Tra i comunicati stampa diffusi a getto dall’Amministrazione di Cetara per rimarcare la buona fede degli Amministratori, con enfasi fuori luogo sul futuro felice delle bellezze del luogo, spicca la sobrietà granitica del comunicato ufficiale della Procura della Repubblica di Salerno diffuso il 17-6-2026 sul sito istituzionale dell’ufficio. Questione di stile, quando la classe non è acqua. Il comunicato della Procura, che porta la firma di Raffaele Cantone, è raggelante nella sua compostezza, pur prodiga di particolari. Si capisce subito che l’intervento del Pubblico Ministero ha evitato un disastro più grave di quello in corso. Pur precisando che, allo stato, e quindi al momento, il GIP non ha ravvisato il delitto di danneggiamento del patrimonio culturale di cui all’art. 518 duodecies del c.p. (circostanza enfatizzata dal Comune di Cetara), le parole della Procura rimarcano che il GIP ha ritenuto sussistenti il fumus boni iuris e il periculum in mora della contravvenzione di distruzione o deturpamento di bellezze naturali e le violazioni della normativa paesaggistica. Sono reati micidiali, perché basta la colpa e non occorre la prova del dolo. Ma nella sostanza, l’opera di ripascimento è saltata, e tutte le conseguenze economiche del danno cagionato dovranno risarcirle i responsabili, ciascuno per la sua parte. Compresi i danni per il ripristino dei luoghi, per quanto è possibile. Si comprende quindi che una situazione di angoscia stia prendendo i protagonisti della vicenda, che si prodigano in rassicurazioni pubbliche. Né il comunicato della Procura contiene elementi che possano far sperare in rimedi arrangiati per il futuro. Conviene riportare per intero le parole del Procuratore Cantone “In particolare, è emersa una marcata differenza cromatica tra i materiali, risultando quello di cava caratterizzato da tonalità nettamente più chiare rispetto ai sedimenti naturali; è stata altresì accertata la non sovrapponibilità delle classi granulometriche, con conseguente incompatibilità sotto il profilo geomorfologico. Sotto il profilo tecnico, tali difformità non risultano limitate ad un piano meramente estetico, ma appaiono idonee a incidere sull’equilibrio dell’ecosistema marino-costiero e sulla struttura fisica dell’arenile, anche in ragione della presenza di frammenti litici cd subangolosi e di materiale fine suscettibile di dispersione. Gli accertamenti svolti hanno attestato l’esistenza di fenomeni di compattazione e cementificazione del materiale versato….”. Capito? La Procura ha accertato episodi di cementificazione della spiaggia! A Cetara! Ma vi ricordate le trivelle meccaniche sulla spiaggia di Universo Beach, e l’acqua di mare prospiciente diventata per mesi celeste chiaro, evidente inquinamento di materiale inquinante disperso mese dopo mese sui fondali? Questo giornale ha tuonato per primo sullo scempio ambientale che si stava commettendo, seguito poi dai tuoni del Codacons e dell’opposizione consiliare di Salerno. Abbiamo già scritto che nubi di tempesta offuscano l’orizzonte di tutta la vicenda del Ripascimento, reclamizzato tra le sinfonie musicali dei caroselli elettorali. Le parole del comunicato della Procura riconducono lo spartito musicale dalle note dell’Operetta comica a quelle dell’Opera tragica della grande tradizione musicale italiana.
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