Salerno. Sant’Eustachio tra degrado e spaccio

Resta sommerso dai rifiuti e ostaggio dello spaccio il quartiere di Sant’Eustachio, nonostante la recente inaugurazione del rinnovato campetto da gioco e delle giostrine nella piazzetta Salvo D’Acquisto alla presenza del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Quello che le istituzioni hanno celebrato come il primo atto di una complessiva riqualificazione urbana da parte della neonata giunta comunale, viene contestato duramente dai residenti del “Casermone” e dell’intero rione. A fronte di una cerimonia ufficiale svoltasi in pompa magna, la realtà quotidiana per gli oltre diecimila abitanti della zona è fatta di un profondo degrado strutturale e igienico che si estende a pochissimi metri dall’area appena transennata e verniciata. Dietro i colori accesi delle nuove strutture ludiche e l’erba sintetica posata per l’occasione, l’intero quadrante periferico versa in uno stato di totale abbandono. La frustrazione dei cittadini si concentra sulla natura parziale e ripetitiva dell’intervento, considerato l’ennesima operazione di facciata slegata dalle reali esigenze del territorio. “Siamo stanchi di assistere a passerelle politiche che celebrano per la terza volta il rifacimento dello stesso campetto e delle stesse giostrine, mentre a pochi metri di distanza il quartiere affonda letteralmente tra la monnezza e l’incuria”, affermano alcuni storici residenti interpellati dalla nostra redazione sul posto. Secondo la comunità locale, l’azione amministrativa sembrerebbe ignorare la reale estensione del rione. “Per l’amministrazione e per De Luca, Sant’Eustachio sembra limitarsi esclusivamente al Casermone, l’unico punto che viene costantemente riqualificato sulla carta per mostrare un’efficienza che nel resto del quartiere semplicemente non esiste”, proseguono i cittadini con amarezza. La documentazione fotografica raccolta sul campo attesta la gravità della situazione e la presenza di vere e proprie discariche a cielo aperto a ridosso dei palazzi. Negli spazi coperti di pertinenza pubblica e sotto i porticati si trovano materassi logori abbandonati, cumuli di sacchi neri della spazzatura stracciati, bottiglie di vetro vuote, scarti alimentari e macerie. Anche gli arredi urbani minimi risultano devastati, con panchine pubbliche in legno e ferro danneggiate e circondate da poltrone divelte e altri rifiuti ingombranti lasciati sul suolo da mesi senza che nessuno provveda allo smaltimento. Le aree verdi non incluse nel perimetro della cerimonia ufficiale mostrano i segni di una totale assenza di manutenzione ordinaria. I campi incolti adiacenti alle strade principali sono invasi da sterpaglie secche e alte, dove i rifiuti si accumulano indisturbati, trasformando i pochi spazi aperti in zone franche ad alto rischio di incendi e problemi igienico-sanitari. Questa condizione di incuria generalizzata si traduce in una pesante limitazione per la popolazione giovanile, privata di contesti sicuri e salubri in cui potersi incontrare e svolgere attività ricreative all’aperto, al di fuori del recinto controllato della piazzetta Salvo D’Acquisto. “I nostri ragazzi non hanno un posto sicuro dove giocare o fare sport senza dover fare i conti con lo spaccio e la sporcizia diffusa ovunque”, denunciano diversi genitori del posto, evidenziando come la persistente mancanza di alternative concrete calpesti il diritto alla socialità dei minori. La percezione diffusa tra le palazzine del quartiere è quella di una periferia dimenticata dalle istituzioni, che torna al centro dell’attenzione pubblica soltanto in concomitanza di scadenze istituzionali importanti o eventi dal forte impatto mediatico. L’inaugurazione delle scorse ore viene dunque vissuta dalla popolazione di Sant’Eustachio non come una svolta, ma come l’ennesimo intervento parziale che lascia irrisolti i nodi storici del rione. La richiesta che si leva con forza dai diecimila residenti esige un cambio di rotta radicale da parte di Palazzo di Città. I cittadini chiedono che ai tagli di nastro e alle dichiarazioni programmatiche seguano piani straordinari di pulizia, una manutenzione continua del verde pubblico e, soprattutto, un controllo costante del territorio da parte delle forze dell’ordine per contrastare in modo efficace la piaga dello spaccio di sostanze stupefacenti. La sfida per l’amministrazione salernitana resta quella di dimostrare che la periferia est non sia soltanto un bacino d’utenza da raggiungere nei momenti ufficiali, ma una parte integrante del tessuto cittadino che merita servizi, sicurezza e dignità quotidiana a lungo termine.

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