Le forze statunitensi hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro l’Iran. I raid sono iniziati alle ore 12 italiane e sono andati avanti fino alle 13:30. Gli Usa, ha spiegato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) «hanno lanciato munizioni di precisione contro i sistemi di difesa costiera e i siti di stoccaggio e lancio di missili da crociera sull’isola di Grande Tunb». I raid, ha evidenziato il Pentagono annunciandone l’avvio, hanno avuto l’obiettivo di «degradare ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare le navi commerciali nello stretto di Hormuz».
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 15, 2026
Teheran punta il dito contro Washington
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha affermato che i nuovi attacchi Usa hanno ulteriormente rafforzato la determinazione dell’Iran a ottenere giustizia e a chiamare i responsabili a risponderne: «La lista dei crimini di Washington si allunga di giorno in giorno».
Lo stretto di Hormuz resta bloccato
In tutto questo, lo stretto di Hormuz resta chiuso: nelle ultime 24 ore, scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, almeno due navi sono state fermate in seguito a colpi di avvertimento sparati dalla Marina dei Guardiani della rivoluzione. Inoltre i pasdaran, a seguito della reintroduzione del blocco navale da parte degli Stati Uniti, hanno minacciato di interrompere tutte le esportazioni di energia dal Medio Oriente.
Il manifesto con Trump dentro una bara
Intanto, mentre prosegue l’escalation militare nel Golfo, in piazza Enghelab, nel centro di Teheran, è stato svelato un nuovo enorme manifesto raffigurante Donald Trump all’interno di una bara, accompagnato da minacce di morte per il presidente americano. In altri manifesti, posti in diversi luoghi della città, si vedono invece la Casa Bianca avvolta dalle fiamme e le bare di Trump e di altri esponenti dell’amministrazione Usa.
