La vicenda di Foce Irno

di Alfonso Malangone* I

l Consiglio Straordinario monotematico sui fatti di foce Irno, chiesto dagli esponenti dell’Opposizione, si dovrebbe tenere tra qualche settimana. L’uso del condizionale dubitativo è d’obbligo, perché gli accertamenti in corso da parte della Procura possono giustificare eventuali assenze tra le fila della Maggioranza, come avviene di regola per qualsiasi motivo e in ogni luogo. E, quindi, se dovesse mancare il quorum, non si potrà discutere di nulla, così privando i cittadini del diritto di essere informati con trasparenza sulle criticità di vicende pure sconosciute ai più. In verità, il primo argomento all’ordine del giorno, cioè quello del debito milionario della società alberghiera per tributi di varia natura, non è particolarmente intrigante: il Comune deve documentare le sue pretese e dimostrare di aver evitato la prescrizione dei crediti. Nulla di più. All’opposto, il secondo punto, cioè quello della vendita delle due aree note come Prog 1/b, su via Torrione, è di ‘moooooolto’ maggiore interesse per via della chiusura di due ampi parcheggi e, poi, per le future variazioni urbanistiche conseguenti alla costruzione di due torri alte 12 piani. Qui, sono necessarie spiegazioni giuridiche, da parte degli Amministratori, e tecniche, da parte dei Dirigenti responsabili, per chiarire bene i fatti. Poiché di tutto questo si è molto parlato, e poco detto, in vista della discussione pubblica può essere utile fornire alcune informazioni acquisite grazie all’aiuto dell’Intelligenza Artificiale, davvero brava nella ricerca dei documenti. Però, ci sono voluti anche tre sacchi di pazienza. Vediamo il risultato, facendo salvo ogni errore di qualsiasi natura. Ovviamente, sono gradite integrazioni e rettifiche. I suoli dell’ex Cementificio furono acquistati dal Comune nel 1995 dopo la decisione di delocalizzare l’impianto a Fuorni in conseguenza del terremoto dell’80. La compravendita fu finanziata dalle Stato con fondi specifici messi a disposizione dalle Leggi 219/81, art. 21, e 730/86, art. 8, con due precise condizioni: – l’inalienabilità, perché le aree acquistate potevano solo essere concesse a terzi con convenzioni da stipulare; – la destinazione a pubbliche finalità produttive e sociali. Così, Italcementi e Comune dichiararono in atto che la destinazione pubblica costituiva elemento essenziale ai fini della volontà negoziale. Nell’allegato Certificato di Destinazione Urbanistico, furono precisate le particelle destinate alla ricostruzione, zona A, e quelle a ‘recupero standard, verde pubblico, parcheggi’ ricadenti peraltro nel ‘Piano Urbano Parcheggi’ e sottoposte a particolare interesse ambientale ai sensi della Legge 431/85 (la ‘Galasso’). Vediamo il seguito: Con delibera di Consiglio dell’11/10/1999, in variante rispetto al Piano Regolatore vigente, l’intera area fu definita ‘Zona omogenea 23b’ per “la realizzazione di verde pubblico, spazio pubblico monumentalizzato, parcheggi interrati, albergo, fabbricato per attività terziarie, viabilità carrabile”; Con delibera di Giunta del 03/07/2002, fu approvato lo schema di convenzione per la concessione in comodato (non vendita) alla Immobiliare Panoramica Srl del diritto di superficie, per 60 anni, sulla parte ricostruibile dell’area dove poi è stato realizzato il “centro alberghiero-congressuale” (attività produttiva di interesse pubblico); Con il Piano Urbanistico Comunale redatto dall’arch. Bohigas, nel 2006, tutto il suolo ex Italcementi fu definito “Area di riqualificazione urbana- Prog 1” con la conferma della finalità produttiva/servizi; Con la revisione del PUC del 2012, la Prog 1 fu divisa in due parti. La prima, denominata Prog. 1/a, fu riservata all’Albergo e alla fontana monumentale, la seconda, posta tra Fiume Irno, via Torrione e Lungomare, fu inserita negli “Ambiti pubblici di riqualificazione-Prog 1/b”; Con questa revisione, fu anche modificata la destinazione della Prog 1/b con la previsione del suo utilizzo a residenziale (appartamenti), per una superficie di solaio di 20.000mq, e produttiva (commerciale), per una superficie di solaio di 1.500mq; Con successiva delibera di Consiglio del 18/03/2013, la Prog 1/b fu inserita nell’elenco dei beni da alienare limitatamente alla “parte del suolo di proprietà comunale coincidente con il lotto fondiario, eventualmente frazionabile al fine di ampliare la partecipazione di potenziali acquirenti”. In considerazione della sua prevalente destinazione residenziale fu valutata in 20.425.000 euro. (Nota: secondo l’accusa, si disattendevano vincolo e destinazione contrattuale, comunque applicati per la Prog 1/a); Con la revisione del PUC del 2018, chiusa nel 2022, la destinazione della Prog 1/b fu nuovamente variata con la riduzione della quota residenziale a 3.000mq e l’incremento di quella produttiva a 15.000mq; Con delibera di Consiglio del 30/05/2023 di aggiornamento dei beni da alienare, la Prog 1/b fu divisa in due Lotti di eguali dimensioni ai quali, difformemente dal PUC, fu attribuita una destinazione solo produttiva per 7.500+7.500mq ridefinendone i valori in 6.000.000+6.000.000 di euro. La rivisitazione fu giustificata in vista “dell’interesse che le stesse (aree) possono rappresentare per il mercato imprenditoriale e la relativa ricaduta sullo sviluppo del territorio quali volani socio-economici”. (Nota: secondo l’accusa si ponevano le premesse per l’utilizzo alberghiero); Con aste del 18/09/2023 e del 23/10/2023 furono messi in vendita i due Lotti per i quali la Scheda Urbanistica Illustrativa redatta dal Settore Trasformazioni Urbanistiche – Ufficio di Piano e Progettazione – confermava la sola destinazione produttiva di 15.000mq. La difformità rispetto al PUC fu giustifica facendo riferimento alla già citata delibera di alienazione del 30/05/2023 e ad una specifica previsione normativa del PUC; Con determine dirigenziali del 2023 i due lotti furono assegnati alla “Hotel Salerno Srl”, società con Capitale Sociale di 10.000 euro, per 6.300.000 e 6.010.000 euro; Con atto del 12/03/2024 fu formalizzata la vendita del Lotto 1 e con atto del 09/07/2024 quella del Lotto 2. In entrambi, la rappresentante del Comune dichiarò l’inesistenza di vincoli e confermò la destinazione solo produttiva, facendo salvo il cambio successivo, anche consegnando Certificati ufficiali rilasciati dal Settore Trasformazione Urbanistica ed Edilizia; Con recente Sentenza del 12/06/2025, il TAR ha sostanzialmente disconosciuto la tesi tecnica dell’Ufficio Trasformazioni Urbanistiche affermando la prevalenza delle norme del PUC e, quindi, il diritto dell’acquirente anche ai 1.500+1.500mq di residenziale subordinatamente ad adempimenti burocratici da parte del Comune. A tanto ha provveduto il Commissario Prefettizio con delibera n. 8 dell’08/04/2026. Fatta la sintetica ricostruzione che, si conferma, ha esclusiva finalità informativa, con salvezza di ogni errore, si potrebbero formulare delle domande. E’ giusto, però, che siano i cittadini-lettori a immaginarle con la speranza che possano trovare adeguate risposte nella riunione di Consiglio. Se si terrà. Salerno ha bisogno di amore vero. *Ali per la Città P.S.: la ricostruzione è stata effettuata sulla base di documenti acquisiti sul web. Sono gradite eventuali rettifiche

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