di Elio Giusto*
I numeri parlano da soli e meritano una riflessione che va ben oltre una semplice statistica. Sono 5.965 le domande presentate per accedere al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG), a fronte di 2.651 posti disponibili. È un dato che segna una netta inversione di tendenza rispetto al recente passato e dimostra che la Medicina Generale continua ad esercitare un forte richiamo sulle nuove generazioni di medici. Particolarmente significativo è il dato della Campania, dove 1.080 candidati concorrono per appena 240 posti, ma l’incremento delle domande interessa praticamente tutte le Regioni e le Province autonome. Si tratta di un segnale inequivocabile: nonostante le difficoltà quotidiane, la crescente complessità organizzativa e il peso di una burocrazia sempre più invasiva, migliaia di giovani continuano a scegliere il medico di famiglia come progetto di vita professionale. Questa fiducia rappresenta un patrimonio che il Servizio Sanitario Nazionale non può permettersi di disperdere. Negli ultimi anni si è parlato molto della crisi della Medicina Generale, del progressivo pensionamento dei medici, della difficoltà nel garantire il ricambio generazionale e del rischio di lasciare milioni di cittadini senza un medico di famiglia. Oggi, però, i giovani stanno inviando un messaggio diverso: la professione continua ad essere attrattiva, purché venga posta nelle condizioni di esprimere pienamente il proprio valore. Per questo la posizione espressa dalla FIMMG assume un significato che va oltre il dato numerico. L’elevata partecipazione al concorso deve trasformarsi nell’occasione per accelerare quelle riforme legislative e contrattuali che da troppo tempo attendono di essere realizzate. Il recente rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale ha aperto una fase nuova per la Medicina Generale, chiamata a svolgere un ruolo centrale nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR e dal DM 77. Case della Comunità, Aggregazioni Funzionali Territoriali, presa in carico della cronicità, medicina di iniziativa e integrazione multiprofessionale rappresentano sfide importanti che richiedono professionisti preparati, motivati e adeguatamente valorizzati. Ma nessuna riforma organizzativa potrà avere successo se non sarà accompagnata da interventi altrettanto incisivi sulle condizioni di lavoro dei medici. Occorre ridurre il carico burocratico che sottrae tempo all’attività clinica, investire stabilmente sul personale di studio, garantire adeguate tutele professionali, valorizzare economicamente il ruolo del medico di famiglia e preservare quel rapporto fiduciario con il cittadino che costituisce uno dei pilastri del nostro Servizio Sanitario Nazionale. I quasi seimila candidati al CFSMG dimostrano che esiste una generazione pronta a raccogliere il testimone. Non chiedono scorciatoie, ma un sistema che riconosca il valore della professione e consenta loro di esercitarla con dignità, autonomia e prospettive di crescita. Le istituzioni hanno oggi una responsabilità precisa: trasformare questa straordinaria manifestazione di fiducia in scelte politiche concrete. Sarebbe un errore considerare questi numeri come un punto di arrivo. Sono, al contrario, un punto di partenza. Il futuro della Medicina Generale non si costruisce soltanto aumentando il numero delle borse di formazione. Si costruisce rendendo la professione sostenibile, moderna e attrattiva nel lungo periodo. I giovani hanno già fatto la loro scelta. Hanno dimostrato di credere ancora nella Medicina Generale. Adesso spetta alla politica, alle Regioni e alle istituzioni sanitarie dimostrare di credere nei giovani medici e nel ruolo strategico che essi rappresentano per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale. *segretario provinciale generale Fimmg Salerno
L'articolo Più giovani scelgono il medico di famiglia proviene da Le Cronache.
