In vista dei funerali, che si terranno il 4 luglio, le bare contenenti i corpi della Guida Suprema Ali Khamenei – ucciso nelle fasi iniziali della guerra contro Stati Uniti e Israele – e di diversi membri della sua famiglia sono state esposte nella Grande Moschea di Teheran: quelle del genero Mesbah-ol-Hoda Bagheri, della figlia maggiore Seyyedeh Boshra Hosseini Khamenei, della nuora Zahra Haddad Adel e della nipote di appena 14 mesi, Zahra Mohammadi Golpaygani.

Prevista la partecipazione di almeno 15 milioni di persone
Le autorità prevedono la partecipazione di almeno 15 milioni di persone di persone nella capitale iraniana per la tre giorni di tributo nazionale, che inizierà appunto domani. Il complesso della Grande Moschea rimarrà aperto giorno e notte fino a lunedì 6 luglio. Poi una processione con la salma di Khamenei sfilerà per le strade di Teheran, prima di raggiungere la città santa di Qom il 7 luglio.

Le delegazioni straniere: per la Russia ci sarà Medvedev
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato che «quasi 100 Paesi, tra delegazioni ufficiali e personalità di rilievo» parteciperanno ai funerali di Khamenei, tra cui alcuni dell’Europa orientale. Tra le personalità attese ci sono l’ex presidente russo Dmitry Medvedev e il primo ministro pakistano Shebaz Sharif. La Cina sarà rappresentata dall’alto funzionario parlamentare He Wei. La Turchia dal vicepresidente Cevdet Yilmaz. Irib, la tv pubblica iraniana, riporta che tra i primi a recarsi alla Grande Moschea figuravano personalità religiose provenienti dall’Afghanistan e dall’Indonesia. L’agenzia Isna racconta di «intellettuali provenienti da Malesia, Libano, Afghanistan, Norvegia, Pakistan, Russia, Tunisia, Senegal, India, alcuni paesi dell’America Latina, Argentina e Messico che stanno rendendo omaggio al leader martire della rivoluzione».
Il capo dei pasdaran alla cerimonia funebre in forma ridotta
Tra le persone che hanno già reso omaggio a Khamenei c’è Ahmad Vahidi, ovvero il capo dei Guardiani della rivoluzione, che ha partecipato a una cerimonia funebre in forma ridotta per l’ayatollah, celebrata ieri sera vicino all’ex residenza della Guida Suprema. Si tratta della sua prima apparizione pubblica dall’inizio della guerra a febbraio: da allora, probabilmente per evitare di essere assassinato come il suo predecessore, non si era più fatto vedere, mantenendo un basso profilo.
