Twitter cambia simbolo: addio all’uccellino, sarà sostituito da una X

Elon Musk ha annunciato l’addio all’uccellino che ha caratterizzato Twitter fin dalla sua nascita nel 2006, rivelando che il nuovo logo sarà una X. Lo ha fatto, ovviamente, con un tweet sul popolare social network acquistato nel corso del 2022. «E presto diremo addio al marchio Twitter e, gradualmente, a tutti gli uccelli», ha scritto il magnate. «Se stasera viene pubblicato un logo X abbastanza buono, lo faremo andare in diretta in tutto il mondo domani».

La lettera X piace molto a Musk, non è un mistero

La X scelta come logo da Musk è un riferimento a X Corp., azienda fondata dall’imprenditore a marzo del 2023 per inglobare la precedente Twitter Inc. e marcare ancora di più il cambio di gestione avvenuto con l’acquisto del social network. La lettera X d’altra parte piace molto all’imprenditore, già proprietario della società aerospaziale SpaceX e di Tesla, marchio automobilistico elettrico che ha nel suo listino il suv Model X. All’annuncio del cambio di logo, gli utenti della piattaforma hanno dato sfogo alla loro immaginazione, proponendo (tra il serio e il faceto) varie versioni della X voluta da Musk: l’imprenditore ha apprezzato in particolare una variante moderna e scintillante.

Twitter deriva dal verbo “to tweet”, cinguettare: da qui l’uccellino

Il nome Twitter venne ideato dal cofondatore Noah Glass, che prese spunto dal verbo inglese “to tweet”, ovvero cinguettare, che richiamava la principale caratteristica della piattaforma: condividere messaggi brevi di massimo 140 caratteri. Da qui appunto il logo, un uccellino. Adesso l’importante passo del cambio di logo, in attesa di altre novità: uno dei tanti obiettivi di Musk sarebbe quello di creare una super app che somigli alla cinese WeChat. Da quando ne ha assunto il controllo a ottobre, si è però alienato gran parte degli utenti di Twitter monetizzando alcuni dei servizi precedentemente gratuiti, come ad esempio la certificazione degli account.

Twitter cambia simbolo: addio all’uccellino, sarà sostituito da una X. Lo ha annunciato il proprietario Elon Musk.
Elon Musk, proprietario di Twitter (Imagoeconomica).

Lukashenko: «I soldati della Wagner vogliono marciare verso Varsavia»

Durante un incontro con il presidente russo Vladimir Putin a San Pietroburgo, l’omologo bielorusso Alexander Lukashenko ha detto che i membri del gruppo Wagner «vogliono marciare verso Varsavia». Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Interfax. «I wagneriti stanno iniziando a stressarci. Dicono: “Vogliamo andare in Occidente, permettetecelo”», ha aggiunto Lukashenko, specificando che i mercenari hanno affermato di «voler fare un’escursione a Rzeszow». Sono migliaia i miliziani che si trovano ora sul territorio bielorusso, dopo il tentato ammutinamento di fine giugno.

Lukashenko: «I soldati della Wagner vogliono marciare verso Varsavia». Il più fedele alleato di Putin getta benzina sul fuoco.
Soldati del gruppo Wagner (Getty Images).

Sale la tensione lungo il confine tra Bielorussia e Polonia

Tutto nasce dalla decisione del ministero della Difesa di Varsavia di rafforzare il confine est, spostando unità militari polacche nella zona orientale del Paese a causa della presenza del gruppo mercenario Wagner in Bielorussia e delle sue presunte esercitazioni congiunte con i soldati bielorussi. «La loro presenza rappresenta una minaccia sempre più grave per la Polonia, e per il fianco orientale della Nato», ha detto il premier polacco Mateusz Morawiecki. In risposta, il ministero della Difesa bielorusso ha riferito che i mercenari della Wagner hanno iniziato ad addestrare truppe speciali di Minsk in un poligono militare vicino a Brest, non lontano dal confine con la Polonia (e con l’Ue).

Lukashenko: «I soldati della Wagner vogliono marciare verso Varsavia». Il più fedele alleato di Putin getta benzina sul fuoco.
Vladimir Putin e Alexander Lukashenko (Getty Images).

Lukashenko: «Inaccettabili i piani polacchi per smembrare l’Ucraina»

Durante una riunione operativa con il Consiglio di sicurezza russo, Putin aveva richiamato l’attenzione sul fatto che i leader polacchi, secondo fonti russe, «si aspettano di formare una sorta di coalizione sotto l’egida della Nato e di intervenire direttamente nel conflitto ucraino, per poi strappare un pezzo più grande per loro», come riportato dalla Tass. Nel corso dell’incontro, Lukashenko ha mostrato a Putin una mappa dove era indicato il trasferimento delle forze armate polacche. Parlando con il capo del Cremlino, il presidente della Bielorussia (citato dal canale Telegram Pool One, vicino al suo servizio stampa) ha affermato che «i piani di Varsavia per smembrare l’Ucraina e strappare la sua parte occidentale sono inaccettabili». Lukashenko e Putin hanno poi discusso della controffensiva ucraina: «inesistente» per il primo, «fallita» per il secondo. Entrambi hanno invece valutato in modo positivo l’operato dell’esercito di Mosca in Ucraina, che al fronte «sta agendo in modo eroico».

Ascesa e caduta di Raul Gardini: il fallimento di Enimont, il suicidio e la passione per la vela


La parabola di Raul Gardini nel mondo dell’economia italiana. Dall'approdo al gruppo Ferruzzi, passando per la scalata Montedison, la creazione di Enimont e il fallimento. Fino agli anni di Tangentopoli, della maxitangente e di quella misteriosa sera del 23 luglio del 1993 con quel colpo di pistola che gli tolse la vita. Per ricordarla su Rai 1 andrà in onda la docu-fiction sulla sua ascesa e caduta.
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