciro Capriello, è nato a Napoli il 12 marzo 1986 ed è un attore, comico, conduttore televisivo e youtuber, uno dei fondatori del gruppo comico The Jackal.
L’attore ha iniziato il suo percorso artistico studiando danza, recitazione e canto. Dopo aver conseguito il diploma in Elettronica e Telecomunicazione, nel 2005 è arrivata per lui la svolta: insieme allo storico amico Francesco Ebbasta, ha deciso di fondare il gruppo comico, trasformatosi poi in società di produzione, The Jackal. L’anno prima era stato scartato nella fase finale del programma Amici di Maria De Filippi. Priello ha così cominciato a creare video parodie sul canale YouTube dei The Jackal e nel 2015 è approdato sul grande schermo con il film Ci devo pensare, regia di Francesco Albanese. Due anni più tardi invece, l’attore è sbarcato al cinema con il primo film ideato e realizzato dai The Jackal: AFMV- Addio fottuti musi verdi, regia di Francesco Capaldo. Nel 2021 Priello è stato concorrente del programma di Rai 1 Tale e quale show e anche di Tale e quale show – Il torneo, aggiundicandosi nello stesso anno la vittoria della prima edizione di LOL – Chi ride è fuori trasmesso su Prime Video. Nel 2022 ha condotto il programma PrimaFestival con Roberta Capua e Paola Di Benedetto collegato al Festival di Sanremo 2022. Ad aprile del 2022 Priello è annunciato come conduttore dello show Name That Tune – Indovina la canzone, in onda su TV8, con al suo fianco il collega Fabio Balsamo. Nel 2023 il comico è uno dei protagonisti della serie tv Pesci piccoli – Un’agenzia. Molte idee. Poco budget, in sei episodi su Prime Video, insieme agli altri componenti dei The Jackal.

L’attore e comico è sposato dal 18 giugno 2022 con Maura Iandoli. Prima delle nozze la coppia ha avuto una figlia, Anna, nata il 22 agosto 2016. La moglie di Ciro Priello è anche una conduttrice radiofonica e influencer di origini napoletane, che ama il canto e il ballo.
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Fabio Balsamo è nato a Castelnuovo di Napoli il 2 gennaio 1989 ed è un comico e attore, membro del gruppo comico The Jackal. Nel 2023 ha partecipato alla terza edizione della trasmissione di Prime Video LOL – Chi ride è fuori come concorrente, vincendola insieme a Luca Bizzarri.
Balsamo ha iniziato a studiare all’Università Popolare dello Spettacolo di Napoli, specializzandosi in arte drammatica. Dopo un periodo trascorso a Parigi studiando l’arte dei clown di strada, è ritornato in Italia, entrando a far parte dei The Jackal nel 2015. Il gruppo era già attivo dal 2005 ed era diventato famoso grazie ai video creati sull’omonimo canale YouTube. Insieme agli altri comici, Balsamo ha continuato a pubblicare una serie di esilaranti video-parodie su YouTube. Il video che ha avuto più successo è stato Gli effetti di Gomorra – La serie sulla gente tant’è che i The Jackal poi ne hanno prodotto altri quattro video episodi. Nel 2015 l’attore ha poi debuttato al cinema con il film Babbo Natale non viene da Nord, con la regia di Maurizio Casagrande (2015), partecipando in quegli anni anche a fiction televisive come: Sirene (2017) e Don Matteo (2020). Due anni dopo, insieme ai The Jackal è ricomparso sul grande schermo con il primo film ideato e realizzato dal gruppo comico: AFMV – Addio fottuti musi verdi, per la regia di di Francesco Ebbasta, un altro componente dei The Jackal. Sempre grazie ai The Jackal, Balsamo è approdato su Netflix. Nel 2021 è uscita la serie Generazione 56k e più recentemente su Prime Video i comici hanno realizzato anche la serie in sei episodi, Pesci piccoli – Un’agenzia. Molte idee. Poco budget (2023).

L’attore è una persona molto riservata, per questo non si sa molto della sua vita privata. Sui suoi canali social non c’è alcun indizio che faccia capire se è single o fidanzato.
In una nota l’assemblea dei giornalisti di Radio24 ha risposto all’ipotesi presentata dall’azienda di trasferire in una diversa realtà editoriale del Gruppo24Ore sette giornalisti attualmente in organico nella redazione di Gr24 dell’emittente radiofonica. Una riduzione pari al 20 per cento dell’attuale componente giornalistica e al 30 per cento dell’organico del giornale radio.
Davanti a questa circostanza, l’assemblea dei giornalisti ha risposto: «Un’ipotesi, giustificata dall’azienda dalla necessità di ridurre i costi, ma presentata in modo estemporaneo, senza la contemporanea indicazione di percorsi di sviluppo, crescita, ed eventuali modelli complementari a quelli che hanno fatto di Radio24, anche attraverso la qualità della sua informazione giornalistica, un marchio d’eccellenza nel panorama radiofonico italiano». E ha aggiunto: «La comunicazione arriva dunque senza un progetto di effettiva valorizzazione delle professionalità coinvolte, in coincidenza con l’atteso via libera al Fondo Straordinario per gli interventi di Sostegno all’editoria 2023 e ai nuovi criteri per le agenzie stampa». Per questo L’Assemblea ha proclamato all’unanimità lo stato di agitazione, «ripromettendosi ulteriori iniziative di protesta».
Il tentatore di Temptation Island, Daniele Schiavon ha avuto un incidente a Roma sabato 15 luglio. Il 28enne ex corteggiatore di Uomini e Donne si è ribaltato con la sua auto.
Come riporta Fanpage.it a causa di un tamponamento la macchina di Schiavon si è ribaltata più volte. L’incidente è avvenuto sulla via Aurelia a Roma, intorno alle 18. L’ex corteggiatore si trovava sui sedili posteriori della sua auto e stava dormendo con la cintura regolarmente allacciata mentre alla guida c’era un amico. Tutti gli occupanti e lo stesso Schiavon sono riusciti ad abbandonare l’abitacolo e sono stati immediatamente soccorsi dai passanti, tra cui un infermiere che li ha medicati. Successivamente sono stati accompagnati in ospedale. Le altre persone coinvolte nell’incidente hanno riportato ferite ma non sono in pericolo di vita. Daniele Schiavon, come si apprende sempre da Fanpage.it accusa ancora dolori alla testa e al collo. Uno degli amici che era con lui, invece, ha riportato ferite più gravi alla testa, per le quali sono stati necessari venti punti di sutura.

Daniele Schiavon, prima di approdare come tentatore all’ultima edizione di Temptation Island, è stato un ex corteggiatore del dating show di Canale 5, Uomini e Donne, dove è stato scelto dalla tronista Giulia Quattrociocche nel 2019. Tra i due nacque una storia d’amore conclusasi nel 2020. Attualmente Giulia Quattrociocche è mamma di due bambine avute dal compagno Manuel Magazzino, mentre Schiavon è ancora single e lavora in una ditta di sicurezza di cui è responsabile.
I Cesaroni, la serie italiana di successo andata in onda nel 2006, dal 20 luglio sbarca su Netflix. Un’occasione per i fan per rivedere le avventure della famiglia allargata della Garbatella e per chi non l’avesse mai vista, di conoscere Giulio Cesaroni e i suoi figli.
La popolare serie italiana I Cesaroni ritorna per la gioia del suo pubblico sulla piattaforma streaming Netflix che trasmetterà interamente tutte e sei le stagioni. Il suo debutto risale nel 2006 quando approdò su Canale 5. Diretta da Francesco Vicario, è una commedia familiare che con ironia e comicità è riuscita a catturare l’attenzione di milioni di telespettatori. La serie è ambientata a Roma nel quartiere della Garbatella e racconta le vicende della famiglia Cesaroni composta da Giulio Cesaroni (Claudio Amendola), vedovo con tre figli: Rudi ( Niccolò Centioni), Marco (Matteo Branciamore) e Mimmo (Federico Russo). Ci sono poi lo zio Cesare (Antonello Fassari) fratello di Giulio Cesaroni con il quale gestisce un’osteria, e gli amici Ezio Masetti (Max Tortora) con la moglie Stefania (Elda Alvigini) e il figlio Walter (Ludovico Fremont).

La quotidianità della famiglia viene stravolta quando Giulio incontra Lucia Liguori (Elena Sofia Ricci) fidanzata del liceo che dopo un matrimonio finito si trasferisce a Roma con le due figlie, Eva (Alessandra Mastronardi) e Alice (Micol Olvieri). I due iniziano a frequentarsi e decidono di sposarsi. Il loro matrimonio però è messo più volte alla prova, principalmente dal pessimo rapporto creatosi tra i rispettivi figli ma che riserverà un romantico colpo di scena. La serie ruota proprio intorno alle vicende di questa famiglia allargata, tra amori, intrecci, colpi di scena. I Cesaroni è basata sul format della serie televisiva spagnola Los Serrano ed è andata in onda per sei stagioni, dal 2006 al 2014.
Rockin’1000 for Romagna 2023 è il maxi concerto dello Stadio Dino Manuzzi di Cesena organizzato per dare un aiuto concreto alla regione colpita duramente dall’alluvione.
Rockin’1000 For Romagna è l’evento di beneficenza più atteso dell’estate 2023, un concertone dedicato alla popolazione vittima dell’alluvione dell’Emilia Romagna che si terrà sabato 29 luglio a Cesena. La padrona di casa è Lodovica Comello che presenterà il grande evento mentre ospite d’onore è Diodato. Il cantautore sta portando in giro per l’Italia il suo ultimo album, Così speciale, con il tour Così speciale summer tour ma nonostante i suoi impegni musicali non ha rinunciato a partecipare al concerto di beneficienza dove si esibirà con la band più grande del mondo: 1000 musicisti suoneranno con lui un originale medley realizzato proprio per il Rockin’1000 For Romagna. La band sarà diretta da due direttori d’orchestra: Rodrigo D’Erasmo e Daniel Plentz. Rockin’1000 for Romagna 2023 è un evento organizzato e promosso da Rockin’1000.

Rockin’1000 non è soltanto un evento ma un vero e proprio fenomeno globale, nato dal sogno di Fabio Zaffagnini, geologo marino, di portare la sua band preferita, i Foo Fighters, in Italia. Per farlo, nel 2015 ha realizzato un enorme concerto composto da 1000 appassionati di rock e della band americana che hanno suonato e cantato simultaneamente Learn To Fly. Da lì è partito un progetto che adesso conta centinaia di concerti in tutto il mondo ad opera della la rock band più grande del pianeta. Chitarristi, bassisti, batteristi, tastieristi e cantanti, oltre a sezioni di fiati e sezioni di archi si uniscono e suonano i pezzi che hanno fatto la storia della musica rock: Queen, Led Zeppelin, AC/DC, Jimi Hendrix, Rolling Stones, Oasis, Nirvana e tanti altri.

Dopo sette anni dallo storico primo concerto, Rockin’1000 torna così allo stadio di Cesena. La band in otto anni ha suonato negli stadi più importanti del mondo, dal Brasile alla Spagna, dalla Francia alla Germania. Fabio Zaffagnini ha raccontato l’emozione di tornare a Cesena e soprattutto di farlo dopo l’alluvione: «Sono passati sette anni dal nostro debutto allo stadio di Cesena, abbiamo deciso che questa fosse l’occasione migliore per tornare a casa, dopo aver fatto il giro del mondo, suonando davanti a decine di migliaia di persone. L’alluvione ci ha colpiti profondamente, la nostra sede è finita sott’acqua e il legame con il territorio è sempre molto forte e vivo» ha dichiarato il fondatore che ha voluto fortemente lanciare questa raccolta fondi. Ma il concertone che andrà in scena il 29 luglio non sarà solo un evento di raccolta fondi ma come ci tiene a sottolineare lo stesso Zaffagnini vuole essere anche un segnale di ripartenza: «Vogliamo mostrare come la Romagna non sia più in ginocchio, ma al contrario, una terra che si è rimessa in carreggiata, pronta ad accogliere milioni di turisti con i servizi ed il sorriso di sempre».
Agosto si avvicina e sono in molti ad attendere l’accredito della pensione. Il pagamento di agosto 2023 è previsto nel primo giorno del mese, senza alcuna distinzione tra chi preleva le somme presso Poste Italiane e chi lo fa in banca. C’è, dunque, una data unica per il pagamento della mensilità pensionistica, ovvero il primo agosto.
La tabella di marcia del pagamento delle pensioni 2023 è scritta nella circolare Inps numero 135 del 2022 che è stata diffusa alla fine dello scorso anno. Da questa si evince che da agosto fino a dicembre, il calendario dei pagamenti delle pensioni si allinea, con il risultato che trattamenti pensionistici, assegni, pensioni e indennità di accompagnamento per gli invalidi civili verranno accreditati lo stesso giorno. Entrando più nello specifico:
Ad agosto 2023 l’accredito delle pensioni su un Libretto di Risparmio, un Conto BancoPosta o una Postepay Evolution arriverà martedì 1, mentre chi vuole ritirare contanti l’importo presso gli uffici postali territoriali deve verificare il canonico calendario alfabetico della sede di riferimento. Generalmente la road map è la seguente:
Il 19 luglio ricorre l’anniversario della strage di via D’Amelio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni visiterà le tombe di Giovanni Falcone nella chiesa di San Domenico e di Paolo Borsellino nel cimitero di Santa Maria di Gesù. Ma non parteciperà alla fiaccolata in onore di Paolo Borsellino e dei cinque membri della scorta. In una lettera al Corriere della Sera ha spiegato il motivo.
Nella lettera Giorgia Meloni ha respinto le accuse, definendo «stucchevole» il «tentativo» di strumentalizzare l’«impossibilità a prendere parte alla fiaccolata». Aggiungendo: «C’è chi ha addirittura scritto che avrei disertato le commemorazioni perché in crisi con il mito Borsellino». Ufficialmente non sarà alla fiaccolata per motivi di ordine pubblico. Ma, ricordando che da ragazza provò un senso di rifiuto della mafia di fronte alle immagini della strage, ha raccontato che è stato quel sentimento a portarla «fin qui, da semplice militante di un movimento giovanile alla presidenza del Consiglio dei ministri». E ha precisato: «Per questo non posso che essere profondamente orgogliosa del fatto che il governo che oggi presiedo abbia avuto, dal suo primo giorno, la determinazione e il coraggio necessario ad affrontare il cancro mafioso a testa alta». E, «se oggi boss mafiosi del calibro di Matteo Messina Denaro sono detenuti in regime di 41 bis», secondo Meloni lo si deve all’impegno del governo, che «ha messo in sicurezza presidi fondamentali come la restrizione dei benefici penitenziari».
Infine, la premier ha annunciato un provvedimento «che dia un’interpretazione autentica di cosa si debba intendere per “reati di criminalità organizzata” e che scongiuri il rischio che gravi reati rimangano impuniti per effetto di una recente sentenza della Corte di Cassazione». E ha concluso: «La lotta alla mafia è parte di noi, è un pezzo fondante della nostra identità, è la questione morale che orienta la nostra azione quotidiana. Lo dobbiamo a Paolo Borsellino, e a tutti coloro che hanno sacrificato la vita per la giustizia e hanno reso onore all’Italia».
Tobi Amusan, campionessa del mondo nigeriana e detentrice del record mondiale nei 100 metri a ostacoli, mercoledì 19 luglio ha scritto sul suo profilo Instagram di essere stata accusata di violazione delle regole antidoping.
L’ostacolista e velocista 23enne ha scritto: «L’Athletics Integrity Unit mi ha accusato di una presunta violazione delle regole per aver saltato tre test in 12 mesi». E ha aggiunto: «Ho intenzione di combattere contro questa accusa e il mio caso sarà deciso da un tribunale di tre arbitri prima dell’inizio dei Campionati del mondo del mese prossimo».
Ai mondiali di Foukoka, in Giappone, dopo il 13-6 sulla Francia, l’Italia della pallanuoto batte 24-6 il Canada. Per il Settebello è il secondo successo nel gruppo B: primato e quarti di finale ipotecati.
Quaterne di Andrea Fondelli, Gonzalo Echenique (mvp) e Vincenzo Renzuto. Ultimo match contro la Cina venerdì 21 luglio alle 10:30 ora italiana.
Chi, dentro e fuori Forza Italia, pensa e spera che l’elezione all’unanimità di Antonio Tajani segretario nazionale segni un nuovo inizio per il partito è destinato a rimanere deluso. A parte la cerchia ristretta dei fedelissimi del ministro degli Esteri e i desiderata della premier Giorgia Meloni, che ha tutto l’interesse a garantire la stabilità (e la lealtà) di Fi anche per bilanciare i quotidiani colpi di testa della Lega, sono tanti gli azzurri che stroncano questa lettura. Anzi, parlano di «fase transitoria» e definiscono l’attuale vicepremier un «traghettatore». Niente deleghe in bianco, insomma. A tal proposito, per esempio, non è sfuggita ai più critici la rotta scudocrociata segnata dal neo segretario in una intervista al Corriere della Sera («Non si tratta di rifare la Dc», ha spiegato Tajani, «ma di aggregare e costruire un partito con le porte aperte, che svolga il ruolo che svolgeva la Democrazia cristiana nella prima Repubblica»). «In pratica», è l’analisi che consegnano a Lettera43, «siamo all’opposto della linea di Berlusconi. Il Cav era un innovatore e guardava sempre avanti. Qui, invece, lo sguardo è rivolto al passato».

Prese di distanza sussurrate che però suonano come un segnale chiaro in vista dell’appuntamento delle Europee. Ecco che anche sul metodo spuntano i paletti: «Se il segretario pensa di poter fare tutto da solo sul fronte delle candidature», è l’avvertimento, «è completamente fuori strada». Un sentire abbastanza comune, come spiegano fonti parlamentari azzurre a Lettera43, e non circoscritto solo all’area della minoranza del partito. «Oltre ai vari Mulè, Cattaneo e Ronzulli, c’è una maggioranza silenziosa che per ora osserva, magari mastica amaro in silenzio, ma che a seconda di come tirerà il vento si schiererà. Sono tanti che stanno alla finestra ma a cui non va giù il fatto di essere tagliati fuori e non coinvolti nelle decisioni». I tempi stringono e tutto lascia pensare che a dare le carte in vista del rinnovo del Parlamento europeo sarà proprio l’attuale segretario insieme con il cerchio dei fedelissimi, a cominciare dall’attuale capogruppo alla Camera Paolo Barelli, passando per i parlamentari laziali, il viterbese ex sottosegretario all’Agricoltura Francesco Battistoni e il ternano Raffaele Nevi, fino al capo delegazione azzurro a Strasburgo e potente coordinatore regionale della Campania Fulvio Martusciello. Anche in questo caso, però, i giochi però non sono chiusi, tutt’altro. Come spiega un parlamentare dietro garanzia di anonimato «il nostro congresso sarà celebrato prima delle elezioni. Pure ipotizzando l’appuntamento tra metà e fine marzo, ci sarà il tempo per sedersi a un tavolo e decidere insieme». Insomma, la scelta delle candidature non sarà appannaggio di un solo uomo e del suo cerchio magico: «È verosimile che i nomi che finiranno in lista saranno frutto di una mediazione, come succede in tutti i partiti democratici. Anche se», ammette, «sarà inevitabile che qualche nome da qui al congresso esca e quindi lo stesso congresso non potrà più smentirlo».

Il pensiero corre veloce all’operazione Alessandro Sorte, il coordinatore lombardo molto vicino a Marta Fascina, che ha aperto a una possibile candidatura alle Europee dell’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni e che, si sfogano, «sta suscitando più di un mugugno interno per il timore che riesploda la polemica sui temi giudiziari, ma che Tajani alla fine potrebbe avallare per scansare problemi ed evitare il più possibile contrasti». Anche lo schema che ha in mente il numero uno di Fi, in realtà, lascia perplesso più di un azzurro. «È comprensibile che punti a persone che siano in grado di raccogliere consensi», osserva un big di Forza Italia. «Passino gli acchiappavoti, ok puntare sulle preferenze, ma attenzione perché il voto d’opinione è altrettanto importante». Mentre non manca chi dal partito avverte Tajani: «Quasi un anno ci separa dal voto e un anno in politica è un’eternità». Una sorta di avviso di sfratto? I critici non la mettono in questi in termini. Si limitano a fare un paio di considerazioni: «L’attuale segretario sarà messo in discussione quando i sondaggi gli volteranno le spalle, ma soprattutto quando cambieranno gli interessi e gli orientamenti della famiglia. È normale che in questa fase i Berlusconi abbiano altre priorità cui badare, ma è inutile girarci intorno: sono tecnicamente proprietari del partito. Per loro è come un’azienda di cui Tajani è il manager. Però i manager, si sa, cambiano…».
L’Isola d’Elba ha bisogno di medici, ma come purtroppo avviene in molte aree del Paese fatica a trovarli. Non sono molti, infatti, i professionisti disposti a prestare servizio in un luogo che si accende d’estate, ma che in inverno può risultare scomodo e poco attrattivo. Per cercare di sopperire a questa mancanza, la Regione Toscana ha deciso di lanciare un progetto straordinario che garantisce, tra le altre cose, un bonus spiaggia a tutti i medici che decideranno di trasferirsi sull’isola.
Il progetto lanciato dalla Regione prevede che i medici disposti a trasferirsi lavorino 38 ore a settimana, abbiano il rimborso di vitto e alloggio come fossero in missione, più 2 mila euro lordi a settimana di indennità di disagio. Alle aziende di provenienza, inoltre, sarà garantita una produttività aggiuntiva (l’equivalente degli straordinari di altri contratti) affinché nessun servizio rimanga sguarnito. Per finanziare il progetto la Regione ha messo a disposizione per il 2023 2 milioni e mezzo di euro: due milioni per il bonus settimanale (per coprire in una anno le spese per 20 medici dirigenti) e 500 mila euro per la produttività aggiuntiva per compensare le assenze. Ecco nel dettaglio i benefici.
A questi aspetti, prettamente lavorativi, si affiancano anche altri benefit tra cui un bonus ombrellone, ingressi al cinema, il servizio di lavanderia, sconti ai ristoranti, in palestra e per il noleggio auto e moto.
L’avviso per l’Isola d’Elba è rivolto a tutti i medici del servizio sanitario toscano e non più, come avveniva in precedenza, alla sola azienda Usl Toscana Nord Ovest. Ai medici interessati è richiesto di lavorare da una fino a un massimo di cinque settimane l’anno al presidio ospedaliero dell’isola. In contemporanea, la Regione prevede un secondo avviso rivolta ai giovani medici con bandi per concorsi specifici finalizzati ad assunzioni a tempo indeterminato nel servizio sanitario regionale. Viene nello specifico data l’opportunità di iniziare il proprio percorso di carriera, almeno per i primi tre anni, sull’isola d’Elba, avendo la possibilità dopo questo periodo di spostarsi altrove all’interno dell’azienda Usl Nord Ovest. Se dovesse rimanere sei anni sull’isola, al termine del periodo il medico potrà spostarsi in una qualsiasi altra azienda toscana.
Anche nel mese di luglio 2023 verrà effettuato il pagamento del Reddito di cittadinanza a tutti i cittadini in possesso dei requisiti previsti dalla misura che hanno presentato regolare richiesta. Entrando più nello specifico, il sostegno economico verrà elargito a partire dal 27 del mese, mentre dal 17 luglio lo otterranno i cittadini e le cittadine che per la prima accedono al sussidio.
Si ricorda che, così come previsto dalla Legge di Bilancio 2023, il Reddito di cittadinanza verrà abolito da gennaio 2024 e, per il 2023, c’è un limite di fruizione pari a 7 mensilità. Ciò significa che per chi lo percepisce da gennaio 2023, quello di luglio sarà l’ultimo versamento a cui ha diritto. Come detto in precedenza, le date relative all’erogazione del reddito di cittadinanza sono:
Il 27 luglio è anche la data in cui i beneficiari del Reddito di cittadinanza percepiranno anche l’assegno unico per i figli a carico direttamente sulla Carta Reddito di cittadinanza. Così come riferito dall’Inps, con il limite massimo di 7 mensilità previsto per il 2023, chi perde il RdC dovrà presentare una nuova domanda autonoma per continuare a percepire l’assegno unico. Per non creare interruzioni, tale procedura deve essere svolta entro la fine del mese in cui si riceve l’ultima mensilità del reddito di cittadinanza, con la prestazione che verrà erogata alla fine del mese successivo.
Stasera 19 luglio 2023 alle ore 21.10 sul canale televisivo Rai 1 andrà in onda il film intitolato Amore, cucina e curry. Si tratta di una pellicola che ha debuttato nei cinema di tutto il mondo nell’anno 2014 e appartiene ai generi cinematografici commedia, drammatico e romantico. Il regista di questa pellicola è Lasse Hallstrom mentre la sceneggiatura è stata scritta dal noto autore Steven Knight. All’interno del cast del film ci sono diversi attori molto importanti come Helen Mirren, Manish Dayal, Charlotte Le Bon e Om Puri.

La trama del film ruota intorno al noto genio della gastronomia Hassan Kadam (Manish Dayal). Il cuoco non sbaglia un colpo ma continuamente riesce a stupire i suoi clienti e i suoi ammiratori. Hassan fa parte di una grande famiglia, guidata dal patriarca Papa (Om Puri). La famiglia decide di stabilirsi in una splendida località della Francia Saint-Antonin-Noble-Val e lì decide di aprire un nuovo ristorante a conduzione familiare, chiamato Maison Mumbai. Tutto sembra funzionare per il meglio e il nuovo ristorante acquisisce ben presto dei nuovi clienti grazie alle invenzioni culinarie di Hassan. Tuttavia, le cose cambiano quando negli affari della famiglia indiana si intromette l’algida e astuta Madame Mallory (Helen Mirren).
La donna vuole far chiudere il ristorante e protesta con forza contro la nuova attività che sta rubando clienti e prestigio al suo ristorante Saule Pleureur. Comincia a questo punto una grossa battaglia tra i ristoratori dove non mancheranno colpi di scena e colpi bassi. Comunque, a un certo punto Hassan ritornerà sui suoi passi perché inebriato dalla cucina francese e dalla bellezza di Marguerite (Charlotte Le Bon), la deliziosa sous-chef di Madame Mallory. A quel punto, tra i due ragazzi sembrerà scoppiare l’amore e si cercherà un compromesso tra i ristoranti nonostante l’iniziale ferrea opposizione di Madame Mallory.
In realtà il soggetto del film non è originale. Infatti, la pellicola è tratta da un libro molto famoso, vale a dire Madame Mallory e il piccolo chef indiano, scritto dall’autore Richard C. Morais. Tuttavia, c’è una differenza perché nel libro la storia è ambientata negli anni 90 mentre nel film in tempi moderni.
La pellicola ha ottenuto un ottimo risultato al box office. Secondo i dati riportati dal portale Wikipedia, Amore, cucina e curry ha incassato circa 90 milioni di dollari. Si tratta di un ottimo risultato, dal momento che il film è stato realizzato con un budget di circa 22 milioni di dollari.
Per il suo ruolo nella pellicola, l’attrice Helen Mirren è stata nominata ai Golden Globes del 2015 nella categoria Miglior attrice in un film o commedia musicale. Tuttavia, non è riuscita a vincere il premio che è stato conquistato da Amy Adams per il suo ruolo in Big Eyes.

Il regista svedese della pellicola, Lasse Hallstrom, in passato aveva già girato un film simile a questo. Ovviamente non si tratta di un film uguale ma che riprende alcune tematiche ed elementi simili come l’ambientazione in un piccolo paesino francese, l’amore per la cucina e la relazione sentimentale tra due personaggi principali. Si tratta del film Chocolat del 2000 con Juliette Binoche e Johnny Depp.
L’attore Om Puri interpreta nel film un personaggio di nome Papa. Curiosamente, gli altri membri del cast quando non erano in scena si rivolgevano a lui con questo nomignolo: evidentemente Puri si era calato al meglio nella parte.


