Uno parte per una settimana di relax , si porta dietro il cellulare, le carte, il libretto postale. Tutto in regola, tutto in tasca. E invece no. Perché a Nocera Inferiore, a centinaia di chilometri di distanza, qualcuno ha deciso che quella settimana di vacanza era il momento perfetto per diventare — almeno sulla carta — Luigi ( nome di fantasia) . Salernitano, il signor Luigi se ne stava tranquillo all’albergo in toscana quando, il 6 agosto scorso, il telefono smette di funzionare. Un messaggio della Wind lo avvisa: qualcuno ha chiesto il cambio della SIM. «Ma come, se sono io?», pensa. Chiama il numero verde, fa bloccare tutto. Primo campanello d’allarme. Il signor Luigi in quelle ore non era solo un turista in vacanza. Era anche — a sua insaputa — un uomo d’affari con una Postepay Evolution nuova di zecca, aperta alle 11:40 del 6 agosto all’ufficio postale di Nocera Inferiore. Conferma l’avv. Manzo, esperto in diritto bancario a cui il sig. Luigi si è rivolto – che con un documento falso, qualcuno si è presentato allo sportello, ha aperto il conto a nome del suo assistito, e nel giro di poche ore ci ha fatto confluire 39.597 euro — rimborso buoni, estinzione del deposito Super Smart, tutto il malloppo. Poi è partito lo shopping. Anzi, lo shopping: 9.900 euro prelevati in contanti alla cassa 8 dello stesso ufficio postale di Nocera alle 14:49. Altri 900 euro spillati all’ATM di Boscoreale alle 16:19. Totale contante: 10.800 euro in tasca. L’avv. Mario Manzo del foro di Salerno, ci dice ancora che il bello — si fa per dire — deve ancora venire. Perché i truffatori, evidentemente persone di buon gusto, hanno pensato bene di festeggiare. Due bonifici da 4.990 euro l’uno. Uno a un ristorante di Napoli. L’altro a un parrucchiere di San Giorgio a Cremano. Perché dopo un colpo da quasi quarantamila euro, un taglio di capelli e una cena come si deve sono il minimo sindacale. Resta il fatto che sul conto truffaldino non ci rimane nulla . I soldi evaporati tra sportelli, bancomat, un piatto di spaghetti e una messa in piega. Il signor Luigi ha sporto querela ai Carabinieri per sostituzione di persona, frode informatica e accesso abusivo a sistema informatico. Ha anche inviato un reclamo formale a Poste Italiane, chiedendo il rimborso immediato e copia dei documenti usati dal truffatore per aprire la carta allo sportello. «Non ho mai smarrito le mie carte, non ho mai comunicato codici a nessuno — racconta —. Ero in vacanza. E intanto a Nocera Inferiore mi rubavano l’identità davanti a un impiegato postale». La vicenda pone più di una domanda: com’è possibile aprire una Postepay a nome di un’altra persona presentando un documento falso a uno sportello fisico? Dove sono finiti i controlli? E soprattutto: quanti altri «Luigi » stanno inconsapevolmente offrendo cene e pieghe a sconosciuti mentre se ne stanno in vacanza? Nel frattempo, il signor Luigi si è rivolto all’avv. Mario Manzo, esperto di diritto bancario e responsabile nazionale dell’ADUSBEF, l’Associazione per la tutela dei consumatori e degli utenti bancari. Ed è proprio l’avv. Manzo a ricostruire, con la precisione di chi ne ha viste troppe, l’esatta dinamica della «simpatica» truffa. «Il meccanismo è tanto semplice quanto spietato — spiega Manzo —. Primo passo: il SIM swap. I truffatori si presentano in un punto vendita della compagnia telefonica con un documento d’identità contraffatto e chiedono la sostituzione della SIM. L’impiegato gliela consegna. Da quel momento tutto l’SMS che arriva al numero del signor Luigi — codici di verifica, notifiche bancarie, autorizzazioni — finisce dritto dritto sul cellulare dei malviventi. Secondo passo: avendo in mano il numero, accedono all’app di Poste Italiane e prendono il controllo dell’account, associandolo al loro dispositivo. Terzo passo: si presentano fisicamente all’ufficio postale di Nocera Inferiore — documenti falsi alla mano — e aprono una Postepay Evolution intestata alla vittima. Quarto passo, quello finale: dal libretto smart al nuovo conto fraudolento trasferiscono tutto il disponibile — rimborso buoni, estinzione deposito, trentanovemilacinquecentonovantasette euro. Poi è solo un bancomat e un paio di bonifici, ed è fatta.» «Il vero dramma — prosegue l’avv. Manzo — è che qui non siamo di fronte a un hackeraggio informatico sofisticato. Qui siamo di fronte a un impiegato di Wind che non controlla un documento e a un impiegato postale che apre un conto a uno sconosciuto senza verificare l’identità. Due varchi umani in una procedura che dovrebbe essere blindata. Il mio assistito era in vacanza , aveva le sue carte in tasca, eppure qualcuno a centinaia di chilometri di distanza è diventato lui. Per due giorni.» CONSIGLIO DELL’AVV. Mario MANZO L’appello è chiaro: 1) «Attivate SEMPRE gli alert via SMS, email o notifiche su ogni movimento dei vostri conti ; 2) Se il telefono smette improvvisamente di funzionare senza motivo, non sottovalutate il segnale ; 3) Conservate sempre una prova della vostra posizione geografica( scontrini, pedaggi autostradali, ecc.); 4) Bloccare subito le carte , sporgere querela entro max 48 ore ed inviare reclamo alla banca tramite Pec. 5) Non accontentatevi di rimborsi parziali : la legge prevede il rimborso integrale delle operazioni bancarie e postali non autorizzate.
L'articolo Salernitano truffato di € 40.000 alle Poste di Nocera proviene da Le Cronache.
