Incredibili questi due atti notarili che stiamo per raccontarvi. Dimostrano che il sistema delle scatole cinesi serve a depistare eventuali inquirenti dalla realtà delle cose, rendendo concretamente difficili indagini finanziarie o penali. Iniziamo col primo rogito di Notar Alessia Angelone redatto a Terzigno (NA) il 24 ottobre 2024. E’ un contratto di permuta immobiliare di cosa futura contro cosa reale (il mostro edilizio da farsi contro la proprietà del suolo ex Cementificio). Sono presenti dal Notaio Chechile Caterina Amministratrice dell’Hotel Salerno S.r.l e Dominici Anna, Amministratrice della società “Leonardo S.r.l”, con sede in Battipaglia, capitale sociale euro 50.000. Due persone fisiche e giuridiche diverse, quindi. Ma in realtà la società Leonardo s.r.l. e la socia unica della società Hotel Salerno S.r.l. Praticamente, è sempre Chechile. Ma vediamo cosa si permutano tra loro: in premessa il notaio annota che la Hotel Salerno S.r.l. e la Leonardo S.r.l. in data 26 febbraio 2024, ben prima, quindi che la Hotel Salerno acquistasse il primo lotto dal Comune di Salerno (vendita del 12 marzo 2024), si sono obbligate a permutarsi suolo (che acquisterà Hotel Salerno) contro palazzone (che costruirà Leonardo S.r.l). Bella, questa! Hotel Salerno permuta una cosa che ancora non ha contro un palazzo da costruirsi. Ma giuridicamente può avvenire. Solo che è inverosimile, per le cose che si diranno. Bene! Il 24 ottobre 2024, però, Chechile ha comprato già i due suoli dal Comune. Quindi davanti al notaio di Terzigno possono fare la permuta, condizionata al conseguimento dei titoli edilizi da parte della Hotel Salerno S.r.l. Ed ecco che la Hotel Salerno S.r.l. dichiara alla pagina 3 dell’atto notarile, al punto 5, che essa società acquirente del suolo “non ha una organizzazione tale, per mezzi, personale e disponibilità da poter provvedere alla costruzione del complesso”. Per tale motivo, fa intendere, è costretta a fare una permuta del suolo con la società “Leonardo S.r.l.” (unica socia di Hotel Salerno), che evidentemente ha mezzi e capacità per costruire un mostro di 12 piani. Dal sito internet Fatturato Italia si apprende che Leonardo S.r.l. ha un fatturato, nel 2023, di 3 milioni 238 mila, ma un utile negativo di € 6 mila 877. Ma andiamo oltre. E allora: “Leonardo S.r.l.” costruirà il complesso e poi lo trasferirà a Hotel Salerno S.r.l. tranne i tre piani interrati e i primi tre piani fuori. Il resto se lo prenderà Hotel Salerno. Ma è anche un contratto a favore di terzi, da designarsi. Tant’è che si dice che già la Hotel Salerno ha promesso in vendita a Campania Costruzioni di Marinelli Luca, dal quarto al dodicesimo piano, il fabbricato che sorgerà sul lotto 1. Marinelli ha accettato e pagato con 6 milioni e 400 mila euro. Poi c’è una postilla circa la possibile diversa destinazione d’uso di parte dei fabbricati (un’ipotesi di futura costruzione di appartamenti?). Poi c’è una cosa interessante. Il valore dei beni trasferiti in permuta, suolo da conferire dall’ Hotel Salerno a Leonardo S.r.l. e palazzone costruito già da dare in permuta a Hotel Salerno, hanno, si dice nell’atto notarile, lo stesso valore economico: esattamente 27 milioni di euro, per cui non c’è conguaglio da fare e nessuna delle due società caccia soldi. Ma, infine, la chicca: in nessuna parte dell’atto viene citato l’onere reale che c’ era (e c’è ancora nonostante le bugie) sul terreno, destinato per legge a parcheggio e verde pubblico. Hotel Salerno, Chechile, che ha acquistato il bene sostenendo il 12 marzo 2024 che sul suolo non c’erano oneri reali, omette di dire a Leonardo S.r.l. (socia unica di se stessa) rappresentata da Dominici Anna che c’era questo vincolo sul suolo. Cosi, in apparenza, Leonardo S.r.l non sa nulla di questo vizio dell’atto notarile originario di Hotel Salerno-Comune di Salerno. Quindi il nuovo acquirente è in apparente buona fede. E un eventuale controllo fiscale o della finanza si trova un titolo legittimo di acquisto. Mica va a vedere tutta la storia di provenienza dei beni. La fretta estrema con cui è stato commercializzato un enorme fabbricato che ancora deve vedere completato l’iter amministrativo della sua approvazione pone legittime domande. Ma perché hanno fretta Chechile, Marinelli, un certo Guastaferro Salvatore di Terzigno (che acquista due piani, sempre nello stesso giorno 24 ottobre 2024, del fabbricato sul lotto 2 che si deve fare, e paga 2 milioni e mezzo subito come caparra mentre altri 2 milioni e mezzo quando il palazzo sarà finito) di fare tutti questi atti? Da questi atti scompare l’esistenza del vincolo statale sul terreno. Diventa, questa incomprensibile fretta, di cui non si capisce il senso, visto che il palazzo ancora non c’è e addirittura c’è un contenzioso davanti al TAR tra Chechile e Comune, un oggettivo concreto ostacolo all’identificazione della provenienza delittuosa del bene venduto. Se le bugie sono state dette nella compravendita Comune-Chechile [cioè che non c’era il vincolo, e quella bugia è una falsità detta al notaio che realizza il reato di cui all’art. 483 c.p. (quantomeno!)], questa bugia svanisce e si perde negli atti notarili che vengono man mano fatti. Se ne perde la traccia! È un ostacolo concreto, nei fatti, a eventuali indagini.
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