Foce Irno, spunta l’ipotesi dell’autoriciclaggio

Nell’attesa che in Procura di Salerno trovino le carte della denunzia dei 200 cittadini sulle illegittimità della vendita dei suoli dell’ex Cementificio, e che si trovi anche la uguale denunzia dei Consiglieri Comunali di minoranza, Elisabetta Barone in testa, denunzia di cui pure non pare esserci notizia di sviluppi, Cronache vuole dare un contributo agli eventuali inquirenti che ci fossero, per illuminare un po’ sulla vicenda dal punto di vista documentale. Bene! Il 12 marzo 2024 viene redatto il primo rogito notarile che riguarda la vendita del 1° lotto di terreno, al prezzo di aggiudicazione di 6 milioni e trecentomila euro. Aggiudicataria è la società Hotel Salerno s.r.l., che paga il prezzo. A prima vista, essendo l’Amministratrice Chechile Caterina (famiglia che gestisce il Grand Hotel Salerno) si potrebbe pensare che chi acquista è la proprietà del Grand Hotel, imponente complesso alberghiero. Ma non è così. La società Hotel Salerno s.r.l. non ha, all’apparenza, il becco di un quattrino. La Hotel Salerno s.r.l. di Chechile Caterina nasce il primo luglio 2023, due mesi prima dell’indizione della gara per la vendita del primo lotto. L’utile sociale del 2023 è pari a zero. Solo nel 2025 appare avere come dipendente una sola persona. Ciò nonostante pochi mesi dopo paga 6 milioni al Comune di Salerno per l’acquisto del suolo, avvenuto il 12 marzo 2024. E adesso viene il bello, perché ci si potrebbe chiedere da dove vengono i 6 milioni di euro. Il 20 aprile 2024, un mese e dieci giorni dopo l’atto notarile, davanti al Notaio D’Amore di Avellino viene rogato uno strano contratto. Da un lato c’è Chechile Caterina, amministratrice della Hotel Salerno s.r.l. che ha acquistato il suolo; con lei Domenici Anna, amministratrice della società Leonardo s.r.l.-Società di Ingegneria, con sede in Milano Galleria del Corso; infine, c’è Marinelli Luca, n. ad Avellino il 15-12-1971, amministratore di Campania Costruzioni s.r.l. da Montemiletto (AV). Nell’atto notarile vengono, doverosamente, richiamati gli atti di provenienza del suolo, e cioè la notizia cronologica del primo atto di acquisto del Comune dalla Italcementi nel 1995, atto Notaio Moroni. E’ solo una annotazione cronologica. Non può emergere l’esistenza del vincolo costituito dall’onere reale di destinazione urbanistica a parcheggio e verde pubblico. L’atto notarile che conta, e che è all’attenzione delle parti, è l’atto di acquisto di Chechile del 12 ottobre, un mese prima. In quell’atto c’è la falsa attestazione al notaio, fatta da Chechile e dal rappresentante del Comune di Salerno, che sul suolo ex Cementificio non ci sono vincoli né oneri. Così chi acquista, ufficialmente, non ne sa niente. Ma vediamo che cosa acquista Marinelli. Innanzitutto fa una associazione in partecipazione con la società Hotel Salerno s.r.l. (che non aveva niente prima dell’acquisto del suolo); si conviene che l’atto è il preliminare di acquisto di una cosa futura, e cioè della futura costruzione dell’Albergo. La ragione della associazione in partecipazione, società di fatto, è che insieme, società Hotel Salerno (la nullatenente, prima) e Marinelli Luca costruiranno la prima metà dell’albergo, e poi divideranno gli utili. D’accordo! Ma, si dice anche, con il preliminare Marinelli paga un anticipo sui guadagni futuri. E qual è l’anticipo? Esattamente 6 milioni e 400.000 euro, cioè praticamente il prezzo che un mese prima la nullatenente in apparenza, Hotel Salerno s.r.l. ha pagato al Comune. Ma c’è di più. Marinelli, che sicuramente è uno scaltro imprenditore, non dà i soldi a Hotel Salerno s.r.l. con leggerezza. Vuole una garanzia! E qual è la garanzia? Entra in ballo così Domenici Anna, amministratrice di Leonardo s.r.l – Società di Ingegneria. Non è una persona estranea a Chechile. E’ nientedimeno, questa società, la SOCIA UNICA di Hotel Salerno s.r.l. Praticamente ha in mano la Hotel Salerno s.r.l.! E che fa Domenici Anna? Dà, a garanzia del buon fine dell’operazione, il pegno sulle sue azioni a Marinelli Luca. Che se lo tiene stretto, a garanzia dei 6 milioni e rotti versati. Perché garanzia? Perché il pegno sulle quote sociali di Leonardo s.r.l.-Società di Ingegneria concede a Marinelli il diritto di voto nell’assemblea sociale di Leonardo s.r.l.. Praticamente, Marinelli governa Leonardo s.r.l-Società di Ingegneria, che è socia unica, quindi governa, Hotel Salerno s.r.l., che ha sborsato 6 milioni 300 mila al Comune, e che un mese dopo riceve la stessa somma da Marinelli, che governa poi Leonardo s.r.l.-Società di Ingegneria, che governa Hotel Salerno, che ufficialmente deve costruire il tutto. Ora, il Gruppo Marinelli è stato colpito, in una delle sue società, ad aprile, da interdittiva Antimafia definitiva del Consiglio di Stato. Anzi, le interdittive, riunite davanti al Consiglio di Stato, erano una della Prefettura di Avellino e una di Firenze, circa la proprietà di un Albergo. Adesso c’è da chiedersi: chi ha comprato veramente Foce Irno? Quali sono le responsabilità anche del Comune di Salerno, in questa bruttissima storia? Va verificata, da parte degli inquirenti (quando troveranno le carte delle due denunzie, dei 200 cittadini, e dei Consiglieri Comunali, di cui s’è persa, al momento, traccia), oltre che la sussistenza del falso in atto pubblico, anche lo strano giro delle vendite successive dei suoli. Se infatti ci fosse stato un reato iniziale di falso, le vicende successive di vorticose ulteriori vendite di cosa futura potrebbero essere un reinvestimento in attività imprenditoriali del ricavato del delitto iniziale, il falso nell’atto notarile, utili ad ostacolare concretamente le indagini. E’ la previsione dell’art. 648 ter 1 del codice penale. E’ lo strumento principale usato nelle piste dell’autoriciclaggio. La Procura deve, subito, chiarire questa spinosa questione, ora che l’interrogazione dell’On.le Bicchielli a Nordio chiede di far luce sulla vicenda.

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