Scuola in chiaro: istituti mai accatastati

di Erika Noschese

A pochi giorni dal suono della prima campanella, il dibattito sulle condizioni della rete scolastica salernitana si arricchisce di un quadro amministrativo critico che va ben oltre il semplice disagio stagionale. Se la protesta immediata di famiglie, docenti e personale Ata punta l’indice contro il caldo soffocante delle aule – destinate a trasformarsi in camere a gas a causa di temperature roventi che si protraggono regolarmente fino a fine settembre e agli inizi di ottobre –, a fare da zavorra a qualsiasi piano di ammodernamento vi è una gravissima maglia nera burocratica: il mancato accatastamento di decine di edifici scolastici cittadini. Un’omissione storica da parte degli enti proprietari che non rappresenta una semplice irregolarità formale, ma che trascina con sé la mancanza dei certificati di agibilità, condizionando l’agibilità stessa sotto il profilo normativo e sbarrando la strada all’accesso ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la climatizzazione e l’efficientamento energetico. Consultando i dati ufficiali pubblicati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sul portale Scuola in Chiaro e riferiti all’anno scolastico 2024/2025, la mappa degli immobili non censiti al Nuovo Catasto Edilizio Urbano disegna una rete a macchia d’olio che abbraccia non solo le periferie e i rioni collinari, ma anche plessi storici del centro cittadino. Nell’Istituto Comprensivo “Salerno V – Ogliara”, ad eccezione della sola sede di Via de Vecchi ad Ogliara che risulta regolarmente accatastata, l’assenza di iscrizione al N.C.E.U. riguarda la quasi totalità delle strutture: dal plesso dell’infanzia di Via Postiglione a Ogliara alle primarie di Giovi Piegolelle, Sant’Angelo di Ogliara e Giovi Casa Polla, passando per la secondaria di Viale Monte Bellara a Giovi e il plesso di Via Piedimonte a Ogliara. Il quadro si complica ulteriormente analizzando l’Istituto Comprensivo “Calcedonia”, dove la mancata registrazione catastale investe quasi l’intero patrimonio edilizio della rete scolastica. Risultano infatti privi di accatastamento gli immobili di Via Buonservizi a Fratte, il plesso di Via Salvatore Calenda e quello di Via ex Guadalupo, la scuola di Via Umberto Mondio a Matierno, l’edificio di Produttività al Rione Petrosino, la sede centrale di Via Guglielmini a Calcedonia, oltre ai plessi di Via Dalmazia e alla scuola dell’infanzia di Viale della Repubblica a Matierno. Una situazione analoga si riscontra anche in altri quadranti cittadini: nell’Istituto Comprensivo “Medaglie d’Oro” l’edificio di Via Giacomo Costa non risulta accatastato, a differenza della sede principale di Via Vocca che presenta regolare posizione catastale. Stessa sorte per l’Istituto Comprensivo “Tasso”, dove a fronte della regolarità della sede di Via Iannicelli, il plesso Gianni Rodari tra infanzia e primaria in Via Valerio Laspro risulta sprovvisto di accatastamento. Persino nel cuore della città e nella zona orientale emergono vistose ombre burocratiche. Nel plesso “Barra – Mari”, se da un lato risultano regolarmente censiti gli edifici “Nicola Abbagnano” di Via Cesare Battisti e “Matteo Mari” di Piazza Trucillo a Torrione, risultano invece sprovvisti di accatastamento gli storici immobili della scuola dell’infanzia e primaria “Giovan Battista Barra” di Lungomare Trieste e la sede di Via XX Settembre. Nell’Istituto Comprensivo “Monterisi – Don Milani” mancano all’appello catastale sia la scuola media “Nicola Monterisi” di Via Loria sia il plesso “Don Milani” di Via Belisario Corenzio a Pastena. Risalendo alla mappa dell’Istituto Comprensivo “Alfano – Quasimodo”, a fronte della regolarità riscontrata per la sede “Alfano I” e la scuola dell’infanzia “Froebel” di Via dei Mille, la materna “Montessori” e perfino il contestato plesso “Mazzetti” di Via Rocco Cocchia, risultano privi di registrazione catastale i plessi “Alfonso Gatto” di Via Gaeta e le strutture dell’infanzia e primaria di San Eustachio tra Via San Eustachio e Via Gioberti. Unica isola di totale regolarità catastale sull’intero territorio cittadino resta l’Istituto Comprensivo “Vicinanza”, con i plessi “Alberto Pirro” di Via Fieravecchia e l’edificio principale di Corso Vittorio Emanuele perfettamente censiti. L’incrocio di questi dati ufficiali scopre un nervo scoperto per la gestione dell’edilizia scolastica a Salerno. Il mancato accatastamento N.C.E.U. si traduce quasi automaticamente nell’impossibilità di rilasciare o rinnovare le certificazioni di agibilità e idoneità strutturale, requisiti propedeutici e vincolanti per la partecipazione ai bandi europei e nazionali. È così che l’occasione del Pnrr, pensata per dotare le aule di impianti di condizionamento dell’aria e sistemi di ventilazione di ultima generazione capaci di contrastare le temperature torride di inizio anno scolastico, è sfumata per gran parte degli istituti salernitani. Tra cavilli mai risolti, certificati mancanti e rincorse dell’ultimo minuto, a pagare il prezzo di decenni di stallo burocratico sono ancora una volta gli studenti, i docenti e le famiglie, costretti a fare i conti con strutture fragili, non regolarizzate e del tutto impreparate ad affrontare le sfide del clima e della modernità.

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