La Nato riunita a Vilnius, come previsto, ha frenato sull’adesione dell’Ucraina. Deluso Volodymyr Zelensky che parteciperà alla sessione inaugurale del Consiglio Nato-Ucraina, organismo istituito per innalzare le relazioni tra Kyiv e i 31 membri dell’Alleanza. «Saremo in grado di estendere un invito all’Ucraina ad aderire alla Nato quando gli alleati saranno d’accordo e le condizioni saranno soddisfatte», si legge nella dichiarazione conclusiva del summit. Parole che, ancora una volta, gelano le richieste del presidente ucraino il quale avrebbe voluto portare a casa almeno con una road map di avvicinamento precisa. «È senza precedenti e assurdo che non sia fissato il calendario né per l’invito né per l’adesione dell’Ucraina», aveva ribadito Zelensky prima di atterrare in Lituania. «Mentre allo stesso tempo viene aggiunta una formulazione vaga sulle ‘condizioni’ persino per l’invito. Sembra che non ci sia disponibilità né a invitare l’Ucraina alla Nato né a renderla membro dell’Alleanza. Ciò significa che viene lasciata una finestra di opportunità per negoziare l’adesione alla Nato nei colloqui con la Russia. E per la Russia, questo significa motivazione per continuare il suo terrore. L’incertezza è debolezza».
Il processo di adesione è stato semplificato
Il segretario generale Jens Stoltenberg preferisce però vedere il bicchiere mezzo pieno. Alla stampa ha spiegato come si siano fatti comunque passi avanti rispetto alla dichiarazione di Bucarest del 2008, quando la Nato aprì le sue porte – sulla carta – all’Ucraina. «Oggi abbiamo rimosso il requisito del piano d’azione per l’adesione» e questo «trasforma un processo, che si è sempre basato su due passaggi, in un solo passaggio». Ora, ha continuato Stoltenberg, «abbiamo un programma su come sostenere e aiutare l’Ucraina ad avvicinarsi alla Nato. Si tratta dell’interoperabilità» con le forze armate alleate, «ma anche del rafforzamento dei nostri legami politici. Nonché ulteriori riforme del settore democratico e della sicurezza che sono necessarie». I ministri degli Esteri valuteranno i progressi di avvicinamento di Kyiv al Patto atlantico.
Nessuna adesione con la guerra in corso
Secondo Stoltenberg il processo per l’adesione è stato «velocizzato» e, rispondendo alle critiche di Zelensky, ha ricordato come l’Ucraina non rappresenti una eccezione: nessun processo di adesione è stato accompagnato da un calendario. Certo è che con una guerra è in corso «non è il momento per fare dell’Ucraina un membro a pieno titolo dell’Alleanza». La priorità è fare in modo che Kyiv vinca, aveva sottolineato Stoltenberg alla vigilia del vertice, perché «se perde non avrà alcun senso parlare di Nato o di adesione». La stessa linea dettata da Joe Biden che ha garantito il sostegno militare e finanziario necessario. Del resto la Francia ha annunciato la fornitura dei missili a lungo raggio Scalp con una gittata di 250 chilometri, mentre la Germania un altro pacchetto di armi da 700 milioni di euro.
La nascita del Consiglio Nato-Ucraina
La Nato ha così concordato un nuovo pacchetto per l’ex repubblica sovietica: un programma di assistenza pluriennale. «Consentire la transizione dall’era sovietica agli standard, all’addestramento e alle dottrine della Nato», ha spiegato Stoltenberg. «Per aiutare a ricostruire il settore della sicurezza e della difesa dell’Ucraina. E per coprire esigenze critiche come carburante, attrezzature per lo sminamento e forniture mediche». In secondo luogo, «un nuovo Consiglio Nato-Ucraina, un forum per le consultazioni in caso di crisi e con un processo decisionale dove ci incontreremo alla pari». Infine, gli alleati «hanno accettato di rimuovere il requisito per un piano d’azione per l’adesione. Ciò cambierà il percorso di adesione dell’Ucraina da un processo in due fasi a un processo in un’unica fase», ha assicurato Stoltenberg.
