Guardando il profilo Instagram di Camelia Mihailescu Vannacci, la consorte del generale Roberto Vannacci, saltano agli occhi alcune ripetizioni rivelatrici: la prima è la sottolineatura, reiterata, che lei è un’immigrata rumena. «Vi salutano il kebabbaro turco e la zingara rumena», dicono i due, a turno, nel video postato da Camelia per fare gli auguri di ferragosto ai follower; e «Saluti al mio amico Vladimir e al cavallo di Troia italiano. Vi saluta l’immigrata rumena», dice con enfasi da attrice consumata nell’ultimo post filo-russo; e di nuovo: «Vi saluta l’immigrata rumena», alla fine del video in cui spiega perché mostrò il dito medio a due donne sul lungomare di Viareggio, dopo che queste avevano chiesto a un’orchestrina di intonare Bella ciao al passaggio di Vannacci.
La condizione di immigrata deve pesarle, ed essere evidentemente esorcizzata, anche solo per poter rispondere per le rime a chi le scrive, nei commenti: «Non ti ha ancora remigrata tuo marito?». Due lauree, in giurisprudenza e psicologia, la moglie di Vannacci parla quattro lingue e scrive i post in tre, italiano, inglese e rumeno, per difendere il marito.

Usa molto il reclaiming: la laurea in psicologia non è stata inutile
Nelle rare interviste rilasciate, a il Giornale e a Un giorno da pecora, sostiene di non essersi mai sentita discriminata in quanto rumena, ma l’uso sistematico del reclaiming, l’appropriarsi di termini usati in modo dispregiativo come «zingaro», è un modo per disarmare l’interlocutore; dicendolo per prima, Camelia Mihailescu è come se rivendicasse per sé il diritto di definirsi così, togliendo agli altri l’eventuale possibilità di insultarla: la laurea in psicologia non è stata inutile.
Con soli 216 post pubblicati su Instagram (il primo il 22 dicembre 2022) ha raggiunto oltre 13,5 mila follower, seguendo appena 280 profili, tra cui il profilo de La zanzara: a Giuseppe Cruciani dedica alcuni post innamorati, in uno si vede lei tra Cruciani e Vannacci, con la didascalia «L’immigrata rumena e i due fasci»; in un altro lo definisce, in rumeno, «Inegalabilul, ireverențiosul, rebelul, dar mereu suuuuper simpaticul».
Una polemica persino sul chewing gum
Mette diligentemente i like a tutti i post di Laura Ravetto e, a una sommaria analisi dei suoi profili social, risulta evidente che lei si espone per combattere, per dividere, per polarizzare. Fa molto uso di filtri e i selfie sono tutti in modalità narcisistica e compulsiva, le pose tutte da attrice, gli abiti spesso lunghi. Su un post di Facebook se la prende con la stampa di sinistra perché hanno notato che, durante un’intervista, masticava visibilmente un chewing gum: «Dilemma: mentre una persona esce dal bagno (toilette), un giornalista la rincorre per una intervista. La donna stava masticando, da libera e normale cittadina (italo-romena), una cingomma. Secondo voi, la doveva sputare di fronte alle telecamere???».
Citazioni di Proust che sembrano biscotti della fortuna
Poi, in un post su Instagram, ecco una citazione di Proust, a commento di una sua foto in abito lungo nero: «Cerca e conserva sempre un pezzo di cielo sopra di te»; purtroppo la celebre frase che Legrandin rivolge al giovane narratore nel primo capitolo della Recherche «Cercate di conservare sempre un lembo di cielo sopra la vostra vita, ragazzo mio… avete un’anima bella, di una qualità rara, una natura d’artista; non lasciatele mancare ciò di cui ha bisogno», contestualizzata tra queste foto, con sfondo di villetta a schiera e barbecue, fa l’effetto dei biscotti della fortuna che danno nei ristoranti cinesi a fine pasto, che contengono sempre un bigliettino con sopra scritta una sciocchezza.
«In casa nostra comanda il matriarcato»
Ai 133 commenti, la maggior parte derisori, sotto questo post lei risponde puntigliosamente: a tutti. Significa che si è messa di buzzo buono per creare engagement: rispondere in modo che ritiene brillante a chi le dice «ma parla italiano!» le serve per guadagnarsi altri follower e, in ogni caso, per avere l’ultima parola; in un altro post confessa che «in casa nostra comanda il matriarcato. Roberto è così disordinato!».
Un’arma per la comunicazione in un momento delicato
Forse si appresta a gestire lei in prima persona la comunicazione del generale in un momento delicato, in cui alcuni militari che hanno aderito a Futuro Nazionale sono finiti sotto indagine. Lo staff di Vannacci e del partito attualmente non opera da un unico studio di comunicazione centralizzato, ma fa perno su diverse sedi logistiche e operative divise tra la sua attività politica, quella parlamentare e di movimento: da Piazza San Lorenzo in Lucina a Roma, sede di Fn, dove lavorano Massimiliano Sironi e Lorenzo Gasperini, a Bruxelles e Strasburgo, dove l’ufficio accreditato segue il Vannacci parlamentare europeo, fino a Viareggio, sede legale del Movimento dove opera il Comitato Il Mondo al contrario. E dai profili social di Camelia, ovviamente, sempre più caldi, sempre più attivi.


(@cameliamihailescuvannacci)





