L’Associazione A.I.P. – Associazione Impegno e Passione – Associazione Sindacale di Commercialisti esprime forte preoccupazione in merito a quanto sta accedendo nel Comune di Salerno in relazione alla definizione agevolata delle entrate comunali, cosiddetta “Rottamazione quinquies”. Il Comune di Salerno, con deliberazione n. 72 del 22 aprile 2026 del Commissario Straordinario con poteri di Giunta Comunale aveva formalmente avviato le attività necessarie per consentire la definizione agevolata delle entrate tributarie e patrimoniali non riscosse e affidate al concessionario entro il 31 maggio 2023: tale deliberazione è stata resa pubblica dallo stesso Comune mediante apposita comunicazione istituzionale, determinando nei contribuenti un legittimo affidamento circa la concreta possibilità di regolarizzare la propria posizione debitoria. Da settimane i Dottori Commercialisti salernitani sono destinatari di continue richieste di chiarimento da parte di cittadini e imprese che, confidando nelle comunicazioni ufficiali dell’Ente, attendono l’emanazione degli atti attuativi per poter definire le proprie pendenze. L’insediamento del neo eletto Sindaco e le sue recenti dichiarazioni in merito al completamento dell’iter amministrativo necessario alla piena operatività della stessa “Rottamazione quinquies” hanno invece generato confusione, incertezza e disorientamento tra cittadini e imprese. L’Associazione A.I.P. chiede pertanto chiarezza e il completamento del percorso già avviato dal Comune, e ritiene doveroso fornire alcune precisazioni di carattere tecnico. In primo luogo si evidenzia come il contribuente che aderisce alla definizione agevolata non può essere qualificato come evasore fiscale, in quanto trattasi di imposte e tasse certe, liquide ed esigibili che cittadini e imprese hanno “dichiarato” all’amministrazione e che, a causa di temporanee difficoltà economiche e finanziarie, non sono riusciti ad adempiere tempestivamente ai propri obblighi; la possibilità concessa dalla Legge Statale e che deve essere attuata dal Comune consente a tali cittadini ed imprese di corrispondere integralmente il debito per capitale e spese, beneficiando esclusivamente dell’esclusione o della riduzione di sanzioni e interessi. In secondo luogo si evidenzia che l’affermazione secondo cui la definizione agevolata costituirebbe una causa di dissesto finanziario o un ostacolo al regolare flusso delle entrate non appare conforme ai principi della contabilità pubblica; i principi contabili applicati ai Comuni, di cui al Decreto Legislativo n. 118/2011 e al relativo Allegato 4/2, prevedono infatti che le sanzioni e gli interessi siano, in larga parte, rilevati secondo il criterio di cassa e non possano essere preventivamente contabilizzati come crediti certi ed esigibili: conseguentemente l’eventuale riduzione di tali componenti accessorie non determina una perdita effettiva per il bilancio comunale poiché l’Ente non può fondare i propri equilibri finanziari su entrate meramente potenziali o di dubbia esigibilità. In terzo luogo si evidenzia che il perfezionamento dell’iter amministrativo di adesione alla definizione agevolata consentirebbe di trasformare posizioni creditorie spesso risalenti e di difficile riscossione in incassi effettivi e tempestivi, incrementando la liquidità dell’Ente e migliorando l’efficienza dell’attività di recupero da parte del Comune; tale principio, valido in tutti i Comuni, lo è ancora di più in una realtà come quella del Comune di Salerno, impegnato nel percorso di riequilibrio finanziario conseguente al cosiddetto “Patto Salva Città”: ogni misura idonea ad accelerare gli incassi e a favorire la regolarizzazione spontanea dei contribuenti dovrebbe essere valutata con particolare attenzione, sulla base di dati tecnici e contabili e nell’esclusivo interesse della collettività. La scrivente Associazione auspica pertanto che l’Amministrazione comunale voglia chiarire in via definitiva se intenda dare seguito al percorso formalmente avviato con la deliberazione n. 72 del 22 aprile 2026 ovvero assumere una diversa determinazione, motivandola adeguatamente alla cittadinanza.L’Associazione ribadisce altresì la propria piena disponibilità a un confronto tecnico-istituzionale, già in precedenza formalmente offerto e rimasto privo di riscontro, nella convinzione che su temi di così rilevante impatto sociale ed economico debbano prevalere l’approfondimento tecnico, la trasparenza amministrativa e il dialogo con i corpi intermedi e con i professionisti del territorio. La definizione agevolata non costituisce un condono né un premio all’evasione fiscale: essa rappresenta, piuttosto, uno strumento di responsabilizzazione del contribuente, di recupero accelerato delle entrate comunali e di concreta regolarizzazione delle posizioni debitorie, consentendo all’Ente di incassare risorse effettive e ai cittadini in difficoltà di adempiere ai propri obblighi in modo sostenibile e ordinato. Tra un credito integralmente teorico e difficilmente esigibile e un credito concretamente incassato, l’interesse pubblico impone di privilegiare la riscossione effettiva e tempestiva delle entrate: è in questa prospettiva che la definizione agevolata deve essere valutata, non come una rinuncia dell’Ente, ma come uno strumento di efficacia amministrativa, di equità fiscale e di concreta tutela degli interessi della collettività.
Il Consiglio Direttivo dell’A.I.P. Il Presidente dott. Rosario Camaggio
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