La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero

Al momento è solo una scommessa, una suggestione che ritorna, uno scenario da fantapolitica. Ma per le due sorelle Meloni può essere una soluzione politicamente furba. Se da un lato Giorgia vuole concludere la legislatura da presidente del Consiglio, battendo il record da Guinness dei Primati e poi ricandidarsi alle elezioni politiche del 2027, alleati permettendo, dall’altro c’è anche la sorella Arianna che ha un suo ruolo. Oltre a guidare il partito (ma tutti rimpiangono Francesco Lollobrigida, «che come ministro non sarà ricordato negli annali, ma in via della Scrofa metteva tutti in riga», spifferano quelli di Fratelli d’Italia) coltiva ambizioni politiche. E deve condividerle con la sorella Giorgia. Qui esce con tutta la sua virulenza “il problema Roma”.

La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero

Il solito Rampelli e il disturbo di Vannacci

Mentre a sinistra, anzi nel campo largo, è già pronto il candidato al Campidoglio, ossia il sindaco uscente Roberto Gualtieri, ringalluzzito dal successo sui social (fuori dalla Capitale, però, perché quei video in città non piacciono per niente) e dai miliardi per la città elargiti dal governo Meloni, a destra ancora non esiste uno straccio di nome in campo. A parte Fabio Rampelli, il vicepresidente della Camera dei deputati che corre (come sempre) una partita tutta sua, ora c’è pure l’incubo della discesa in campo del generale Roberto Vannacci con il suo partito Futuro nazionale, che potrebbe anche schierare come candidato sindaco l’ex inquilino del Campidoglio Gianni Alemanno, innanzitutto con l’obiettivo di contare le forze nella città e fare uno sgambetto alla destra. Insomma, alla fine Vannacci potrebbe essere il migliore alleato di Gualtieri, una sorta di “campo largo aggiunto” pur facendo parte di uno schieramento situato politicamente dall’altra parte.

La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
Arianna Meloni con Fabio Rampelli (foto Imagoeconomica).

L’elemento chiave: election day sì o no?

In mancanza di candidati, veniamo dunque all’idea: Arianna Meloni candidata sindaca di Roma. Mediaticamente porterebbe un vantaggio: un raddoppio della presenza politica del “brand Meloni”, a livello locale e nazionale, che darebbe vita a un bombardamento comunicazionale, dicono gli esperti, con la moltiplicazione meloniana. E forse proprio per questo Giorgia non vuole l’election day per le Comunali e le Politiche, un tema che scalda il Quirinale dato che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella preferisce evitare spese inutili, facendo notare che due appuntamenti elettorali a breve distanza rappresenterebbero uno spreco di denaro pubblico. Separare le urne, facendo votare una volta per le Politiche e un’altra per le Comunali, consentirebbe però a Meloni di scindere le due campagne elettorali e testare la forza del partito a livello locale, specie nel caso di una candidatura della sorella Arianna a Roma.

Gualtieri rafforzato dall’asse con Caltagirone

Tra i tanti problemi che la Capitale porta in evidenza, oltre all’amministrazione capitolina, c’è anche il comportamento editoriale del gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone, che con Il Messaggero ogni giorno elogia la gestione Gualtieri. Prendiamo come esempio le pagine di giovedì 9 luglio della cronaca romana del quotidiano di via del Tritone. Apertura su una “non notizia”, cioè la ridefinizione delle aree e dei quartieri di Roma che ora sono diventati addirittura 332. «Stilata con metodi scientifici», si legge, la «pianta della Capitale non veniva redatta dal 1961, quando furono individuate 165 aree urbane»: per un costruttore è un argomento vitale, per il lettore normale forse no.

La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero

Seguitiamo: “Atac, terzo bilancio positivo”, dove si sottolinea che per l’azienda municipalizzata è «un bilancio tutto con il segno più», «conti ancora in ordine», con un elenco di elogi che non finisce mai. Sotto, “Rifiuti, via libera al piano, la Tari ritoccata del 5 per cento” con la spiegazione benevola di «rialzi dovuti ma limitati». Se una volta ogni rincaro veniva bacchettato senza pietà dal Messaggero, ora viene giustificato scrivendo di un prossimo «potenziamento dei servizi sul territorio senza precedenti», con l’impegno del Campidoglio a «contenere al minimo l’incremento della tariffa Tari». Nessuna voce dissonante, solo l’azienda cara a Gualtieri che parla e minimizza l’aumento.

Stesso trattamento di favore per il governatore Rocca

Analogo trattamento lo ha la Regione Lazio di Francesco Rocca, con articoli sulle imprese regionali che «investono sempre di più» con una fotona del governatore, e in un’altra pagina la nascita del Garante per i diritti per gli anziani del Lazio. In questo panorama, il patto siglato tra Caltagirone e Gualtieri a Villa Miani, nel corso di un lungo pomeriggio romano, sembra non concedere spazi a un candidato alternativo della destra.

La carta Arianna Meloni nella difficile partita della destra a Roma: lo spiffero
Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (foto Imagoeconomica).

La tentazione di lanciare Arianna resta comunque forte. Evitando l’election day, se arrivasse prima l’appuntamento con le Politiche, il piano potrebbe portare le due sorelle in parlamento, una alla Camera e l’altra al Senato, e da senatrice Arianna farebbe con grande serenità la sua campagna elettorale per il Campidoglio. Una sorta di paracadute, nel caso l’avventura non andasse in porto: una poltrona a Palazzo Madama, comunque, ci sarebbe.