“Il Governo ha tradito tutte le promesse fatte in campagna elettorale e non ha affrontato i veri problemi che toccano la vita quotidiana delle famiglie e delle imprese. Oggi gli italiani sono più poveri. Gli stipendi restano i più bassi d’Europa e in questi anni hanno perso ulteriormente potere d’acquisto, impoverendo lavoratrici, lavoratori e famiglie. Milioni di persone, pur avendo un’occupazione, non riescono ad avere condizioni di vita dignitose”.
“Il lavoro è il pilastro su cui costruire il futuro del Paese e, soprattutto, del Mezzogiorno. Ma deve essere lavoro stabile, di qualità, dignitoso e sicuro. Senza stipendi adeguati non c’è autonomia, non c’è possibilità per i giovani di costruire il proprio futuro e non c’è diritto a restare nei propri territori”.
“Abbiamo ancora decine di migliaia di ragazze e ragazzi che ogni anno lasciano l’Italia dopo essersi formati qui. È un esodo che dobbiamo fermare creando opportunità vere. Per questo abbiamo proposto il salario minimo legale, pur valorizzando la contrattazione collettiva, perché non possiamo tollerare livelli retributivi che assomigliano più allo sfruttamento che al lavoro”.
“Nel Mezzogiorno servono inoltre investimenti e strumenti concreti per creare occupazione. Il Governo ha tagliato Decontribuzione Sud e la ZES unica non sta dando le risposte necessarie. Centrale è poi il tema della sicurezza sul lavoro: in Campania lo scorso anno abbiamo avuto 87 vittime. Di lavoro si deve vivere, non si può morire. Occorrono più controlli, più prevenzione e regole efficaci per tutelare davvero lavoratrici e lavoratori”.
Lo ha dichiarato Piero De Luca, deputato del Partito Democratico e segretario regionale del PD Campania, a margine dell’iniziativa “Il lavoro che tiene insieme il Paese”, promossa dalla FP CGIL Salerno questa mattina a Salerno.
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