Si è consumato lo scisma tra la Chiesa cattolica e i lefebvriani, da decenni in rotta con la Santa Sede per il rifiuto delle riforme del Concilio Vaticano II. Nel corso di una cerimonia nella cittadina svizzera di Écône, presieduta da Alfonso de Galarreta – assistito da Bernard Fellay – sono stati infatti consacrati i primi quattro vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X: don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry e don Marc Hanappier (Francia). La cerimonia è stata trasmessa in diretta streaming. Papa Leone XIV aveva provato fino all’ultimo a evitare lo scisma, lanciando anche un accorato appello.
L’appello di papa Leone XIV, caduto nel vuoto
«Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione», aveva detto Leone XIV in una lettera a don Davide Pagliarani, Superiore Generale dei lefebvriani. Il 28 giugno il gruppo tradizionalista aveva ordinato cinque sacerdoti e quattro diaconi.
Chi sono i lefebvriani e i motivi della rottura col Vaticano
Con 800 chiese sparse in tutto il mondo la Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata nel 1970 dall’arcivescovo Marcel Lefebvre con l’obiettivo dichiarato di preservare la liturgia tradizionale, è (o meglio era) la più grande realtà del cattolicesimo tradizionalista non pienamente regolarizzata dal Vaticano. Nel 1988, nonostante un accordo con l’allora cardinale Joseph Ratzinger, Lefebvre ritenne insufficienti le garanzie ricevute per la sopravvivenza della Fraternità e, sempre a Écône, agì unilateralmente consacrando come oggi quattro nuovi vescovi. La Santa Sede a quel punto dichiarò la scomunica automatica dei protagonisti dell’ordinazione. Diventato papa come Benedetto XVI, Ratzinger nel 2009 revocò la scomunica di Giovanni Paolo II ai quattro vescovi consacrati da Lefebvre, senza però riconoscere automaticamente alla Fraternità San Pio X una piena posizione canonica nella Chiesa.









