Dopo che la procura di Pavia ha chiuso, per la seconda volta, le nuove indagini a suo carico, sembra sempre più vicino un rinvio a giudizio per Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2007. Un delitto per cui è stato condannato in via definitiva l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi, per il quale invece potrebbe concretizzarsi una richiesta di revisione della sentenza. I pm hanno infatti depositato nuovi atti, tra cui alcune consulenze, per rafforzare le accuse a carico di Sempio, e hanno notificato un altro avviso di conclusione dell’inchiesta che prelude alla richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio. Uno degli elementi principali emersi dall’analisi dei consulenti tecnici della procura è che l’impronta che fu attribuita a Stasi è compatibile con le misure del piede di Sempio.
Chiara Poggi potrebbe essere sopravvissuta anche 60 minuti
Inoltre, i risultati delle nuove analisi depongono concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti. Cosa che escluderebbe, secondo la finestra temporale ormai nota nei processi, la presenza di Stasi sulla scena del crimine.
Il Dna sui pedali «che poteva scagionare Stasi 19 anni fa»
Emerso anche un elemento inedito a favore di Alberto Stasi. Sempre secondo le nuove analisi, il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007 ricavato dai pedali della bicicletta dell’ex bocconiano e attribuito all’epoca dai consulenti dei pm a Chiara Poggi, «era risultato totalmente negativo il giorno successivo», ma di queste «due contro-analisi non si è rivenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi». Contro-analisi idonee, In altri termini, scrive la Procura di Pavia, «il profilo genetico determinato il 19.09.2007 dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta e attribuito dal consulente tecnico del pm dell’epoca oltre ogni ragionevole dubbio alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo, allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi». «Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto», scrive le procura.
