Dopo un periodo in cui ha avuto evidentemente altro a cui pensare, Donald Trump è è tornato alla carica su un dei suoi pallini: la Groenlandia. Al vertice Nato di Ankara, il presidente Usa ha dichiarato: «È molto importante per gli Stati Uniti, ma non lo è per la Danimarca. Quando fu invasa dai nazisti, in meno di un giorno Adolf Hitler li sconfisse e prese il controllo. Ci chiesero di occuparci della Groenlandia. In effetti la prendemmo e poi stupidamente la restituimmo. Non avremmo dovuto farlo, perché siamo noi ad averne bisogno. Ne abbiamo bisogno per la protezione del mondo, non solo degli Stati Uniti».
Le accuse di Trump alla Nato
Parlando col segretario generale Mark Rutte, Trump, inoltre, si è detto «arrabbiato» con la Nato: «Noi abbiamo speso più di mille miliardi in 10 anni per difendere i paesi Nato dalla Russia e in cambio siamo trattati ingiustamente. Abbiamo pagato troppo». E poi: «Non sono contento per quello che hanno fatto con la Groenlandia e perche non ci hanno voluto aiutare con quello che è lo Stato numero uno per sostegno al terrorismo, che è l’Iran».

Dito puntato contro Madrid e Roma
Il tycoon ha poi puntato il dito contro la Spagna di Pedro Sanchez, che ha respinto ogni sostegno militare all’operazione Epic Fury: «È una causa persa, non voglio fare commercio on loro, tagliarlo completamente». E non ha risparmiato l’Italia governata da Giorgia Meloni, che «ha fatto molto male» nelle decisioni sulle sue basi.
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Sull’Iran: «Per me la tregua è finita»
Trump, ovviamente, dopo le nuove tensioni nel Golfo ha anche parlato dell’Iran: «Per quel che mi riguarda la tregua è finita. Non voglio più avere a che fare con loro. Sono persone malate, crudeli e violente. Lascio i negoziatori continuare a parlare se vogliono, ma queste persone non mi piacciono, è una perdita di tempo».
